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REGNO UNITO
17.01.19 - 06:000

Gli oscuri superuomini di Shyamalan sbarcano al cinema

Seguito di “Unbreakable” e “Split” del maestro del fantastico indiano, “Glass” arriva nelle sale ticinese questa settimana. Abbiamo incontrato i protagonisti

LONDRA - Alla fine, sì, è una trilogia.

Quella che unisce le due pellicole-culto del regista americano Night Shyamalan – ovvero “Unbreakable” e “Split” – al seguito “Glass” da questa settimana nelle sale di tutto il mondo. Al centro del film ci saranno l'uomo di vetro Elijah Price (Samuel L. Jackson) e lo psicopatico multi-identità Kevin Wendell Crumb (James McAvoy). Con loro ci sarà – e come potrebbe mancare – anche l'indistruttibile David Dunn (Bruce Willis). In occasione dell'anteprima a Londra, 20 Minuten ha incontrato tre dei protagonisti.


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Samuel L.Jackson, Night Shyalaman, Sarah Paulson e James McAvoy.

Due formidabili cattivi da fumetto - Uno manipolatore e super-intelligente, l'altro furioso e imprevedibile. La coppia Jackson-McAvoy sul grande schermo fa scintille. Ma come mai di questi tempi c'è tanto amore per i supereroi?


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Ce lo spiega l'uomo di vetro in persona: «La gente ama le cose eccezionali, io da ragazzino sognavo i galeoni dei pirati...». Una domanda invece per James McAvoy: come si gestiscono 24 identità diverse? «Mi sono esercitato tantissimo davanti allo specchio, volevo assicurarmi che la mia faccia cambiasse con loro», ci spiega lo scozzese, «mi sono sentito un po' stupido a volte, ma ha davvero aiutato».


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Un dubbio che vogliamo toglierci: «Come mai in “Split” il rapper preferito della personalità infantile Hedwig è Kanye West mentre in “Glass” è Drake?». Vuole rispondere Samuel L. Jackson: «Forse perché ha visto che andava da Trump alla Casa Bianca? (ride)».

Una "normale" fra i "super" - Fra tutti quei superuomini l'unica “normale” è lei, Sarah Paulson che prima di accettare il ruolo ci ha pensato un poco: «Quando Night me lo ha spiegato un po' ci sono rimasta male», ci ha raccontato l'attrice, «comunque ho accettato subito: volevo esserci. Interpreto una psicologa che dà la caccia ai superuomini, è una donna di potere, anche se non... super».


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Un personaggio il suo scomodo e per il quale è difficile fare il tifo: «Sì, volevo che fosse qualcuno che lo spettatore amasse odiare... Quando interpreto questi ruoli mia madre è la prima che si arrabbia: “Ma perché lo hai fatto? Eri insopportabile!”, mi dice. E io: “Perché so fare il mio lavoro, mamma“ (ride)».

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