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LUGANO
06.05.16 - 06:000

Urbanscope: un ‘macroscopio urbano’ per sentire la città che pulsa

Appuntamento al prossimo 10 maggio con l'intervento di Giovanni Azzone sul tema dell'analisi delle informazioni al servizio della gestione delle città

 

LUGANO - Telefonate, tweet, Whatsapp, acquisti online, video streaming, online gaming… negli agglomerati urbani – ma non solo – del nuovo Millennio si scambiano milioni di dati e informazioni attraverso i moderni dispositivi elettronici, come smartphone e tablet. In un certo senso, tutti questi segnali possono essere interpretati come le “pulsazioni” di un organismo vivente: leggendoli e analizzandoli essi consentono di cogliere, quasi in tempo reale, alcuni indizi sulle trasformazioni che stanno attraversando i centri urbani, molto prima rispetto ai tradizionali sistemi basati su dati amministrativi statici o statistici, che per natura presentano uno scarto temporale non indifferente.

Sul tema dell’analisi delle informazioni al servizio della gestione delle città interverrà Giovanni Azzone, Rettore del Politecnico di Milano e professore di Sistemi di controllo di gestione, il prossimo 10 maggio, alle ore 18:00 nell’auditorio USI sul campus di Lugano. Il prof. Azzone presenterà al pubblico il progetto Urbanscope del

Politecnico che mira alla definizione di un nuovo “macroscopio urbano”, cioè un sistema di "lenti" che, applicato a questi segnali, fornisca informazioni a coloro che vogliano comprendere e gestire meglio le trasformazioni delle città, siano essi istituzioni, mondo dei media o società civile.

Per Antonietta Mira, co-direttrice dell’Istituto Interdisciplinare di Data Science dell'USI, “le cosiddette smart cities sono un ambiente in cui l’individuo è immerso in uno spazio urbano che gli fornisce informazioni e soluzioni, o impulsi e letture, direttamente sul dispositivo di sua preferenza: smartphone, tablet o altri ancora.

La novità principale rispetto al passato sta nel fatto che oggi è la tecnologia che viene verso di noi, proponendoci delle opzioni di scelta e degli stimoli, anziché essere noi a doverli cercare in rete. Questi suggerimenti sono guidati da preferenze che noi abbiamo "comunicato" al dispositivo o che lo stesso, attraverso complessi algoritmi, ha appreso analizzando il nostro comportamento passato o le scelte di persone ritenute “simili” a noi. I vantaggi di queste tecnologie sono evidenti, il pericolo è che si generi appiattimento e standardizzazione perché’ siamo guidati verso comportamenti “medi” o riceviamo stimoli che risuonano con le nostre preferenze e rafforzano le nostre opinioni.”

La lezione, che sarà introdotta dal Sindaco di Lugano Marco Borradori, si inserisce nel ciclo di conferenze pubbliche intitolato Dati e Società: opportunità e paure, organizzato dall’Istituto Interdisciplinare di Data Science dell’USI. L’istituto, inaugurato presso l’ateneo l’anno scorso, è già attivo con numerosi progetti innovativi e interdisciplinari, che mirano a favorire anche un legame più diretto tra la ricerca accademica e il contesto sociale ed economico.

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