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ARGOVIA
14.06.21 - 08:370

Aquae Helveticae a quarantasette gradi

Mario Botta firma a Baden un importante progetto turistico-albeghiero

BADEN - A Baden l’acqua termale più ricca di sali minerali della Svizzera sgorga a 47 °C dalle 18 sorgenti minerali. Baden è una rinomata città termale fin dall’epoca dei Romani – che le diedero il nome di "Aquae Helveticae". I bagni termali erano così importanti che molte donne, un tempo, includevono questa opportunità nel loro contratto di matrimonio!

La vivace e simpatica cittadina, ubicata a soli 20 minuti da Zurigo e dall’aeroporto, offre una ricca gamma di proposte culturali. Tra i punti forti vi sono festival internazionali e il Grand Casino. Il centro storico chiuso al traffico sfoggia storici edifici militari e borghesi, che aggiunti ai diversi teatri e ai famosi musei costituiscono altri punti di attrazione culturale. La Fondazione Langmatt è una delle migliori collezioni d’arte della Svizzera – le famiglie di industriali Brown e Boveri hanno donato preziosi quadri e arredi dell’epoca dell’Impressionismo. I bambini si divertiranno sicuramente nel Museo Svizzero dei Bambini che raccoglie oggetti che ripercorrono 300 anni di storia del mondo dell’infanzia. 

Per scoprire questa città, conosciuta per i più quale uscita autostradale sulla A1, mi affido alle mani, e alla voce, di un’esperta guida della città: Beatrice Candrian, da ben 35 anni accompagna con l’indispensabile entusiasmo giornalisti e ospiti. Assieme a lei m’incammino alla volta del quartiere di bagni. Sulle sponde della Limmat è sorto presto un quartiere con sfarzose costruzioni dove si curavano le malattie reumatiche e i disturbi circolatori. Personaggi del calibro di Goethe, Nietzsche e Dürrenmatt si sono rilassati nelle acque termali di Baden. Oggi ci si immerge nelle terme pubbliche, mentre le proposte wellness si trovano per lo più nelle terme private. Oggi, il quartiere termale conta numerosi hotel ed è una vera e propria oasi di quiete. Con la costruzione delle terme ad opera dell’architetto Mario Botta, le sorgenti termali uniche torneranno a essere polo di attrazione per i visitatori, luogo di incontro e fiore all’occhiello della città di Baden. L’investimento complessivo dei lavori sarà di ben 170 millioni di franchi e saranno portati a termine entro l’autunno di quest’anno. Se non volete aspettare, allora vi consiglio di prendere una camera presso l’Atrium Hotel Blume, uno storico e romantico albergo con piscine private, un ristorante da candlelight-dinner e un cortile spettacolare con balconcini e tanto verde.

Non distante dal parco termale, con i suoi alberi ultrasecolari e il Grand Casino, si erge la dorata Power Tower, progettata dagli architetti basilesi Diener & Diener per le multinazionali ABB ed Alstom. Nelle aree industriali non più operative vengono posti nuovi accenti cittadini. Nella vicina ex area ABB oggi è stato allestito un centro di intrattenimento con cinema multisala, caffè e sale per congressi. Interessanti a Baden sono pure l’Hotel Limmathof con una propria piscina termale (attualmente l’unica) di 75 metriquadri di superficie e il nuovo albergo Trafo realizzato in un capannone industriale del 1898 con 81 camere.

Per una visita alla città non posso che consigliarvi lo Swiss-Belhotel du Parc, una struttura moderna, ma nel contempo familiare, che gode di una posizione tranquilla vicino al Kurpark, a pochi passi dal centro di Baden (con la sua bellissima zona pedonale), dal Grand Casino e dalle terme. Oltre a trovarsi nel centro, questo albergo offre un’ottima cucina (con il tradizionale brunch domenicale).

Il mio primo giorno a Baden termina qui e devo ammettere che questa cittadina è davvero molto simpatica: per esempio, vista la chiusura dei bagni termali pubblici, le autorità hanno permesso a un’associazione, con il nome “Bagni popolari”, di piazzare una vasca da bagno, in pieno centro, dove testare, muniti di costume da bagno, i 47 gradi della sua acqua minerale. Baden va davvero scoperta e rivalutata a livello turistico. Il mio prossimo giorno sarà dedicato al WaldBaden: una full immersion nell’aria del bosco.

Testo a cura di Claudio Rossetti

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