LUGANO
25.04.19 - 08:000

Champagne e Spumante

Mondi simili ma distinti

 

Sotto molti aspetti così simili, eppure mondi così lontani: champagne e spumante sono prodotti strettamente correlati, ma che tuttavia si mantengono chiaramente distinti e presentano grandi differenze, soprattutto sul palato e sotto lo sguardo attento dei più esperti. Scopriamo quanto intenso è il grado di parentela tra queste due tipologie di vini di qualità superiore.

 

Il metodo classico
Il metodo di produzione tradizionale dello champagne è detto metodo classico “Champenoise”, e utilizza esclusivamente tre varietà d’uva: Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay, fermentati separatamente e successivamente assemblati per formare la cuvée, ovvero la base che si trasformerà poi nel prodotto finale. La vendemmia viene eseguita manualmente, al fine di mantenere le uve in perfetto stato. La vinificazione in bianco di questi vitigni porta pienezza e aromi fruttati, ulteriormente esaltati grazie all’aggiunta di un composto di lieviti naturali, sali e zuccheri: una vera e propria ricetta segreta che rende lo champagne il fantastico vino che tutti conosciamo.

 

Punti in comune e differenze
Caratterizzati dalla presenza di anidride carbonica nata da fermentazione naturale, che si manifesta al momento dell’apertura attraverso le celeberrime bollicine, champagne e spumante possono essere ottenuti da differenti qualità di uva e metodi di lavorazione. La produzione dello spumante può includere sia il metodo classico (obbligatorio per lo champagne e utilizzato in Italia ad esempio per la produzione del Franciacorta), sia il metodo denominato Martinotti, caratterizzato da una seconda fermentazione non in bottiglia ma in autoclave, in grado di rendere gli spumanti più fruttati.

 

L’importanza dell’origine
Un ruolo di grande importanza nella distinzione dei vini (a livello di qualità, ma soprattutto di prestigio e prezzo) è giocato dalla denominazione di origine geografica, nata per proteggere e promuovere le eccellenze del settore. Il rigido procedimento della produzione dello champagne, ad esempio, ammette solamente l’utilizzo di uve coltivate nell’omonima regione francese dello champagne, all’interno di lotti di terreno registrati. Ciò fa sì che soltanto i vini prodotti secondo questi dettami possano essere indicati come champagne, proteggendo così il prodotto ed esaltandone l’esclusività. Nel panorama italiano qualcosa di molto simile avviene per Franciacorta e Prosecco, ogni giorno più apprezzati anche all’estero.

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