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ITALIA
27.10.17 - 19:000

Michelle Hunziker: «Per cinque anni prigioniera di una setta»

La conduttrice racconta di un brutto periodo della sua vita in un libro

MILANO - Impegnata nella sua lotta contro gli stalker, di cui è stata vittima, Michelle Hunziker ha portato alla luce una fase molto delicata della sua vita nuovamente per mettere in guardia il prossimo. È la prima volta che la conduttrice ne parla. «Per cinque anni sono stata prigioniera di una setta - riporta il Corriere della Sera - Una volta uscita da lì è stato un continuo tentativo di ricostruire la mia vita. Non è stato facile accettare che fosse successo proprio a me: ho sofferto di attacchi di panico e per anni ho creduto che sarei morta di lì a poco, per soffocamento, come aveva previsto la setta».

Michelle Hunziker ha deciso di raccontare la sua brutta esperienza in un libro intitolato "Una vita apparentemente perfetta". Parla di Clelia, una donna che ha saputo aiutarla a riavvicinarsi al padre, quella mancanza era il dolore che le provocava tanti problemi, come la perdita di capelli. Ma, conquistata così la fiducia, questa donna ha saputo soggiogare l’allora 23enne: «Mi ha fregato così, restituendomi l’amore di mio papà. Avrebbe potuto dirmelo uno psicologo, ahimè mi sono imbattuta in lei. Grazie a quel consiglio ho potuto riavere mio padre, fargli fare il nonno. Poi è morto, e io sono rimasta di nuovo sola. Ma stavolta con me c’era lei». Michelle era sposata con Eros e Aurora aveva tre anni: «Eravamo giovani e non avevamo la gente giusta accanto».

Purificarsi da energie negative - «Ti catturava per la bellezza e la purezza - ha continuato a spiegare Michelle -  emanata da abiti candidi e raffinati, dalla pelle idratata da oli essenziali. Era sempre profumata, con un sorriso pazzesco e un velo di abbronzatura. La sua delicatezza e l’ossessione per l’accudimento la rendevano materna: era un fiore pericolosissimo».

Chi seguiva questa donna doveva purificarsi e Clelia pensava che la Hunziker avesse molte energie negative di cui liberarsi, non solo con grande igiene personale, cibo sano e astinenza dal sesso. «Guardacaso, secondo lei, ne ero circondata: la colf, l’autista... Una sera d’autunno avevo programmato di andare a teatro con una decina di amici: lei mi telefonò per dirmi di annullare. Sarebbe stato negativo per la mia energia. E io annullai».

Completamente soggiogata - Michelle era totalmente controllata tanto che è stata allontanata dagli affetti e resa dipendente: «La setta filtrava le chiamate: mia mamma veniva sempre respinta. Quando ha letto il libro le lacrime le appannavano gli occhiali. Mi ha confidato di aver mandato un suo socio, ateo, a fare terapia da Clelia per ottenere informazioni su di me. Anche lui, dopo una sola seduta, era stato reclutato».

Il suo successo veniva addebitato alle forze positive. «Ovviamente il merito non era mio, ma delle energie che si erano sbloccate. “Guarda, amore, cosa stai ottenendo grazie al lavoro sulla tua anima!”. Non avevo vere capacità: ero la pedina di un disegno superiore per diffondere il bene. Io che non avevo mai avuto un ruolo, adesso ero una “guerriera della luce” che portava il messaggio di Dio. Ma dovevo espiare i peccati commessi».

La fuga dalla setta - Nel 2006 Michelle riesce a uscire dalla setta. «Le fasi che precedono la decisione sono fatte di umiliazioni, paura e la sensazione di aver superato il limite. Ero la gallina dalle uova d’oro, ma sono stata derubata soprattutto della dignità. Nella setta c’erano direttori di giornali, conduttrici tivù, autori, magistrati, poi allontanati: io ero sufficiente al progetto. Una volta uscita ho chiamato subito mia madre e i miei amici, chiedendogli solo una cosa: non fatemi il processo. È stato importante trovare una guida spirituale». 

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