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UCRAINA
14.05.17 - 12:000

Cosa resterà di questo Eurovision Song Contest?

La magia del brano portoghese, la delusione di Gabbani, la simpatia di alcuni interpreti e qualcosa di bizzarro e kitsch

LUGANO - La 62esima edizione dell’Eurovision Song Contest è andata in archivio la scorsa notte. Ha vinto il Portogallo con Salvador Sobral, seconda la Bulgaria e terza la Moldavia. Per la cronaca di quello che è successo a Kiev si consiglia la lettura dell'articolo in allegato.

Cosa resterà nella mente degli spettatori nei giorni e nelle settimane a venire? Secondo noi, queste cose.

Il Portogallo - “Amar Pelos Dois” è una canzone anomala per questo concorso: una melodia magica, senza tempo, ispirata alla tradizione del fado ma riletta in chiave pop e interpretata con sensibilità e raffinatezza da Salvador Sobral. Nel discorso di ringraziamento il giovane artista ha parlato di sentimenti nella musica, che sono più importanti dei fuochi d’artificio. Il tutto davanti ai vari colleghi che, per tentare di vincere, i fuochi d'artificio li hanno usati per davvero.

Delusione Gabbani - Francesco Gabbani arrivava da grande favorito all’arena di Kiev e raccoglie molto meno di quanto preventivato. L’entusiasmo del pubblico in sala non è stato condiviso dalle giurie specializzate delle varie nazioni e nemmeno dal pubblico. Alla fine è un sesto posto, ma con la consolazione di aver vinto il premio assegnato dai giornalisti accreditati presenti in Ucraina.

Le canzoni - Dovrebbero essere queste a restare in mente, ma come si fa quando il 90% di esse non si distanziano dai canoni dell’europop più facile e, se vogliamo, banale? Molte esibizioni di quello che Mina definì “culturismo vocale”, qualche esempio di pop internazionale costruito con mestiere e pochissime sorprese. Menzione speciale per la Romania, che mescola hip hop e yodel.

Kitsch come sempre - Il festival musicale più kitsch d’Europa si è confermato come tale, ma questa edizione non è stata la più eccessiva. Gli ucraini hanno messo in scena uno spettacolo colorato e rumoroso, ma non è stato però il più trasgressivo e c'è stato poco spazio per ammiccamenti e pose più che sexy. Chi ricorda le contadine polacche di qualche anno fa?

La Svizzera - I Timebelle non ce l’hanno fatto ad arrivare alla finale di sabato. Come mai? La canzone “Apollo” non era peggiore di tante altre, Miruna (la cantante) non era meno bella o vestita in modo meno elegante (o appariscente, de gustibus) rispetto ad altre interpreti. Forse i tre bernesi hanno peccato di eccessiva anonimità: non troppo stravaganti né troppo kitsch, e siccome le vie del voto dell’Eurovision sono insondabili, in finale ci sono andati altri. Forse meno bravi, ma così è stato. E per pochi punti, per giunta.

Premi simpatia - I tre conduttori, i ragazzini bielorussi, il sassofonista moldavo, il tenore croato.

L’invasore di campo - Vitalii Sediuk, “specializzato” nell’andare a importunare personaggi famosi (tra le sue “vittime” Brad Pitt, Gigi Hadid e Kim Kardashian) è salito sul palco durante la canzone di Jamala e ha mostrato il sedere. Si pensava fosse australiano data la bandiera che aveva intorno al collo, ma la sua identità è stata presto svelata. Gli uomini della sicurezza si sono poi occupati di lui.

La proposta di matrimonio in diretta - Dopo Fedez-Ferragni all’Arena di Verona, giovedì la proposta di matrimonio ricevuta dalla cantante macedone dopo la sua esibizione. Il riuscire ad andare in finale sarebbe stato un primo regalo di nozze.

La treccia del cantante montenegrino - Imperversa su Youtube, e sarà ricordata molto più che la canzone che ha portato in gara.

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