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02.06.16 - 06:000

Rivalutiamo i vigneti di collina quale elemento di valorizzazione dei Castelli di Bellinzona UNESCO

Lanciata una campagna di crowdfunding per la raccolta fondi sulla piattaforma progettiamo.ch

 

BELLINZONA - Chi, in visita o di passaggio nella regione di Bellinzona, volgesse lo sguardo verso i castelli – patrimonio mondiale dell’UNESCO –, noterà che le pendici delle colline sulle quali essi sorgono sono popolate da filari di viti. Putroppo in molti punti rimane solo una morfologia terrazzata che suggerisce però che in passato sia esistita un'intensa coltura della vite. Questi vitigni sono elementi di un'attività viticola ben più vasta che si ancora fortemente nella tradizione e nella cultura locale.

Putroppo oggi molti di questi vitigni vanno persi a causa delle loro piccole dimensioni che richiedono un importante lavoro manuale e del loro difficile accesso, o a costo dell'attività edilizia.

Una perdita non solo paesaggistica ma pure dal punto di vista della cultura del territorio. Si è recentemente pure riavviata una discussione a livello Ticinese sull'opportunità di meglio riconoscere gli oneri di lavorazione dei vigneti di collina.

Ne fanno parte, tra gli altri, pure i ronchi alti dei Motti di Ravecchia, situati a sud del castello di Sasso Corbaro ad un'altitudine di circa 400 metri e raggiungibili solo a piedi percorrendo una vecchia mulattiera. Grazie alla loro favorevole esposizione ed al particolare microclima, queste uve raggiungono un grado di maturazione superiore alla media, che si traduce in un vino di alta qualità.

L'assenza di una strada carrozzabile ne condiziona però la lavorazione, soprattutto per quanto riguarda il movimento di materiale e dell'uva vendemmiata che vengono trasportati tramite teleferica o elicottero, con grande dispendio di tempo e costi.

Ambrosini Vini, una piccola azienda a conduzione famigliare, ha recentemente lanciato una campagna di raccolta fondi su www.progettiamo.ch per il rinnovo di suddetti vigneti. Il vino Merlot prodotto verrà commercializzato sotto l'etichetta „Terre dei castelli“, che porta la Denominazione di Origine Controllata (DOC). Come segno di riconoscimento per chi deciderà di sostenere il progetto, sono previsti dei benefici in forma di bottiglie di vino, dopo la produzione e affinamento dell'annata 2016. Con questa iniziativa si intende promuovere l'attività vitivinicola della regione e in particolare sensibilizzare la comunità sugli sforzi e costi necessari per mantenere i vitigni collinari.

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