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Padiglione svizzero a Dubai
DUBAI
23.11.21 - 10:410

A Dubai per la grande esposizione universale

Un viaggio esclusivo in programma dal 23 febbraio al 1. marzo 2022

DUBAI - Sei ore di volo da Zurigo, un clima estivo con oltre trenta gradi, una popolazione accogliente, strutture alberghiere di prim’ordine e Expo 2020. La grande esposizione ha aperto le sue porte a inizio ottobre. Si tratta la prima volta che il grande evento si svolge nella regione che include Medio Oriente, Nord Africa, e Sud Asia. Il tema scelto per quest’edizione è “Collegare le menti, creare il futuro”, che fa riecheggiare uno spirito, sicuramente nuovo, di collaborazione e cooperazione. Attraverso questo tema, l’Expo 2020 di Dubai (rimandata di un’anno a causa della pandemia) fa da catalizzatore, collegando menti di tutto il mondo e ispirando i partecipanti a mobilizzarsi su sfide condivise in un’esposizione mondiale di portata globale senza precedenti.

È considerata la prima esposizione universale ospitata da un Paese arabo e musulmano. Oltre 190 Paesi si sono impegnati a partecipare all’Expo, il cui tema è “Unire le menti, creare il futuro”. Sono attesi circa 25 milioni di visitatori (cifra ovviamente da confermare – l’inizio è stato un po’ sottotono), il 30% dei quali provenienti dagli Emirati arabi uniti (EAU) e il restante 70% dall’estero.

In programma fino 31 marzo 2022, l’Expo funzionerà da trampolino di lancio per inaugurare una visione sostenibile e progressista del turismo per i prossimi decenni. L’esposizione universale ha identificato tre sotto-temi intorno a cui la comunità globale si raccoglierà per siglare nuove collaborazioni con lo scopo di trovare soluzioni a questioni fondamentali, ed infine lasciare il segno di una forte trasformazione sociale ed economica in tutta la regione e nel mondo: sostenibilità - progresso e prosperità senza compromettere i bisogni delle generazioni future; mobilità - sbloccare nuove possibilità per persone e comunità, contribuendo con successo al futuro; opportunità - Creare collegamenti più intelligenti e produttivi. Tre le principali aree tematiche: l’opportunità, la sostenibilità e la mobilità. Tre anche le entrate che danno accesso al grande parco, tutte munite di grandi parcheggi e shuttle bus (dal centro di Dubai, se vi decidete per un’auto a noleggio, dovete calcolare circa 30 minuti). L’Expo è naturalmente collegata alla rete di metrò e, inoltre, molti alberghi organizzano delle navette. Personalmente ho alloggiato nei pressi della spiaggia di Jumeirah, a Dubai Marina, dove si trovano diversi alberghi (quali il Sofitel, Ramada, Rove, Hilton,...), e dove, oltre al tuffo nel mare, potrete accedere ad un’ampia area di negozi, ristoranti, bar e discoteche, nonché al suggestiva Marina Walk.

L’Expo copre un’area di ben 438 ettari situati nel quartiere Dubai-South, a metà strada tra Abu Dhabi e Dubai, l’area sarà servita da tre aeroporti internazionali, da un’importante rete stradale e da un’estensione della metropolitana di Dubai. Grazie a queste infrastrutture saranno assicurate facilità di accesso all’evento e massimizzazione dei benefici ai partecipanti. La struttura è coperta da un tessuto fotovoltaico che oltre a generare ombra potrà generare energia e sarà illuminato durante le ore notturne.

L’eredità di Expo 2020 consisterà nel sito stesso con le sue strutture e infrastrutture sulle quali si baserà lo sviluppo dell’intero quartiere Dubai-South. Tale area includerà un centro espositivo all’avanguardia, istituzioni accademiche e di ricerca e anche un polo tecnologico. Un gruppo di imprenditori svizzeri sta valutando la possibilità di recuperare il proprio padiglione quale spazio d’incontro, di scambio e vivaio di start up.

La Svizzera è stata la prima a confermare la propria adesione all’Expo Dubai.

I padiglioni svizzeri delle precedenti esposizioni si sono fatti notare per i loro contenuti interattivi. I contatti tra le visitatrici e i visitatori e lo staff del padiglione assicurano che la comunicazione sul nostro Paese passi direttamente.

Il Padiglione svizzero “Reflections” ruota intorno ad aspetti chiave della cultura, della bellezza naturale e delle innovazioni svizzere trasmessi attraverso una serie di elementi interattivi e di immagini. I paesaggi mozzafiato del nostro Paese faranno da sfondo alle soluzioni proposte per un futuro sostenibile mostrando tecnologie innovative e conquiste scientifiche. 

«Abbiamo scelto questa location, perché oltre alla sua posizione ci siamo subito identificati nella – ci spiega Manuel Salchli, responsabile del padiglione. La rispondenza del pubblico, che attraversando una fitta nebbia raggiunge un’alpe dalla quale può ammirare le bellezze del nostro paese, è molto positiva. Il messaggio di che lega le tradizioni all’innovazione viene recepito e capito. Il padiglione prevede spazi riservati a workshop ed eventi che permettono di confrontarsi con i vari argomenti trattati e fare nuove scoperte. Siamo certi che a Dubai il padiglione svizzero diventerà una delle principali attrazioni dell’Expo 2020. Per quanto riguarda il numero delle visite ci aspettiamo che tocchi il 10 percento del totale. Le cifre del primo mese e mezzo di apertura confermano assolutamente la previsione».

Il nostro paese si presenta attraverso un’iconica struttura temporanea ispirata alle tende beduine. La costruzione, il funzionamento e la manutenzione del padiglione riflettono il tema dell’Expo, «Unire le menti, creare il futuro». Il padiglione stesso è costruito con elementi prodotti in modo sostenibile, sia per quanto riguarda la struttura che le parti costituite da tessuti, facili da installare e da smontare. All’ultimo piano della costruzione si trova uno spazio di condivisione, una terrazza riservata all’accoglienza e agli eventi. Vi consiglio di prendervi un aperitivo in serata per ammirare alle ore 20 lo spettacolo, proposto dal padiglione cinese, con droni volanti.

Il progetto svizzero selezionato – ideato dagli architetti dello studio OOS di Zurigo in collaborazione con gli studi Bellprat Partner e Lorenz Eugster – si distingue, dall’esterno, per la sua architettura audace. E anche all’interno offrirà un’esperienza unica: mentre attraverseranno il padiglione, visitatrici e visitatori non solo potranno ammirare i meravigliosi panorami svizzeri ma anche conoscere più a fondo un Paese fiero delle proprie tradizioni e insieme dotato di un’elevata capacità innovativa. Come in viaggio, il padiglione permette a chiunque lo attraversi di scoprire specifici valori svizzeri. Lo spazio è suddiviso in tre “atti”, ognuno dei quali riflette uno dei temi centrali: “tipicamente svizzero” (se cercate bene troverete anche un piccolo cane San Bernardo), “scoprire opportunità e possibilità” e “unire le menti, creare il futuro”.

Il progetto è costato complessivamente 16 milioni di franchi, metà dei quali sono stati raccolti presso partner e sponsor privati. La Schindler, per esempio, fornitrice degli ascensori, ha allestito un interessante spazio dove il visitatore può ammirare, a 360 gradi, alcuni luoghi simbolici, raggiungibili in ascensore. Una presenza attiva anche quella della Confederazione (tramite la sua agenzia Cooperazione e sviluppo) che proporrà a fine febbraio una mostra dedicata all’acqua.

Personalmente trovo il nostro padiglione molto interessante, sia per l’architettura (grazie alla parete a specchi il pubblico in attesa di ritrova proiettato sullo stabile e questo, ovviamente, su un grande tappeto rossocrociato) che per i contenuti. A differenza di molti altri padiglioni, sovraccarichi di schermi, beamer, luci, animazioni, il Padiglione svizzero è sobrio, semplice, rilassante, ma nel contempo carico di contenuto. Altri padiglioni nazionali, oltre a quelli tematici (sono tre, distribuiti nelle rispettive aree), che consiglio: Giappone, Emirati Arabi Uniti, Arabia saudita, Singapore (con il suo rigoglioso giardino verde), Francia, Cina, Tailandia. Il premio simpatia va sicuramente a quello Palestinese (tanto impegno e cordialità). Da evitare: quello italiano (peccato per un paese che normalmente ha tanto stile). Molto suggestive le proiezioni notturne nell’arena “Al Wasi Plaza” e gli spettacoli con cascate d’acqua nella “Water Feature”.

La Viaggi Rossetti, in collaborazione con Backgroundtours, organizzerà la visita dell’esposizione universale dal 23 febbraio al 1. Marzo 2022. Un viaggio-studio, proposto con il supporto di Presenza Svizzera, che oltre a Expo, proporrà una serie di incontri esclusivi con personalità, visita a progetti e istituzioni, intercalando anche momenti dedicati alla scoperta della cultura e natura nonché allo svago. Nel 2015 l’offerta “Navigando all’Expo”, presentata in occasione dell’esposizione a Milano, aveva riscontrato un grande successo. Il programma di dettaglio sarà pronto a fine novembre.

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch

Link utile: www.viaggirossetti.ch

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