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05.06.15 - 08:000

Tsunami, terremoti e petrolio: alla scoperta del sottosuolo con i supercomputer

All'Istituto di scienze computazionali dell'USI, si studia per rendere i calcoli sempre più precisi

 

Si può prevedere con precisione se un terremoto in mezzo all’oceano provocherà uno tsunami? E si possono individuare, senza fare scavi, le zone della crosta terrestre con più probabilità di nascondere giacimenti non ancora scoperti?

Sfide come queste sono al centro della cosiddetta geofisica computazionale, una disciplina che attraverso le simulazioni e i sofisticati calcoli resi possibili dai supercomputer mira ad arrivare a una migliore comprensione delle proprietà fisiche e delle dinamiche della Terra. All’USI, presso l’Istituto di scienze computazionali, stiamo lavorando in particolare al miglioramento dei modelli della struttura interna della Terra costruiti a partire dai dati forniti dalle onde sismiche. 

Questi modelli, in 3D e altamente dettagliati, sono centrali per risolvere problemi come quelli accennati: il monitoraggio in tempo reale del rischio di tsunami, la previsione di come si comporterà una certa parte di superficie terrestre in caso di terremoto, la ricerca di petrolio o minerali. All’USI cerchiamo di portare tali processi di modellazione a un livello superiore, grazie a un quadro interdisciplinare più comprensivo e calcoli più precisi.

Le nostre ricerche s’iscrivono nel contesto di PASC, la piattaforma sul supercalcolo che riunisce le università svizzere e il Centro svizzero di calcolo scientifico sotto la regia dell’USI

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