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MONDO
27.03.18 - 19:090

Apple torna a scuola con un iPad economico

Dopo sei anni dall’ultimo keynote dedicato alla scuola, Apple torna con un nuovo iPad capace di sfruttare le Apple Pencil e tanti software gratuiti per cercare di conquistare nuovi studenti e docenti

LUGANO - In una cornice totalmente nuova, quella della Lane Tech High School di Chicago, Tim Cook, amministratore delegato di Apple, ha dato il via alla conferenza Apple dedicata al mondo della scuola con una frase di estrema attualità: «Siamo profondamente ispirati dal coraggio degli studenti che usano le loro voci per portare cambiamenti in America». Parole che sono un chiaro ed evidente rimando alle recentissime manifestazioni studentesche tenutesi in tutti gli Stati Uniti d’America come risposta agli ultimi episodi di violenza.

Cook ha quindi ricordato la storia che lega Apple al mondo della scuola precisando che, nel distretto di Chicago (il terzo distretto scolastico più grande di tutti gli Stati Uniti) ci sono 370 mila studenti che stanno imparando a programmare con l’applicazione per iOS Swift Playgrounds. Sebbene l’ultima conferenza incentrata sulla scuola data ormai 2012, si tenne al museo Solomon Guggenheim di New York City, Cook ribadisce che a Cupertino non hanno mai smesso di lavorare in funzione dell’apprendimento. Cook, in seguito, cita Horace Mann ricordando l’importanza dell’educazione per rendere ogni uomo uguale agli altri. La scuola vista da Cupertino è una scuola sempre più tecnologica, che condensa quanto già possibile con altre applicazioni in un prodotto, il nuovo iPad, e una serie di software capaci di dialogare tra di loro e, forse, semplificare alcuni aspetti del lavoro a scuola e a casa.

Veniamo però al cuore di questo evento cercando di capire meglio i dettagli di queste novità. È Greg Joswiak a presentare le novità hardware. Fedele alla tradizione Apple comincia snocciolando i vari successi targati iPad, tra i quali, le oltre 200 mila applicazioni pensate per l’educazione.

Il nuovo iPad è un iPad da 9.7 pollici. Esteticamente non è nulla di innovativo dato che si tratta delle stesse dimensioni del modello di entrata precedente. Le novità vere e proprie stanno però all’interno del dispositivo. Il processore A10 Fusion è «più potente di molti laptop e di praticamente tutti i Chromebook», spiega Joswiak non lasciandosi scappare l’occasione di stuzzicare Google, hce gestisce un sistema hardware che prende molto dai modelli Pro. Oltre alla conferma delle 10 ore di autonomia della batteria è fondamentale (ed era quasi scontata) la scelta di rendere questi iPad compatibili con le Apple Pencil. «Il nostro iPad dal prezzo più accessibile», spiega sempre Joswiak, sarà accompagnato anche da una nuova suite iWork con i classici Pages, Numbers e Keynote che supporteranno anche l’Apple Pencil. In sostanza si potranno aggiungere disegni effettuati con la penna direttamente nelle app di iWork. Per quanto concerne il prezzo il nuovo iPad (già disponibile nello store online) parte da 379 franchi per la versione da 32 GB, mentre per la versione con 128 GB di memoria servono 489 franchi. Negli Stati Uniti il prezzo di partenza è di 329 dollari o 299 dollari nel caso ad acquistarli fossero le scuole. Riferendosi ai prezzi statunitensi Greg Joswiak ha tenuto a sottolineare che «niente si avvicina a questo prezzo». Neppure i prodotti di Google.

Seconda novità: i libri digitali. Nel 2012 Apple presento iBooks 2, i libri digitali interattivi, e iBooks Author che ora arriva, finalmente, anche su iPad. Fino ad oggi era possibile realizzare libri digitali unicamente da MacBook o iMac, adesso «lo stiamo inserendo all’interno di Pages» spiega Greg Joswiak. In questi libri, continua, si potranno inserire foto, video (come già si poteva fare) con l’aggiunta però anche di illustrazioni e disegno fatti con la matita digitale. La novità interessante è però il fatti di poter realizzare dei libri digitali in collaborazione con altre persone e, quindi, lasciare che a farli siano gli stessi studenti. Questa novità amplia ulteriormente il concetto “tutti possono creare” introdotto oggi e che va, a sua volta, ad aggiungersi al mantra “tutti possono programmare” voluto e ideato da Cupertino con Swift Playground.

Terza novità: realtà aumentata. «Non ci sono dubbi che la realtà aumentata cambierà il modo in cui i nostri studenti apprenderanno». Lo scorso settembre, presentano i nuovi telefoni, Apple ha puntato molto sulla realtà aumentata. In pochi mesi nel negozio online sono proliferate le app che sfruttano la realtà aumentata e, c’è da scommetterci, che l’ambito scolastico sarà sempre più invaso da questa tipologia di software. Non mettiamo in dubbio il loro potenziale, fosse anche solo per salvare migliaia di rane che vengono sezionate nelle scuole nordamericane (l’app Froggipedia permette di sezionarne una in modo virtuale), ma sarà interessante valutare la reale utilità, in ottica di apprendimento, di ognuna di esse.

“Shared iPads” è l’ultima novità progettata a Cupertino che vi presentiamo e, forse, una delle più importanti per il contesto scolastico. Gli allievi ora potranno condividere un iPad e accedervi con il proprio profilo personalizzato (con 200 GB di spazio su iCloud e non più solo 5 GB). Un vantaggio non indifferente soprattutto quando ad acquistare e gestire il dispositivo è la scuola e non il singolo allievo. I vari profili potranno essere collegati a profili Apple differenti, uno per studente, oppure ad un singolo profilo utilizzato da tutti gli allievi che in momenti diversi usano lo stesso iPad. Purtroppo, però, si tratta di una possibilità concessa solo alle scuole. 

Sul palco del liceo Lane tech è stato ritagliato del tempo anche per presentare una serie di hardware di terze parti che potranno accompagnare gli studenti e, tra questi, spicca senza dubbio Crayon. La matita “svizzera” creata da Logitech si propone come alternativa all’Apple Pencil. Anche il prezzo, negli Stati Uniti di 49 dollari (al momento non è ancora presente nello Store online svizzero), la rende particolarmente interessante.

Prima di chiudere spendiamo poche parole per tutte le novità pensate per i docenti dicendo che sembrano interessanti, ma che bisognerà provarle per capire quale livello di integrazione negli istituti necessitino per essere utili più di quanto, attualmente, lo siano già tante altre applicazioni. 

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