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10.07.20 - 11:490

Così il digitale salverà il mondo dell’arte

Il web può rendere accessibili - e far monetizzare, anche da remoto - musei, gallerie, esperienze ed opere di artisti

Pochi ambiti, come quello artistico, si sono fatti portatori d’innovazione, nel corso dei tempi, e soprattutto a cavallo tra ventesimo e ventunesimo secolo. Dopo alcuni timori sorti tra i teorici degli anni ‘30 del Novecento (v. Walter Benjamin), decenni di avanguardie, performance e provocazioni hanno visto l’arte scegliere la nuove tecnologie come veicolo non solo per continuare a precorrere i tempi e ad evolversi, ma soprattutto per promuoversi e rendersi accessibile a tutti.

La locuzione “nuove tecnologie”, infatti, oggi va intesa come sinonimo di “tecnologie digitali”, mentre il termine “arte” va ampliato in senso istituzionale, poiché ingloba non solo artisti e opere, ma anche piccole e grandi organizzazioni come musei, gallerie e centri culturali.

Al contrario delle aziende, infatti - salvo alcune illustri eccezioni -, chi opera in ambito culturale deve mettere in conto di investire sforzi e tempo in più, per ottenere fondi e visibilità. Per questo, una buona strategia di comunicazione può rivelarsi una chiave utile e vincente per spiccare e distinguersi, agli occhi del pubblico e degli addetti ai lavori.

Il marketing digitale, in particolar modo, è la via ideale da valutare e imboccare: i canali e le strategie sono imbevuti di tecnica, ma i contenuti affondano le radici nella creatività, e in molti casi è possibile mettere in piedi campagne efficaci e dai risultati misurabili a costi molto vantaggiosi. Basta sapere dove, come e perché investire, magari affidandosi ai consigli di uno o più esperti del settore.

 

  • 1) Cogliere la sfida dell’engagement

Sul web e, in particolare, sui social media, coinvolgere i propri utenti è di vitale importanza. È
proprio grazie all’engagement che i contenuti che creiamo e pubblichiamo ottengono maggiore
diffusione organica - ovvero senza necessità di investire denaro in inserzioni specifiche - ma anche che possiamo creare pubblici di persone realmente interessate a noi per ottimizzare la spesa in sponsorizzazioni.

L’engagement ha tanti volti: ad esempio, possiamo lavorare sul coinvolgimento immediato del pubblico, ponendo domande, creando sondaggi su quali siano le opere preferite dei nostri followers, chiedendo loro di scriverci nei commenti ciò che preferiscono e perché. Sarà un modo non solo per allargare la propria riconoscibilità, ma soprattutto per conoscere gli utenti e farci conoscere, per stabilire un contatto e curare il volto umano dell’organizzazione, dell’ente o dell’artista per cui si comunica.

Vi sarà spesso capitato di visitare una mostra e di voler scattare e condividere le foto della vostra esperienza. Ebbene, altrettanto spesso questo non è possibile, perché alcuni regolamenti vietano la produzione di contenuti “autonomi” da parte degli utenti sulle opere d’arte. Per quanto ciò le preservi, insieme al diritto d’autore, un museo o una galleria perdono, così facendo, molta promozione di qualità messa in atto dagli utenti stessi. Dunque, è bene farsi furbi: se il nostro lavoro comprende l’allestimento di mostre, temporanee e non, potremo seguire l’esempio di tanti musei di fama internazionale e organizzare un selfie spot, ovvero una postazione social-media-friendly che incoraggi i visitatori a scattare foto o fare video, per poi condividerli taggando la nostra pagina.

Se ci piace rompere gli schemi, inoltre, non ci sono limiti alle idee: possiamo lanciare hashtags, organizzare challenge, o fare entrambe le cose insieme. Il celebre Getty Museum di Los Angeles, ad esempio, è diventato ancora più conosciuto con una sfida virale che ha coinvolto moltissimi utenti: con l’hashtag #BetweenArtAndQuarantine ha invitato il popolo del web a ricreare le opere esposte nelle proprie sale, allora ancora sigillate. Il risultato? Quasi 45.000 post pubblicati su Instagram, realizzati spontaneamente dagli utenti della rete: una campagna semplice quanto efficace.

 

  • 2) Realtà virtuale e realtà aumentata

Che la realtà che sceglierete sia virtual o augmented, preparatevi ad essere stupiti. Strumenti che fino a poco tempo fa rappresentavano il massimo avanzamento della tecnologia, oggi sono alla portata di chiunque voglia utilizzarli per arricchire l’esperienza offerta agli utenti e la propria comunicazione. Musei, gallerie o anche singoli artisti, potranno trovarvi numerosi spunti per promuoversi e proporre contenuti differenziati e originali ai propri followers.

A questo proposito, stanno nascendo molti tools che possono essere applicati al settore artistico. Instamuseum, ad esempio, è uno strumento che permette in pochi, semplici passaggi di creare una galleria virtuale con immagini tratte dal proprio account Instagram, scegliendo tra alcuni modelli preimpostati. Una volta creata la propria VR gallery, essa si può condividere o mostrare sul proprio sito web. Per chi ha lo specifico visore, è anche possibile guardare le opere in modalità immersiva.

Tante grandi mostre itineranti stanno applicando alla loro esposizione questa stessa tecnologia: non è inverosimile aspettarsi che sempre più sale museali avranno a disposizione una postazione con un visore per la VR, che permetteranno ai visitatori di “entrare” in animazioni create ad hoc e “vivere” l’arte in modo sempre più coinvolgente e di certo indimenticabile.

Anche la realtà aumentata ha grandi potenzialità per l’arte e gli artisti. Molti di questi ultimi, specialmente coloro che hanno più confidenza con i canali del web e ne comprendono il potenziale, hanno già diffuso dei filtri Instagram personalizzati per le stories. Grazie alla tecnologia AR, fino a poco fa riservata a performance e occasioni particolari, questo tipo di contenuti ha ricevuto una marcia in più ed è diventato apprezzatissimo da tutti gli instagrammers. Molti brand di altrettanti settori hanno già colto l’occasione, e il mondo dell’arte non si è fatto attendere: online se ne trovano già molti con citazioni da artisti del calibro di Salvador Dalì, René Magritte, Keith Haring e tanti altri. Un museo che espone una personale potrebbe cogliere l’occasione per crearne uno simile; allo stesso modo, un artista in cerca di visibilità potrebbe, come alcuni già fanno, ideare un filtro personalizzato che sia coinvolgente e riporti qualche tratto distintivo del proprio stile, cosicché venga usato dagli utenti per i propri contenuti e condiviso alla loro rete.

 

  • 3) Mai dimenticare la presenza locale

Per trovare visitatori, bisogna innanzitutto assicurarsi che i visitatori trovino noi! Grazie a Google
My Business, il motore di ricerca più utilizzato al mondo ha messo a disposizione di attività di ogni tipo un prezioso strumento completamente gratuito.

Se ci occupiamo di un museo o di una galleria, grandi o piccoli che siano, è fondamentale rendere chiara e completa la propria scheda locale: quest’ultima, infatti, sarà il nostro biglietto da visita nelle ricerche Google. Premuriamoci, dunque, di inserire e aggiornare sempre le informazioni, caricare le foto più adatte, e di rispondere in modo cortese e reattivo alle domande e alle recensioni dei nostri utenti, valorizzando quelle positive e utilizzando quelle negative come volano per mostrare al pubblico come gestiamo le situazioni difficili, oltre che per il miglioramento interno.

Chi visita il web, infatti, usa Google per trovare qualsiasi tipo di informazione su un’attività: posizione, orari di apertura, informazioni generali, perfino i prezzi di ciò che vende. Sta a noi, dunque, attivarci per assicurarci di esserci, nel momento in cui ci cercheranno.

 

Ci sono tante altre soluzioni, quindi, che il digitale può offrire ai professionisti dell’arte, sia per trovare nuove forme espressive che a scopi di marketing. Alcune sono già viste, ma ora alla portata di tutti, mentre tante altre sono ancora da scoprire e diffondere. In ogni caso, si tratta di una risorsa importante, aperta e fruibile, proprio come la cultura stessa. Se anche voi lavorate in questo ambito, magari per un museo o una galleria, o se vi dedicate all’arte in prima persona, siamo a vostra disposizione per una consulenza gratuita. Potremo scoprire e poi compiere insieme tutti i passi per dare risalto a tutto il bello di cui il mondo ha bisogno.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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