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02.09.20 - 12:010

E se arrivasse una seconda ondata? Così le attività locali possono farsi trovare preparate

3 consigli pratici per i business più legati all’andamento dei contagi, e per chi ha necessità di cashflow costante

Volenti o nolenti, le attività commerciali di tutto il Mondo, per adesso, stanno imparando diverse dure lezioni. Prima fra tutti, quella che nel mercato, oggi, vince chi cambia, o quantomeno chi è propenso a farlo.

Mutare sta diventando una realtà quotidiana, un fatto a cui stiamo abituandoci perfino in queste settimane di decompressione, in cui, ad esempio, consumatori e utenti continuano ad approfittare di buon grado dei tanti vantaggi che il digitale ha fatto scoprire loro. A prescindere da questo, c’è un’eventualità che tutt’oggi fa rigirare nel letto piccoli e grandi imprenditori, soprattutto nella ristorazione, nel turismo e negli eventi: la possibilità di una seconda ondata marcata come e più che in Svizzera interna, con tutte le limitazioni alle attività che ciò comporterebbe.

Per quanto disagevole ciò possa essere, questa volta potremmo contare su un vantaggio significativo: sapere, almeno parzialmente, che cosa aspettarci, e dunque come poter reagire. Questo vale per gli utenti, che sanno ormai ben orientarsi tra le varie alternative agli acquisti e ai processi d’acquisto, ma anche per aziende e attività commerciali, che sapranno quali aspetti del proprio business rischieranno di metterli in difficoltà.

L’esperienza insegna e, visto che molto si discute sull’argomento, abbiamo pensato di proporre qualche consiglio utile che le attività dovrebbero tenere a mente, nell'eventualità in cui dovessimo trovarci a vivere una situazione simile a quella - spiacevole - trascorsa solo qualche mese fa.

 

Proteggi le tue entrate trovando canali alternativi (soprattutto digitali)

Potrà sembrare ovvio ma, specialmente se piccoli e locali, con fatturato (e, spesso, margini) ridotti, i business necessitano di un flusso costante - o stagionalmente prevedibile e regolare - di denaro in ingresso, per proseguire nel loro lavoro. E il cashflow non può arrivare sempre attraverso gli stessi canali, soprattutto se questi sono scoraggiati o del tutto bloccati.

Quando i negozi sono stati costretti a chiudere e le persone non potevano uscire di casa se non per stretta necessità, molti commercianti si sono trovati con spese fisse di ordinaria amministrazione che non potevano essere compensate se non con aiuti e fideiussioni.

Disporre di più canali di vendita è stata una salvezza per i più digitalizzati tra loro, che potevano godere di fonti di entrata adatte alle esigenze di social distancing.

Quindi, se ancora non lo hai fatto, trova anche tu nuove strade per promuovere e consentire l’acquisto dei tuoi prodotti o dei tuoi servizi: ciò può significare creare, con l’aiuto di professionisti specializzati, un e-commerce vero e proprio, oppure servirsi delle funzioni Shop dei tuoi canali social, o ancora stabilire una linea diretta con i tuoi clienti tramite WhatsApp Business occupandoti tu stesso, risparmiando ulteriormente, di eventuali consegne. Gli strumenti web non sono gli stessi che avevamo a febbraio: si sono moltiplicati, ne sono stati sviluppati di nuovi, e alcuni sono diventati addirittura gratuiti. Non ci sono più scuse, insomma, per non riflettere sul proprio modello di business e mettersi al passo dei tempi.

 

“Terra chiama cliente”: non dimenticare di farti sentire con chi ti sostiene

Nella difficoltà, molti hanno riscoperto il valore dell’empatia, la voglia di sentirsi vicini, sebbene a distanza. Questa “nuova” umanità si può riflettere, senza per forza risultare ipocriti o venali, anche nei contenuti che produciamo per i nostri social, nelle newsletter con cui aggiorniamo gli utenti, nei messaggi privati con cui aggiorniamo i nostri più fedeli followers.

Pensiamo a quanto può farci piacere fare acquisti da un negoziante di fiducia, con cui abbiamo stabilito un rapporto di confidenza, che sosteniamo volentieri comprando ciò che ci serve e ci
piace. Lo stesso vale a parti opposte, mettendosi nei panni di chi ama il contatto diretto con il cliente, e gestisce le relazioni incoraggiando le vendite, ma senza mai essere invadente.

Così, possiamo pianificare anche la nostra comunicazione online su queste basi. Come? Coinvolgendo i nostri utenti, facendo loro domande, andando oltre le classiche, fredde offerte. Pensiamo a cosa racconteremmo loro se li vedessimo di persona, spieghiamo in rete come stiamo vivendo ciò che vivono anche loro, e perché i nostri prodotti siano la scelta giusta, facciamo capire loro che siamo sinceramente grati per il sostegno che ci hanno sempre dato.

Possiamo riuscirci in diversi modi: pubblicando brevi video di aggiornamento, scegliendo formati di post studiati per ricevere interazione - come ad esempio i sondaggi su Facebook, o i quiz e le domande nelle stories di Instagram - o ancora realizzando piccoli contest online a premi per stimolarli a condividere immagini realizzate insieme a ciò che acquistano da noi.

Gradualmente, arriveremo a creare, anche su internet, una community reattiva parallela a quella “reale”, che attirerà altri potenziali clienti mediante il passaparola online. Una community che ci ascolterà volentieri quando avremo delle proposte da fare, delle scontistiche da proporre, dei nuovi servizi o beni da lanciare e tanto altro. Perché non cominciare subito a crearla e consolidarla?

 

Google My Business e SEO: assicurati di farti trovare sui motori di ricerca

Quando non abbiamo la risposta a una domanda, quasi sempre, ormai, la chiediamo a Google. Quando vogliamo telefonare a un’attività, quando non sappiamo dove acquistare prodotti o servizi, quando ci serve confrontarli prima di farlo, quasi sempre, utilizziamo Google. È vitale, dunque, farsi trovare.

Per prima cosa, quindi, devi assicurarti che il tuo sito web sia correttamente ottimizzato: indicizzato, cioè, al meglio, e posizionato quanto più in alto possibile nei risultati restituiti da Google per le keywords più spesso utilizzate dai potenziali clienti, al fine di acquistare ciò di cui ti occupi. Questo insieme di operazioni, indicato in gergo tecnico come SEO (Search Engine Optimization), comporta, tra le altre pratiche da svolgere, una estrema cura e costante creazione di contenuti all’interno del tuo sito, e che essi siano chiari, fruibili, e genuinamente utili all’utente che ci sta cercando.

In secondo luogo, sta crescendo la già grande importanza delle schede di Google My Business: si tratta di quella sezione delle SERP (la sigla che indica le “pagine dei risultati di una ricerca”) che ci offre tutte le informazioni utili sulle attività locali. Sono blocchi creati per attirare l’occhio dell’utente, per mostrare con quanta prontezza Google può far trovare tutto ciò che si cerca, anche e soprattutto intorno a sé. Per questo, dal canto nostro, dobbiamo attivarle e completarle con: indirizzo, contatti telefonici, mail, orari di apertura, sito web. Potremo inoltre sottoporre al pubblico le recensioni che abbiamo ricevuto, le risposte alle domande frequenti che ci vengono poste, gli aggiornamenti e le offerte su ciò che offriamo.

Immagina di avere una vetrina grande e colorata, ma adesso vuota o semivuota. Dovrai riempirla in fretta, prima che qualche consumatore ben disposto rimanga deluso, alla vista di tanta incuria. Ora che il web serve così tanto e permette di fare così tanto, è facile, se non si ha familiarità con l’ambito digitale, farsi confondere da una enorme mole di suggerimenti e possibilità. Per questo, molte attività, anche locali, scelgono di affidarsi a dei professionisti della comunicazione che possano assisterle nella crescita e nella monetizzazione mediante gli strumenti di Internet. Potresti fare lo stesso anche tu, se ti va: contattaci per una consulenza gratuita, possiamo esserti d’aiuto per affrontare con maggiore serenità i cambiamenti del prossimo futuro.

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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