I Måneskin: da sinistra Thomas Raggi, Damiano David, Victoria De Angelis, Ethan Torchio.
CANTONE
04.03.19 - 06:010
Aggiornamento : 10:08

«Siamo come prima, solo con più fortuna»

Reduci dal primo show - sold out - tenuto settimana scorsa a Lugano, abbiamo incontrato i Måneskin negli studi Rsi di Besso, in attesa di rivederli nell’ambito di Castle On Air (Bellinzona) a luglio

LUGANO - Numeri da capogiro - i 173 milioni di stream su Spotify e i 155 milioni di visualizzazioni su YouTube -, oltre, chiaramente, ai molteplici dischi d’oro e di platino collezionati finora.

Pare che il successo fosse proprio lì, paziente, dietro l’angolo, dopo lapartecipazione all’undicesima edizione di “X Factor” (2017), ad attendere l'arrivo sulle scene di Damiano David (voce), Victoria De Angelis (basso), Thomas Raggi (chitarra) ed Ethan Torchio (batteria)... «Siamo gli stessi quattro ragazzi di prima, solo con più fortuna - precisa Damiano - Ciò che c’è dietro il palco è rimasto identico: le nostre vite, così come le dinamiche tra noi, sono sempre le stesse».

Ragazzi, “Il ballo della vita” (Sony, 2018) è, secondo quanto avete spiegato presentando l’album, la «celebrazione della giovinezza»: com’è la vostra? Alla luce dei fatti, non la state vivendo come i vostri coetanei…

Damiano: La nostra, fin da subito, è stata piena di aspettative e di impegno. Abbiamo sempre creduto in ciò che facevamo, e per poter ottenere dei risultati ci siamo applicati al massimo. Per cui, se vogliamo, rispetto ai nostri coetanei, abbiamo saltato, seppur non completamente, quella fase dell’andare un po’ a zonzo, privilegiando prove e gestione della band... Alla fine, i frutti sono maturati…


RSI/L.DAULTE

Il successo vi ha travolto: come lo vivete?

Victoria: “X Factor” lo abbiamo sempre visto come un trampolino di lancio. Già sapevamo chi eravamo e ciò che avremmo voluto fare. Per cui, una volta usciti dal talent, abbiamo semplicemente proseguito per la nostra strada, ma, chiaramente, con molte possibilità in più rispetto a prima. Abbiamo cercato di vivere tutto questo nel modo migliore, godendoci i risultati e tentando continuamente di perfezionarci.

Partendo dall’affermazione che dà il titolo al vostro ultimo singolo, “Fear For Nobody”, talvolta il successo non vi provoca comunque un certo timore?

Victoria: Certo, ma cerchiamo di affrontare questa situazione come una grande avventura. Siamo molto uniti, ci sosteniamo a vicenda. Possono indubbiamente subentrare momenti di difficoltà, ma questo è il nostro sogno. Il sogno che avevamo fin da quando eravamo piccoli. Perciò, viverlo con paure e timori sarebbe controproducente.

Vi definite grandi amici o fratelli?

Damiano, Victoria, Thomas, Ethan: Fratelli! (rispondono all’unisono, ndr)

Ognuno di voi aveva un piano B, prima di “lanciarsi” sul palco?

Damiano: Giocavo a basket. Sono sempre stato un frontman, in qualche modo… (ride)

Thomas: Già da piccolo, devo dire, avevo puntato tutto sulla musica…

Victoria: Anch’io… Nei miei piani ho sempre avuto le sette note…

Ethan: Attorno ai 12-13 anni mi ero imposto di voler vincere il Premio Nobel per la fisica (gli altri tre ridono, definendolo “il modesto del gruppo”, ndr). Poi, la musica ha preso il sopravvento…

Il look, per voi, quanto conta?

Victoria: L’immagine è molto importante, soprattutto in questo mestiere. Diciamo pure che anche attraverso la nostra attitudine o il nostro look cerchiamo di esprimere ciò che siamo e ciò che intendiamo trasmettere. Anche per la dimensione live è un fattore che fa molta differenza. Poi, a vestirci e a truccarci ci divertiamo un sacco...

Quindi, i capi sgargianti e il make-up a base di fondotinta e mascara utilizzati da tutti e quattro non sono un omaggio al glam rock e nemmeno un ritorno del trend?

Damiano: Sinceramente, questa scelta è partita dal nostro gusto personale. Vic un giorno mi ha detto: “Perché non provi a metterti un po’ di matita?”. Inizialmente, mi sono messo a ridere. Ma poi è piaciuto tanto a me, quanto agli altri… Puro, divertimento, quindi… 

E poi porta bene, visto il successo di chi vi ha preceduto (Bowie, Bolan, Placebo)...

Damiano: Infatti… (ride)

Le influenze musicali che si respirano nelle vostre canzoni provengono nitidamente dal passato: non è sempre facile farle assorbire e amare ai millenials. Eppure voi ci siete riusciti, con immenso successo, per di più... Quale è il trucco, se c’è?

Thomas: No, non c’è un trucco e nemmeno una regola ben precisa. Ognuno di noi contribuisce alla composizione attraverso il gusto personale. E tutto quanto si amalgama, anche con un pizzico di freschezza, che magari possiamo ritrovare nella musica del nostro tempo…

Chi sono i vostri punti di riferimento musicali? Con quali artisti siete cresciuti?

Thomas: Led Zeppelin, Metallica, Iron Maiden…

Victoria: David Bowie, Franz Ferdinand, Strokes…

Damiano: I miei primi ricordi musicali sono di Daniele Silvestri, Negrita e Baustelle.

Ethan: Sono moltissimi. Due nomi? Genesis e Deep Purple. Nel jazz, Art Blakey…

Prima di concludere: tanti vi amano, ma c’è anche chi vi odia...

Damiano: Peggio per loro. Non sanno che si perdono (ride)...

Info: facebook.com/maneskinofficial/; gcevents.ch

 

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