Foto Asconautica
Claudio veleggia nel bacino di Ascona
ASCONA
03.11.19 - 08:000

Il corso di vela prosegue con il vento in poppa

Le andature, la virata e la strambata con il capitan-maestro Toni Meier

ASCONA – Se vi è capitato di seguire qualche regata velica alla tivù, magari tifando per Azzurra, il Moro di Venezia, Luna Rossa o Mascalzone Latino, avrete certamente sentito più volte questi due termini: virare e strambare. Effettuare una virata, o una strambata, significa semplicemente cambiare la direzione dell'imbarcazione passando con la prua, o con la poppa, nel vento.

La virata è la manovra di cambio di direzione che si effettua portando la prua in direzione del vento. Usando termini tecnici, diremo che la virata è il cambio di mure che si ottiene attraversando il vento con la prua. In pratica, se il vento batte sul fianco destro della barca e vogliamo cambiare direzione con una virata, cominceremo a "stringere l'angolo di bolina";, ovvero andremo di bolina, poi controvento, poi il boma ci passerà sulla testa e poi torneremo di bolina ma con le mure a sinistra, perché adesso il vento colpirà prima la parte sinistra della nostra barca. Semplice eh?

Detta anche "abbattuta", la strambata è la manovra di cambio di direzione che si effettua portando la poppa in direzione del vento. Usando termini tecnici, diremo che la strambata è il cambio di mure che si ottiene attraversando il vento con la poppa. Decidiamo di cambiare mure, ovvero di cambiare direzione, con una strambata. Passeremo all'andatura del lasco, poi di poppa, poi il boma passerà violentemente sulle nostre teste (se non saremo attenti), poi di nuovo lasco e infine traverso, con il vento che adesso colpirà prima la parte destra della nostra barca (quindi staremo procedendo mure a dritta). Semplice eh?

Non bisogna essere per forza un pirata per subire il fascino del lago (o del mare aperto) e la brezza del vento sulla pelle. Oggi il piacere dell'andar per lago è spesso associato al tema del benessere ed è un toccasana per affrontare lo stress quotidiano. Senza dimenticare che per condurre una barca occorre una discreta energia, si mettono alla prova muscolatura ed equilibrio e si affinano doti di concentrazione e di sensibilità che consentono di saper leggere al meglio gli umori di venti e onde. Confermo tutto ciò e vi do appuntamento alla prossima uscita in compagnia di Eolo.

 

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch 
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