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PRO JUVENTUTE
29.06.17 - 07:000

L'insicurezza e i nostri giovani

Si chiede ai ragazzi di essere qualcosa che noi adulti non vogliamo essere

 

L'educazione, oggi, sembra doversi muovere all'interno di uno spettro di caratteristiche che comprende, tra le altre cose, anche un elemento davvero molto delicato: quello dell'insicurezza.

Molti genitori, molte famiglie sono chiamate, oggi, a gestire un ambiente di incertezza nella quale i nostri bambini e i nostri giovani sembrano doversi muovere. A leggerla sui giornali e ad ascoltarla nelle notizie di tutti i giorni questa cosa non suona poi così male, poiché assume le tinte della sfida, della competitività, della grinta, dell'agonismo e via dicendo. Si sono rintracciati anche dei bei termini per descriverla: flessibilità, formazione continua, adattabilità, elasticità e via dicendo. Tutto bello, certo. Ma tutto sempre e ancora orientato in un certo senso all'insicurezza. E un bambino o un giovane, questa incertezza – la nostra, quella degli adulti – la decodifica e la comprende benissimo, andando a cogliere, nei nostri atteggiamenti, tutte quelle contraddizioni che fanno parte della nostra vita. Una tra le tante per fare un esempio?

Ecco: devi imparare ad essere flessibile sul lavoro. Questo mantra i nostri giovani se lo sentono ripetere da noi adulti ad ogni piè sospinto. Peccato che siamo proprio però noi adulti (mi riferisco ai più) che non solo non cerchiamo, ma letteralmente fuggiamo (o tentiamo di farlo) da questa situazione mettendoci sempre, per contro, alla ricerca del posto fisso. Rimane a sapere come tentare di gestire questa situazione relativamente nuova. Sarà però l'educazione, e non l'economia, a fornirci gli elementi per comprenderla appieno e per poterla far diventare elemento riconosciuto a pieno titolo delle nostre attività quotidiane.

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