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16.03.21 - 09:000

Social Listening: come ascoltare bene per comunicare meglio

Ciò che interessa ai clienti è fondamentale per il successo di un business: ecco come ottenere le informazioni giuste

Quando facciamo marketing digitale, siamo spesso abituati a occuparci di analisi piuttosto “fredde”, su tutto ciò che, cioè, può essere misurato numericamente.

Il Social Listening viene molte volte messo in secondo piano, mentre la concentrazione si focalizza sul monitoraggio dei risultati, sui numeri del nostro pubblico, sulle metriche più comuni.

Sappiamo bene, tuttavia, che il mondo dei social media non è - solo - questo. Concentrarsi sui numeri è naturalmente importante, poiché ci dà la possibilità concreta di comprendere se le azioni strategiche che abbiamo intrapreso stiano effettivamente funzionando. Non sempre ciò ci aiuta, tuttavia, a capire come correggerci, a conoscere il nostro pubblico, né tantomeno a definire meglio ciò che gli utenti vogliono leggere o vedere sui nostri canali.

È questa la ragione per cui il Social Listening non deve essere indebitamente accantonato: le logiche di marketing sono sempre più incentrate sulle persone, tanto che uno dei trend di quest’anno sono proprio i contenuti cosiddetti human-centric. Gli individui devono essere i protagonisti; la comunicazione non può più permettersi di essere fredda e unilaterale, specialmente se ci si trova su piattaforme che incoraggiano e premiano l'interazione ogni giorno.

Vediamo, dunque, di scendere di più nel dettaglio e di scoprire insieme che cosa significhi migliorare la propria strategia di marketing online grazie al Social Listening.

 

Che cos’è il Social Listening?

Il Social Listening è una pratica attraverso cui un determinato brand “ascolta” il proprio target, indagando su quali siano le sue preferenze, i temi che gli interessano maggiormente, i pain e i gain su cui fare leva, l’opinione complessiva che ha nei confronti di un marchio o dei suoi competitors.

L’oggetto di questo ascolto può spaziare ancora di più, concentrandosi su quali prodotti o servizi abbiano successo nella fascia di pubblico monitorata, o quali siano le loro principali abitudini, idee e paure. Tutto ciò, in altre parole, che possa aiutarci a capire come comunicare con loro in modo personalizzato.

Non servono per forza tools elaborati per mettere un po’ di Social Listening in pratica con il nostro pubblico. Alcuni brand, ad esempio, scelgono di realizzare questionari e focus groups o di valorizzare la community già presente attorno al proprio marchio per creare dei gruppi di confronto sui social media, all’interno dei quali gli utenti possono interagire e l’impresa può reperire informazioni più precise su cosa interessi loro e su come andare incontro alle loro esigenze.

Altri ancora individuano gruppi online preesistenti o insiemi di recensioni rivolte ai competitor, in cui il tema di discussione è affine al prodotto e/o servizio che il marchio offre: accedendovi, è comunque possibile assistere a conversazioni di interesse strategico.

Questo consolidamento della community, che ha come fine lo stimolo dell’interazione per raccogliere informazioni utili, può avvenire anche con altre funzionalità delle piattaforme stesse. Basti pensare ai sondaggi che si possono proporre nei post su Facebook, o gli adesivi delle Instagram Stories con cui possiamo porre domande o avviare dei piccoli polls.

 

Perché il Social Listening è così importante?

Mettere in pratica l’ascolto valorizzando i gruppi e l’interazione con il marchio, anche attraverso strumenti come Crimson Hexagon, ad esempio, è un ottimo modo di creare e consolidare una community. Essa nasce solitamente in maniera spontanea, perché un gruppo di utenti dimostra interesse nei confronti dello stesso brand e dei suoi valori. Sta però al brand stesso dare voce e importanza a questi gruppi di utenti, e favorire un senso di appartenenza e inclusione, toccando le corde giuste per farlo diventare una comunità coesa. Questa evoluzione non ha significato soltanto in termini di successo per il tuo business, migliorando indicatori come l’LTV e il CAC, e diminuendo il churn rate, e promuove un modo di comunicare più sano, etico, vicino alle persone.

Mantenendo aperta una relazione biunivoca con i nostri clienti e potenziali tali, potremo scoprire con più velocità e semplicità quali siano i trend più importanti per noi. Ciò significherà ricevere informazioni di prima mano e di qualità su cosa i nostri target si aspettino da noi, o su quali siano le sue necessità: tutte risorse preziosissime per sviluppare e migliorare i nostri prodotti e i nostri servizi. Il nostro pubblico, dal canto proprio, si sentirà più ascoltato, destinatario di un’attenzione speciale, e dunque si farà spontaneamente portavoce del brand nei confronti della propria rete sociale.

 

Il Social Listening, come abbiamo visto, ha molto poco a che fare con una logica distopica “alla Black Mirror”, in cui pensieri e opinioni degli utenti vengono ascoltati di nascosto. Social Listening significa prima di tutto essere disponibili a prender parte alla conversazione, nella quale gli interlocutori sono brand - composti, fino a prova contraria, da persone fisiche - e consumatori presenti come utenti sulle varie piattaforme digitali.

I protagonisti sono proprio questi ultimi, sempre più consapevoli, interattivi e con le idee molto chiare su cosa stanno cercando. Ecco perché è così importante saperli ascoltare.

Vuoi cominciare anche tu a fare Social Listening, ma non sai da dove cominciare? Contattaci per una consulenza gratuita: l’aiuto del nostro team di esperti in marketing digitale potrà aiutarti a fare la differenza mediante la conoscenza del tuo pubblico online.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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