Un fotogramma de “La signorina Adamantina”.
CANTONE
29.05.17 - 06:010
Aggiornamento : 09:24

A spasso nel tempo con Adamantina

Da qualche settimana su YouTube seguiamo "La signorina Adamantina" dello Studio Asparagus di Campora, condiviso dalla coppia Riccardo Bernasconi e Francesca Reverdito

CAMPORA - Abbiamo incontrato Riccardo.

Riccardo, di cosa si tratta esattamente?

«È una serie di tutorial da 100 secondi nei quali la signorina Adamantina ci svela i trucchi e segreti di un tempo, in modo ironico e sensuale. C’è chi la guarda per mettere in pratica i suoi consigli e chi, invece, per il solo piacere di stare un po’ in sua compagnia».

Da dove nasce l’idea?

«Da otto anni io e Francesca realizziamo film insieme, di solito cortometraggi di narrazione, ma anche video musicali e qualche spot pubblicitario. Cerchiamo di tenerci sempre attivi, continuando a sperimentare, sbagliare e provare nuove strade. Abbiamo scoperto il mondo delle serie web nel 2016, e con Adamantina siamo alla nostra seconda avventura. Il web permette di divertirsi, di mischiare generi e stili, senza dover rendere conto a nessuno. Ci dà la libertà di cui abbiamo bisogno in questo periodo della nostra vita».

Potrebbe sembrare anche una necessità questo “ritorno alle origini”, in controtendenza con un mondo sempre più tecnologico...

«Il nostro mondo è vintage, e così sono la nostra vita, i nostri personaggi e i nostri film. Usiamo la tecnologia per facilitarci il lavoro, ma cerchiamo di tenerla nascosta dietro le quinte. In questo senso Adamantina ci rispecchia in pieno: analogico, artigianale e con un’anima, in contrapposizione alla tecnologia fine a sé stessa, sterile e tagliente».

Tu e Francesca come avete scoperto queste “cose perdute”?

«Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Valentina, la nostra signorina Adamantina. È stata lei ad ispirare questa serie di tutorial: volevamo cercare di riportare in video la sua personalità eccentrica e decisamente outsider. Ogni volta che entriamo in casa sua (sempre a Campora) non sappiamo cosa ci aspetta. Se ci accoglie dicendo “ho riflettuto su quella cosa dello sciroppo di sambuco…”, significa che ha passato tutta la notte a ripensare il tutorial».

Le prime puntate de “La signorina Adamantina” sono state completamente autofinanziate. Per poter proseguire con il progetto tu e Francesca avete lanciato un crowdfunding (ulule.com/signorina-adamantina). Come sta andando?

«Procede bene, per ora abbiamo raccolto circa 1'600 franchi, ma vorremmo arrivare almeno a 2'000 per poter realizzare altri dieci tutorial. Ovviamente, hai già capito che nessuno ci guadagna, i soldi ci servono solo per coprire le spese vive. Si può partecipare ancora fino al fino al 4 giugno, anche solo 10 franchi sono un grande aiuto. Se poi supereremo i 2'000, realizzeremo episodi extra...».

Vuoi entrare nel dettaglio del processo di lavorazione di un solo episodio?

«Valentina ci chiama e ci dice che ha un’idea, ci incontriamo e pianifichiamo la messa in scena. Quando abbiamo raggruppato un po’ di idee ci vediamo a casa sua e la filmiamo. Francesca si occupa del lato artistico (trucco, costumi e scenografia), io di quello tecnico (riprese, luci, suono). Noi due siamo la troupe, anche se poi abbiamo qualche prezioso collaboratore come Delphine Vintage, che ci fornisce gli abiti originali, e Gianmaria Zanda, che ha suonato per noi il sitar nel video sulla caffeomanzia. Dopo le riprese monto i tutorial: per ogni video da 100 secondi ci vogliono un paio di giorni circa, tra montaggio, aggiunta di suoni, musiche e sigla finale, che è leggermente diversa per ogni video. Carichiamo tutto sul nostro canale YouTube e ogni domenica alle 16 in punto un nuovo video va online».

Chi è l’attrice che vediamo recitare nei panni della protagonista?

«Valentina, alias la signorina Adamantina, è una delle folcloristiche presenze della valle di Muggio. Non ama troppo le luci della ribalta, infatti a casa non ha nemmeno internet, e per questo riesce a convivere con il nostro canale YouTube: dal suo punto di vista la signorina Adamantina finisce a casa sua, con noi che la filmiamo. Preferisce non riguardarsi, perché dice che il video la fa sembrare vecchia...».

Chi è il “Galeotto”?

«Toni nella vita e “Galeotto” nei nostri video. Ci è stato presentato da Valentina. Noi non abbiamo ancora capito bene quale sia il suo ruolo nei video, visto che praticamente non parla mai. Ma Valentina ha insistito e non abbiamo voluto contraddirla...».

Oltre a “La signorina Adamantina”, quali i vostri prossimi progetti?

«Stiamo sviluppando un film che potrebbe essere il nostro primo lungometraggio. Dico “potrebbe” perché in tanti dicono di apprezzare il nostro lavoro, che abbiamo uno stile ironico, riconoscibile e affascinante, ma quello che sembra essere il nostro punto di forza è al contempo la nostra debolezza: i nostri film sono diversi e spaventano chi è abituato alla confortevole minestra riscaldata».

Info: studioasparagus.com

 

 

 

 


 

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