Foto di Paolo Amiotti
Un vero paradiso bianco
ITALIA / BOSCO GURIN
13.02.19 - 09:250

Alpe Devero, mecca della ciaspola

Il “grande nord”, luogo incantevole sul percorso dei Walser

 

DOMODOSSOLA – L'inverno è la stagione regina per la montagna. A novembre la prima neve trasforma l’Alpe Devero in una magia bianca. Grazie alla favorevole posizione l'innevamento è assicurato sino ad aprile, e per questo Devero è la base per gli amanti dello sci alpinismo e della ciaspola.

È bianca la conca del Devero. Un colore candido, cangiante, dal quale spiccano le rocce chiare del Cervandone, con i profili orlati di neve. Al suo fianco la piramide della Punta della Rossa e, poco più lontano, il gruppo del Cistella, una sorta di quinta naturale che separa la Val Bondolero, attigua al Devero, dalla Val Cairasca, porta d’accesso per l’Alpe Veglia. 

Il Parco dell’Alpe Devero è l’ideale continuazione dell’Alpe Veglia col quale, dal 1990, costituisce una delle zone protette più belle d’Europa. L’Alpe Devero è particolarmente interessante  per l’escursionismo con le ciaspole.  La valle si è originata, infatti, grazie all’azione dei ghiacci che hanno formato un insieme di altipiani a gradoni, distanti poche centinaia di metri di dislivello gli uni dagli altri. È possibile, quindi, raggiungere altipiani panoramici e di ampio respiro come gli alpeggi del Forno e della Valle, dove si cammina tranquillamente, ammirando l’imponente punta d’Arbola e le sinuose forme del Sangiatto e del Corberans, vette dall’estetica veramente peculiare.

Il territorio dell’alpe è ricco di acqua, torrenti e laghi, che, anche in periodo invernale, sono una delle attrattive paesaggistiche principali, sia quando ghiacciano, sia nel magico momento del disgelo, quando, lentamente, il gorgoglio e il crepitio degli elementi tornano a farsi sentire, dolce melodia che accompagna l’escursionista. Volgendo gli occhi al cielo, lo spettacolo delle vette innevate che si ergono dalla piana di Devero è sempre straordinario, non solo sulle cime principali e più alte, ma anche sulle meno imponenti, dalle forme particolari e inconsuete come Punta della Rossa (2’888 m) e lo splendido Cistella, sulla cui piatta sommità, la tradizione popolare racconta di riunioni e sabba infernali che vi si svolgono da tempo immemorabile.

È da poco che il Devero è raggiungibile in auto. Sino a pochi anni fa era indispensabile utilizzare la piccola funicolare di Goglio. Il relativo isolamento ha contribuito a mantenere intatto questo paradiso naturale consentendo agli amanti della tranquillità di poter vivere la solitudine tipica delle montagne di qualche anno fa, grazie anche alla mancanza di grossi impianti di risalita (c’è solo un piccolo skilift) e alla presenza di pochi rifugi, tutti situati nel paesino di Devero o a Crampiolo, una sorta di “frazione”. Persino a Codelago, dove l’uomo è intervenuto costruendo una diga per innalzare il livello delle acque del lago già esistente, è sufficiente allontanarsi un poco dallo sbarramento artificiale per ritrovare sensazioni da “grande nord“ dovute alla duplice presenza di piccoli lembi di terra, simili a penisole, e a
boschi di larici che circondano tutto lo specchio d’acqua, uno dei più grandi dell’Ossola.

Nel periodo estivo, dall’Alpe Devero passa il gruppo del “Trekking dei Walser”. Si tratta di un tradizionale progetto turistico che di anno in anno porta gli escursionisti dalle Valle della Binn a Bosco Gurin. Incuriositi a questa proposta, tutto incluso (a parte la forza nelle gambe)? Allora contattatemi.

 

Testo a cura di Claudio Rossetti

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