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01.10.18 - 07:000

Algoritmi che animeranno i “super-schermi” del futuro

Tra computer, cellulari e tv, i display digitali sono parte integrante della nostra vita

Il forte sviluppo di applicazioni di realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR), da far “girare” su questi e altri schermi, apre la questione di come simulare sempre più realisticamente l'esperienza dell'osservazione del mondo reale. Uno degli ostacoli da superare sono le lacune esistenti tra l’infrastruttura materiale degli schermi (l’hardware), le tecniche informatiche con cui vengono create le “visioni artificiali” e i modelli della percezione visiva umana. E proprio all’incrocio tra queste tre dimensioni si muove la cosiddetta visualizzazione computazionale, che cerca di creare “super-schermi” capaci di portare VR e AR a un nuovo livello.

Ne sa qualcosa Piotr Didyk, professore alla Facoltà di scienze informatiche dell’USI, che con un importante finanziamento ottenuto dal Consiglio europeo della ricerca si occuperà proprio di studiare come combinare in modo ottimale hardware, calcolo e modelli della percezione visiva in sistemi integrati. L’obiettivo sarà – in particolare – apportare importanti miglioramenti agli algoritmi che sono alla base dei programmi di ottimizzazione grafica, così da superare problemi come la scarsa qualità visiva e la necessità di grande potenza di calcolo, che impediscono la resa ideale di molte applicazioni VR e AR, già esistenti o ipotizzabili.

Dal progetto del professore 34enne potrebbero derivare elementi chiave per nuove tecnologie e dispositivi di visualizzazione ad alta resa e basso costo computazionale ed energetico. Oltre all’importante industria dell'intrattenimento, le ricadute possibili contemplano procedure mediche operazioni di soccorso, dove flussi complessi di informazioni potrebbero essere fornite su occhiali a realtà aumentata in tempo reale e in modo agevolmente fruibile; visualizzazione a distanza di processi industriali; formazione in ambiti che comportano rischi o costi significativi, come l’aviazione. www.inf.usi.ch

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