Viaggi e Turismo
CAPO VERDE
24.01.20 - 09:550

La salina di Sal, bagno nel cratere

Scoprire Capo Verde e il kitesurf: a novembre si decolla!

SAL – Desidero ancora parlarvi di Capo Verde e della sua isola di Sal che ho avuto modo di visitare recentemente. Oltre a momenti lettura e lunghe passeggiate in spiaggia ho anche riservato due giorni alla visita dell’isola. Con i suoi 30 chilometri di lunghezza è piuttosto piccolina e può facilmente essere percorsa in auto. Le tappe obbligatorie sono: «The blue eye» (occhio blu) dove con il sole di mezzogiorno si riflette il colore del mare in una caverna, i miraggi nelle zone desertiche, gli squali limone ho voluto anche visitare le storiche saline a Pedra de Lume.

In antichità fu un camino vulcanico, del diametro di circa 500 metri, al suo interno, dopo che l’attività magmatica terminò e il vulcano si spense, l’acqua marina cominciò ad infiltrarsi creando un lago salato naturale. Gli edifici che si incontrano avvicinandosi alla zona risalgono ai tempi in cui il lavoro era fiorente e molti operai abitavano nei pressi della salina, sebbene oggi possano sembrare disabitati, tuttavia non è così, poche sono infatti le persone che vi risiedono, ma il centro abitato non è del tutto abbandonato.

Proprio dalla fabbrica iniziano gli antichi tralicci in legno delle funivia con la quale veniva trasportato il sale raccolto nel cratere. L’effetto ottico è spettacolare, gli specchi d’acqua, chiusi tutt’intorno dalle pareti erose del cono vulcanico, hanno un colore rosa accentuato dal riflesso rossastro della terra circostante. Ovviamente sono sceso fino a raggiungere la riva e, curioso di questa nuova sensazione, non ho potuto trattenermi dall’immergermi nell’acqua densa di sale. Lungo il bordo del laghetto, dove l’acqua smossa crea piccole onde, si può vedere la sedimentazione del minerale disposto a forme concentriche e lungo i bordi si trovano di tanto in tanto alti mucchi di sale, probabilmente raccolti dal fondale del lago.

Il contatto dell’acqua con la pelle lascia al tatto un senso di vellutato, la cute sembra morbida e scivolosa come se fosse insaponata. L’aspetto particolare (che si può vivere anche sulle onde del Mar Morto) che si può testare anche in questo caso è il principio per cui il sale, aumentando la densità e il peso specifico dell’acqua, renda molto più semplice il galleggiamento. Si resta magicamente a galla. Godendomi questo momento me ne sto a pancia all’aria coricato sull’acqua, per metà al di fuori dei essa, e rendo conto della fatica che faccio a riprendere una posizione verticale.

Di certo questa esperienza è molto strana e divertente nel contempo, oltre che benefica, pare infatti che immergersi nelle saline sia un toccasana per il corpo che ne esce rigenerato. Che grande pensata aprire un bar ristorante proprio qui, vicino all’uscita dalle saline, non credo sia del tutto casuale, in ogni caso ci fermiamo a bere qualcosa di fresco e stuzzicare uno spuntino veloce.

Vi è venuta voglia di scoprire l’Isola di Sal e di partecipare ad un corso di kitsurf? Magari a novembre quando in Ticino si annunciano le temperature invernali? Contattatemi, se l’idea vi potrebbe interessare.

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch

Link utile: www.viaggirossetti.ch

Foto: Il cratere di Pedra de Lume (CR)

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