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ITALIAIsola di Procida, la perla del Golfo di Napoli

02.06.18 - 07:00
Una crociera in programma a fine settembre alla scoperta dell’isola dei limoni
Isola di Procida, la perla del Golfo di Napoli

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Una crociera in programma a fine settembre alla scoperta dell’isola dei limoni

NAPOLI - Nel Golfo di Napoli, assieme alle altre perle partenopee di Ischia e Capri, l’Isola di Procida conta una notevole densità umana, nonostante la superficie sia di appena 4 chilometri quadrati.

L’isola è di origine vulcanica e conserva ancora gli antichi crateri in parte erosi, come testimoniano le insenature della Chiaiolella, del Carbonchio e del Pozzo Vecchio. I materiali sono tufo giallo e grigio e lave di natura basaltica, frutto di diversi tipi di manifestazioni eruttive che si sono svolte tra i 55mila e i 17mila anni fa, anche se tali tipi di attività geologica ci sono stati fino in epoca medioevale.

I diversi elementi della natura hanno lavorato questi materiali vulcanici in tutta Procida, che raggiunge la massima altezza di 91 metri sul livello del mare con il promontorio di Terra Murata, creando coste alte a falesia ma anche baie e spiagge. Paesaggi suggestivi e clima mite tutto l’anno.

Tra le isole del Golfo di Napoli, Procida fu tra le prime ad essere abitata dagli uomini. Nel periodo tra il XVII e XVI secolo a.C. qui arrivano i greci di Micene per lavorare i metalli. Tra l'VIII e il VII secolo a.C. il luogo è abitato dai Cumani, poi dai Romani. Procida diventa parte del territorio di Napoli nel VI secolo d.C. ed è colpita da tante nefaste visite di vari popoli, come i Visigoti di Alarico e i Vandali di Genserico che colpiscono anche la costa.
Nel X secolo giungono i primi monaci benedettini che 100 anni dopo costruiscono l’Abbazia di San Michele Arcagelo, centro importante per tutta l’isola. Quindi, è il tempo dei Normanni, nel XII secolo, seguiti dalla famiglia Cossa che acquista nel 1340 la piccola Vivara, l’isolotto vicinissimo a Procida, possedimento nel secolo successivo degli Aragonesi. Dopo di che, nel 1529, giungono i d'Avalos che edificano la cinta muraria e il castello che, con i Borbone, giunti qui nel XIII secolo, diventa in varie epoche palazzo reale e prigione.

Anche se il turismo in ogni stagione è un settore in piena attività, a Procida l’economia si basa anche sulla pesca e sull’agricoltura, visto che qui si ottengono alcuni prodotti d’eccellenza, come il limone e la vite per la produzione del vino rosso Aglianico e il bianco Falanghina, nonché frutta e ortaggi vari.

La visita all’Isola di Procida fa parte del tour, organizzato in collaborazione con LaRegione Viaggi, in programma a fine settembre nel Golfo di Napoli.

Testo a cura di Claudio Rossetti


Questo articolo è stato realizzato da Progetti Rossetti, non fa parte del contenuto redazionale.