Viaggi & Turismo
19.05.18 - 07:000

Il Parco nazionale Etosha nell’arido nord

Una spedizione con partenza dal Ticino a fine ottobre 2018

 

WINDHOEK - Il Parco nazionale Etosha è una delle mete turistiche di maggiore richiamo per eccellenti avvistamenti e fotosafari della fauna selvatica su un territorio diversificato dalle caratteristiche naturali uniche in Namibia e nell’Africa meridionale. Su un’area di oltre 22 mila metri quadrati a savana semiarida con ampie praterie dorate aperte con vegetazione a macchia e grandi alberi di acacia e di mopane e con un’immensa depressione salina, il parco di Etosha situato a circa 500 chilometri dalla capitale Windhoek nell’arido vasto nord è un sito tra i più accessibili in Africa.

La denominazione di ‘Etosha’ deriva dalla lingua oshivambo locale parlata dall’etnia Ovambo di ceppo bantu per indicare il ‘luogo asciutto di acqua’ in posizione centrale su un quarto dell’area del parco: si tratta dell’enorme piatta depressione a deserto salino (Etosha Pan) dal suolo inaridito di colore bianco intenso e argenteo scintillante con zolle screpolate dai raggi del sole cocente con rare erbacee. Residuo di un lago poco profondo alimentato dal fiume Cunene fino a 12 milioni di anni fa, quando mutò il corso del flusso rendendo la zona
semidesertica, l’Etosha Pan è ben visibile durante la stagione secca. Quando nella depressione rimane dell’acqua piovana residua, talvolta soltanto per pochi giorni l’anno, oppure in seguito all’alluvione dei fiumi Oshana e Omiramba, il fondo si copre di alghe verdi-blu che attirano migliaia di fenicotteri.

Percorrendo gli oltre 3’500 chilometri di strade sterrate in buone condizioni all’interno del parco Etosha si può constatare la ricchezza di fauna selvatica e visualizzare oltre un centinaio di specie di mammiferi, più di trecento varietà di uccelli (comprese quelle migratorie) oltre a rettili ed anfibi. Tra i mammiferi presenti in libertà nel parco si possono osservare antilopi, elefanti (tra i più imponenti in Africa) nelle zone con vegetazione, gazzelle, ghepardi, giraffe, gnu, iene, impala, leoni, leopardi, orici, rinoceronti bianchi e neri (in particolare presso la pozza di Okaukuejo), sciacalli, zebre. Durante la stagione secca da giugno a novembre, le 86 pozze d’acqua (naturali residue o artificiali) attraggono grandi mandrie di selvaggina, mentre la pianura alluvionata dalle piogge si popola di fenicotteri, gru, pellicani e di una quantità di esemplari di altre specie di avifauna: aquile, aironi, avvoltoi, buceri, cicogne, grifoni, gufi, marabù, otarde, struzzi.

Tra le specie arboree presenti nel parco Etosha è predominante quella dell’ombroso albero del mopane (albero farfalla) alto fino a 8 metri e raggruppato in boschi in alcune zone (in particolare Halili) nella parte occidentale elevata fino a oltre mille metri di altitudine dove giraffe ed elefanti gradiscono alimentarsi con le foglie a forma di farfalla. Oltre a euforbie ed alberi faretra, sono diffuse anche molte specie di alte acacie dai fiori gialli apprezzati da gazzelle e giraffe. Curiosi alberi bottiglia crescono su basse colline nella sezione occidentale e sud-orientale del parco.

Nel 1907, quando la Namibia era denominata ‘Africa tedesca del sud-ovest’ come colonia della Germania, il parco Etosha fu fondato su un’area di centomila chilometri quadrati diventando la più immensa riserva faunistica al mondo ma, negli anni ‘60, fu progressivamente ridimensionato fino all’attuale estensione. La regione del parco è sempre stata abitata dagli indigeni San (Boscimani), ma ai giorni nostri l’etnia predominante è la Ovambo, sopraggiunta nel ‘300 in seguito a una grande migrazione bantu.

Se volete assaporare la Namibia non perdete l’occasione, a fine ottobre di quest’anno, di partire con un gruppo organizzato dalla Viaggi Rossetti in collaborazione con la Globotrek.

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch
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