Paolo Ruffini, 38 anni.
CANTONE
12.05.17 - 06:010
Aggiornamento : 08:06

Ruffini: «Una risata non guarisce, ma aiuta a stare meglio»

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Paolo Ruffini, che domenica 28 maggio porterà il suo nuovo show tra le mura del Palacongressi di Lugano

LUGANO - «Se sono qui devo ringraziare il pubblico, che ha messo in rete i miei video», dice il comico, con il suo inconfondibile accento toscano. «Per questo motivo - aggiunge - all’inizio dello spettacolo (intitolato semplicemente “Paolo Ruffini Show”, ndr) prego la gente di tenere i telefonini accesi e di fare tranquillamente clip e foto...». «Mi dispiace quando a teatro ti chiedono di spegnere il cellulare, i ragazzi restano delusi...».

Paolo, se durante lo spettacolo il telefonino di uno spettatore dovesse squillare?

«Rispondo io, non c’è problema…».

Vuoi entrare nel dettaglio dello show?

«È un po’ difficile da raccontare… Teoricamente cambia sempre… È molto cangiante, a seconda del pubblico che mi trovo davanti… Diciamo che va incontro a una mia idea di teatro che non è fatta di una struttura scolpita nel marmo… Più che uno show, oggi uno spettacolo deve essere un evento. Quindi, potrei definirlo una sorta di happening che ogni sera cambia a seconda dell’aria che tira… Il tema che sta alla base, in ogni caso, è ciò che ho imparato nell’età adulta: in pratica vado a vedere cos’è veramente cambiato nella mia vita e nella vita di tutti noi in questi ultimi quindici anni, ossia dall’avvento del web… Il tutto, ovviamente, con situazioni più o meno divertenti e più o meno comiche che coinvolgeranno il pubblico in sala...».

Che rapporto hai con i social?

«Diciamo che il rapporto è buono, ma anche conflittuale… Nei termini che, come tutte le nuove tecnologie, anche i social vanno saputi “interpretare”… Quello che stiamo vivendo, se vuoi, non è un cambiamento d’epoca, ma un cambiamento epocale…».

Il tuo motto è «Ridere fa bene alla salute», vuoi approfondire?

«Diciamo che una risata non guarisce, ma aiuta a star meglio…».

Chi sono i tuoi attori e i tuoi registi di riferimento?

«Roberto Benigni e Charlie Chaplin. Li abbino, a volte, poiché per me quanto ha fatto Benigni con “La vita è bella” (Italia, 1997) equivale a ciò che ha fatto Chaplin con “Il grande dittatore” (Usa, 1940)».

E di Francesco Nuti, cosa mi dici?

«È un grande maestro, un grande poeta...».

Hai mai avuto modo di incontrarlo?

«No, purtroppo no…».

Quando ti rivedremo in tv?

«In giugno tornerò su La7 con “Eccezionale veramente”, accanto a Diego Abatantuono e a Selvaggia Lucarelli».

Stai anche lavorando a un nuovo copione per il grande schermo?

«Alcuni progetti ci sono, ma è un po’ prematuro parlarne…».

Prevendita: biglietteria.ch

 

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