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PRO JUVENTUTE
15.03.18 - 07:000

Quanto è importante la figura paterna nell'educazione?

Il compito educativo non spetta e non deve pesare solo sulle spalle di una, per quanto bravissima, madre

 

Non lo si può negare: la Festa del papà è dai più sentita in modo timido, quasi fosse qualcosa che si potrebbe anche mettere da parte. Approfittiamo però dell'occasione per spendere due parole sulla centralità della figura paterna in educazione (o, in generale, della figura maschile).

È chiaro: tutte le componenti genitoriali sono necessarie per la crescita di un pupo; quella maschile ha le sue specificità, a patto di non – diciamo – accontentarsi di giocare un ruolo di secondo piano. In famiglia i papà rappresentano tra le altre cose l'istituzione morale a cui riferirsi, coloro che offrono un accesso al mondo degli adulti attraverso una serie di passaggi rituali che hanno ed avranno sempre la loro importanza. Un papà deve poter essere presente per essere, anche lui, punto di riferimento solido e sempre raggiungibile da parte di chi sta crescendo. Il papà rappresenta anche il timore, il dubbio, il rapportarsi con l'altro-da- sé che magari è fonte di giusta e importantissima preoccupazione ("se lo viene a sapere mio padre, mi ammazza…").

Questa figura deve essere a disposizione dei nostri bambini e dei nostri giovani, poiché il compito educativo non spetta, e non deve pesare, solo sulle spalle di una, per quanto bravissima, madre. Abbiamo forse bisogno – tutti, indistintamente – di ribadire l'importanza della figura e del valore dei padri, sul piano educativo e sul piano relazionale, ed ogni uomo è chiamato – forse negli odierni incerti tempi più che mai – ad assumere il ruolo di padre, forse paradossalmente, anche dei figli che non ha o che non sono suoi poiché i nostri ragazzi hanno bisogno di noi tutti.

Articolo di Ilario Lodi, Responsabile Pro Juventute Svizzera italiana
 

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