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CANTONE
18.07.18 - 06:010
Aggiornamento : 08:41

Al via oggi con Rossini il Festival Ticino Musica

Tutto pronto per la 22esima edizione della rassegna

LUGANO - L’appuntamento è alle 20 nell’Aula Magna del Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano, dove si terrà la serata inaugurale con l’Opera studio Silvio Varviso, il cui obiettivo, tramite un bando internazionale, è dare «l’opportunità a giovani cantanti di studiare e interpretare opere liriche scelte, mettendo alla prova le proprie capacità e il proprio talento». In occasione del 150esimo anniversario della morte di Gioacchino Rossini, quest’anno il progetto - sotto la guida di Umberto Finazzi (direzione musicale), Marco Gandini (regia) e Claudio Cinelli (scenografia e costumi) - si è focalizzato su “L’italiana in Algeri”, capolavoro assoluto del compositore pesarese.

Durante le prove generali di lunedì, abbiamo incontrato tre giovani cantanti lirici che questa sera vedremo impegnati sul palcoscenico.

Shinichiro Kawasaki, di Osaka, classe 1988, giovane tenore neodiplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, vestirà i panni di Lindoro: «Mi sono avvicinato all'opera lirica negli anni in cui, in Giappone, frequentavo la scuola superiore - ci spiega - Grazie all'insegnante della classe di canto, direi, che spesso, destinati al coro, proponeva pezzi occidentali». «Nello stesso periodo ho frequentato un corso di musical - prosegue - e in quell'occasione ho potuto capire quanto amo cantare recitando... Dopodiché, mi sono trasferito a Kyoto, dove ho seguito il mio primo corso di canto lirico». Al di là dell’opera cosa ascolto? «K-pop, ossia pop coreano… Mi rilassa e mi diverte molto...».

Nel ruolo di Isabella vedremo invece Lamia Beuque, mezzosoprano 34enne di Strasburgo, che dopo un master in management, nel 2012 si è diplomata in canto all'Haute Ecole de Musique (Hemu) di Losanna: «Con “L’italiana in Algeri” prendo parte all'Opera studio di Ticino Musica per la seconda volta consecutiva». Contrariamente a Shinichiro, nei suoi ascolti, oltre all’opera, troviamo «progetti prevalentemente legati allo swing o allo swing revival, come le Puppini Sisters», dice. Difficile vivere con l’attività concertistica al giorno d’oggi? «Non dico che non insegnerò mai - spiega - ma vari ingaggi mi portano a esibirmi regolarmente in giro per l'Europa. E per ora, per me, va bene così». Cosa suggeriresti di ascoltare a coloro che intendono avvicinarsi all'opera lirica? «In primis, l'operetta francese, in particolare Jacques Offenbach». Al discorso si allaccia anche Shinichiro che, oltre a condividere quanto detto da Lamia, propone il finale del primo atto proprio de “L’italiana in Algeri”: «È pazzesco!».

Infine, incontriamo il baritono Diego Savini (30 anni), di Città di Castello, che, dopo avere lavorato per qualche tempo come operaio, nel 2017 si è diplomato in canto al Conservatorio di Perugia. Sul palcoscenico sarà Taddeo. Come Lamia, non è la prima volta che prende parte all’Opera Studio di Ticino Musica, ma la terza. «Qui si lavora benissimo - sottolinea Diego - Per preparare determinati ruoli è una formazione formidabile». «E “L’italiana in Algeri”, oltretutto - conclude -, è un’opera molto difficile».

Info: ticinomusica.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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