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MONDO
14.04.19 - 07:000

L’effetto “Greta” sul turismo: sostenibile, responsabile, eco!

Il modello economico low in crisi, ora si punta sull’ecoturismo

 

BERLINO – Alla ITB, la più grande mostra del turismo mondiale, quest’anno ho respirato un’aria pensante di preoccupazione attorno al “fenomeno Greta”. Le compagnie lowcost vedono il loro modello economico (geniale, ma perfido) andare letteralmente in fumo. A Berlino ho seguito alcune conferenze e notato l’insistenza con la quale gli operatori si riferivano all’ecoturismo, al turismo sostenibile, responsabile, ecosostenibile,... Tutti termini che cercano di descrivere il rapporto esistente tra turismo e sostenibilità.

Questo approccio al turismo è nato alla fine degli anni ’80 ed è caratterizzato da una duplice preoccupazione per i luoghi visitati e per il benessere delle popolazioni che vi abitano. Il principio di turismo sostenibile è stato, infatti, definito nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT): “Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.

Parlare di turismo ecosostenibile è d’obbligo anche per quanto riguarda l’Europa, dove il turismo rappresenta sicuramente una risorsa tra le principali: siamo un continente con il più alto indice di visitatori al mondo, abbiamo bellezze paesaggistiche, artistiche e culturali, un patrimonio inestimabile che solo un sistema turistico con la testa sulle spalle può tutelare.

Il turismo ed i viaggi si attestano come prima industria mondiale, con più di 750 milioni di persone che spendono tra 1.5 e 2.5 miliardi di euro l'anno: un affare redditizio, che compromette però la salute del pianeta che tutti condividiamo ed esploriamo.

Per molti di noi il momento della vacanza corrisponde a lasciar da parte preoccupazioni e problemi per regalarsi coccole e momenti di relax in alberghi e resort che offrono ogni tipo di servizio. Questo relax, questo sentirci per una volta protagonisti del nostro tempo, ci fa
però perdere di vista il fatto che anche in vacanza il nostro “saperci o meno comportare” ha delle conseguenze dirette sull'ambiente che ci circonda: a partire dall'energia e dal cibo che consumiamo, fino alle attività che decidiamo di fare.

Cosa fare concretamente? Minimizzare l'impatto sull'ambiente (scegliere delle destinazioni vicine, evitare l’aeroplano oppure compensare le sue emissioni, scegliere alberghi che applicano regole specifiche a livello d’impatto), promuovere il rispetto per la cultura e l'ambiente che ci circonda, apportare benefici economici diretti alla conservazione e tutela dell'ambiente, partecipare a programmi di volontariato, incrementare la sensibilità del governo e degli abitanti del paese ospitante verso una politica più “verde” e civile.

Vi sono diversi operatori che da anni offrono possibilità di viaggio ecocompatibili ed in alternativa al solito volo intercontinentale. Perché non imbarcarsi a Locarno per un viaggio fluviale oppure partecipare a un trekking a piedi sui sentieri Walser?
Torneremo sicuramente su questo tema! Ci è voluta la giovane Greta per risvegliarci dal torpore dei viaggi iper e a invitarci a cambiare rotta. Grazie!

 

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch 
Link utile: www.viaggirossetti.ch 

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