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CANTONE
03.12.18 - 06:010

Giovanni Allevi: «Noi, che nell'era dei social non siamo più felici»

Il pianista e compositore tornerà a Lugano al Lac questo 20 dicembre col tour natalizio del suo disco "Equilibrium": «Non vedo l'ora di riabbracciare il Ticino»

LUGANO - Tornerà in riva al Ceresio proprio per Natale, Giovanni Allevi e non è un caso. L'occasione è quella del tour natalizio legato al suo ultimo disco "Equilibrium" composto su di un'isola sperduta nell'Atlantico.

Un luogo senza nome «perché ognuno di noi deve avere un luogo segreto in cui isolarsi e rigenerarsi», ci racconta il pianista e compositore marchigiano, «nell'epoca social della condivisione estrema, credo che la discrezione ed il silenzio tornino ad essere un valore». 

 Che tipo di posto era? Turistico, oppure selvaggio in stile "Robinson Crusoe"?

Né l'uno né l'altro. Ero nella periferia di una piccola città, con il supermercato e le case in costruzione. La desolazione, immersa nello sfondo di una sublime bellezza. Lì ho potuto correre, fare  esercizi di equilibrio, comporre musica ed assaporare il silenzio.

Oggi i vuole un atollo per scrivere della musica? 

Per la creazione artistica, di qualsiasi forma, è necessaria un'anima inquieta che abbia sete di paradiso. Oggi, il mondo civilizzato è inquinato da un eccesso di informazioni, che convergono su stereotipi banali ed irraggiungibili. Anche per questo la gente non è più felice; davanti allo spettacolo esteriore di un mondo che va alla grande, noi ci sentiamo sempre più inadeguati.

Come ti ci trovi sui social, ne hai uno preferito? Vedo che twitti parecchio, pensieri e sensazioni...

In realtà uso pochissimo i social, solo quando ho qualcosa di significativo da condividere. Dalla mia esperienza ho capito che nei social conta "poco" il profondo; per fare i grandi numeri conta più la superficialità.


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Parlando del tour natalizio che porti a Lugano, puoi darci qualche anticipazione?

Sarò circondato dal talento dell'Orchestra Sinfonica Italiana, ed ovviamente ci sarà il pianoforte. Oltre alle mie composizioni eseguiremo anche degli emozionanti brani natalizi e forse qualche grande classico di Mozart.

A Lugano ormai sei quasi di casa, com'è per te tornare in Ticino?

Sono indissolubilmente legato a Lugano, dove ho registrato "Alien", un mio album di pianoforte solo, in un periodo molto difficile della mia vita; ricordo che durante le pause della registrazione, buttavo con lo sguardo assente, dei pezzetti di pane in una vasca di pesci rossi. Ora davvero mi piacerebbe girare per questa città straordinaria, ed incontrare l'abbraccio delle persone che, in tutti questi anni, non mi hanno mai fatto mancare il loro affetto.

GA
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