Keystone
MONDO
17.07.19 - 20:040
Aggiornamento : 21:48

Oggi si festeggiano le emoji

È diventato un linguaggio ormai globale, e in continua evoluzione. Ecco qualche curiosità

Faccine, emoticon, emoji, smile,... ma qual è il nome corretto? Dipende da cosa si intende: le “faccine” che utilizziamo nei messaggi, ad esempio su WhatsApp, sono emoji (la parola ha un’origine giapponese, e significa “pittogramma”). Le emoticon invece sono gli antenati delle emoji, quelle che si scrivevano con la punteggiatura :) La parola deriva dall’unione di due termini inglesi: “emotion” e “icon”.   
Oggi, il 17 luglio, è la giornata mondiale dedicata proprio alle emoji, le classiche faccine che ormai sono diventate parte integrante, se non indispensabile, del linguaggio sul web. E la data non è stata scelta a caso: nella versione Apple infatti l’emoji del calendario riporta proprio la data del 17 luglio.

Chi le ha inventate - Ormai, tra le varie versioni, se ne contano più di 2000, e sono controllate e supervisionate dal Consortium Unicode. Tuttavia gli studiosi non sono tutti concordi sulla loro origine. Quella più accreditata le fa risalire al 1997, e all’operatore telefonico giapponese SoftBank, che riuscì a convincere Apple ad inserirle già dal 2008 (solo in Oriente). Ma solo nel 2011 la diffusione diventò globale. 

Sono una lingua? - Le emoji sono in continua evoluzione, come accade per le lingue. Tuttavia non possono ancora essere considerate una vera e propria lingua, in quando sono prive di una grammatica e di regole precise. Sono più che altro, almeno per il momento, un supporto ad un’altra lingua. Un aiuto universale, che unisce nel significato tutto il mondo. Una emoji che piange è comprensibile in Giappone quanto in Svizzera e negli Stati Uniti. Tuttavia non è difficile imbattersi in fraintendimenti: l’emoji delle due mani giunte, e sullo sfondo i raggi, non significa “preghiera” o “batti cinque”, ma è stata inventata con lo scopo di raffigurare delle “scuse” attraverso il tipico gesto orientale. Un altro caso è la faccina con le labbra giunte di lato, che spesso viene scambiata per il gesto di inviare un bacio. Invece sta semplicemente fischiando.
Anche per questo le emoji vengono continuamente aggiornate: la pesca ricordava troppo un sedere, e per questo nell’ultimo aggiornamento è stata modificata. E la pistola, considerata troppo violenta, è stata sostituita da una ad acqua.

Che le emoji hanno ormai conquistato gli utenti è evidente. L’Oxford Dictionary, già nel 2015, aveva eletto la faccina che piange dal ridere come parola dell’anno. E addirittura Fred Benenson è riuscito a tradurre “Moby Dick” nel linguaggio delle emoji. Era solo il 2010, quando le faccine non erano ancora così diffuse.

Novità - Entro la fine dell’anno ci ritroveremo con un centinaio di emoji in più a disposizione. Arriveranno i fenicotteri, lontre e bradipi. Per la categoria cibo vedremo le cipolle, il burro, il ghiaccio e l’aglio. Verranno aggiunte anche emoji che stranamente non erano ancora presenti come la sedia, o la faccina che sbadiglia, e verrà data maggiore importanza al gender (saranno a disposizione varie combinazioni di coppie), con un occhio di riguardo alle disabilità. 

Le più famose - È difficile capire quante emoji vengono utilizzate ogni giorno sulle varie piattaforme, ma c’è uno strumento che permette di capire quali siano quelle più diffuse su Twitter in tempo reale. Si chiama Emojitracker, e mostra che quella più utilizzata nel momento della stesura dell’articolo è la faccina che piange dalle risate, seguita dal cuore. All’ultimo posto si trova il riquadro blu con all’interno le lettere abc.
Ma non è l’unico strumento a disposizione. Se siete indecisi su un significato di un emoji, esiste un dizionario online, Emojipedia, che spiega tutti i possibili significati. 

Ormai fanno talmente parte della nostra vita da essere diventate le protagoniste anche di un film d'animazione: "Emoji - Accendi le emozioni".

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