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15.05.20 - 08:000
Aggiornamento : 11:07

Filtri nelle Instagram Stories: cosa sono, come crearli, come usarli per farsi conoscere

La realtà aumentata apre strade per promuoversi a ogni attività: centri estetici, arredamenti, istituzioni… e non solo

Utenti e appassionati del social visual per eccellenza si saranno resi conto della crescente popolarità, negli ultimi mesi, di filtri sempre più creativi applicati alle stories.

Inutile dire che, al momento, la diffusione di Instagram non accenna a retrocedere: secondo il Global Digital Report 2020, redatto da We Are Social e dalla piattaforma Hootsuite, il social ha raggiunto e superato il miliardo di utenti attivi al mese. Questo non lo rende soltanto uno dei canali più utilizzati in circolazione – sebbene non il più popolare, primato che Facebook riesce ancora a difendere, seguito da YouTube, WhatsApp, Messenger e WeChat – ma anche un contesto molto appetibile per chi ha bisogno di promuovere la propria attività online, rivolgendosi a un bacino di utenza ampio e in gran parte, per giunta, piuttosto giovane. La maggior parte degli utenti infatti, secondo dati relativi al 2019, appartiene a una fascia demografica tra i 18 e i 35 anni, statistica che si conferma in entrambi i generi.

Come si inseriscono su Instagram, date le premesse, i filtri? E che cosa sono? Prima di rispondere a queste domande, poniamo alla vostra attenzione un ultimo dato statistico: quotidianamente, in tutto il mondo, oltre 500 milioni di utenti caricano contenuti nelle proprie stories. Molti di quei contenuti, ora, presentano uno dei filtri di cui parliamo.

 

Che cosa sono i filtri Instagram?

Si tratta di creazioni visive digitali che si sovrappongono in diretta alla foto o al video che vogliamo pubblicare nelle stories, e spesso utilizzano le dinamiche della realtà aumentata, spesso abbreviata con “AR” (augmented reality), una tecnologia dinamica e in continua evoluzione: essa permette di vedere sul proprio display un’alterazione di ciò che vedremmo normalmente. Una versione della realtà effettiva, quindi, “aumentata” attraverso elementi virtuali.

Esistono già moltissimi filtri AR con cui dare un tocco in più alle proprie stories su Instagram: da quelli più semplici, che alterano saturazione e luminosità della propria foto per un effetto estetico differente, a quelli che aggiungono elementi al viso, ad altri, molto popolari, che ci dicono che personaggio siamo, quali siano le previsioni per il nostro futuro, che età dimostriamo o ancora che ci sottopongano rebus e challenge da pubblicare per coinvolgere chi ci segue, i nostri followers.

Le idee ispirate da queste nuove funzionalità sono state moltissime e se ne aggiungono ogni giorno: chiunque, infatti, può creare il proprio, attraverso un software promosso da Facebook che si chiama Spark AR Studio. Inizialmente, configurare un filtro e pubblicarlo era una possibilità concessa soltanto a determinati creator: ora, qualsiasi utente lo volesse ne può pubblicare uno, sia esso un privato, un professionista o un’azienda.

 

Filtri Instagram e marketing: come usarli per promuoversi online?

Sebbene presenti sulla piattaforma da poco tempo, i filtri delle stories hanno subito dimostrato grandi potenzialità in termini promozionali. Il fatto che essi si possano personalizzare apre una serie di possibilità creative a chi voglia far conoscere il proprio business su Instagram e stia cercando contenuti ampiamente condivisibili. Chiunque veda un filtro che gli piace tra i contenuti degli utenti che segue, infatti, potrà risalire al creator – specificato in alto a sinistra – con grande facilità, potrà provare il filtro a propria volta e, se vorrà, salvarlo per tenerlo a portata di tap e riutilizzarlo in futuro per le proprie stories.

Una condivisione dopo l’altra, story dopo story, un filtro appetibile e ben realizzato può diffondersi con molta facilità. Ciascuna delle persone che lo userà, diventerà, nel proprio piccolo, un influencer per il brand che lo ha creato.

Un’attività locale che si occupa di estetica, ad esempio, potrebbe creare, a propria firma, un filtro makeup che modifica le fattezze dei potenziali clienti modificando ciglia e sopracciglia, cambiando tonalità e uniformità del viso, provando qualche tipo di prodotto per il trucco, a dipendenza dei servizi che si mettono a disposizione.

Chi vende serramenti e infissi, invece, potrebbe realizzare e diffondere un filtro che, rivolto alle porte e finestre di chi lo utilizza, ne cambi configurazione e larghezza, come strumento facile e accessibile per vedere come eventuali nuovi acquisti si adatterebbero al contesto circostante.

I filtri che adoperano la popolare formula del “gioco”, rilevando il movimento del viso o degli occhi, permettono di divertirsi con scenari interattivi semplici ma coinvolgenti. Quanto potrebbe sensibilizzare, ad esempio, un piccolo game il cui scopo sia smistare con un movimento del volto i rifiuti negli appositi contenitori della raccolta differenziata? La tematica ambientale è da mesi sempre più al centro del dibattito internazionale, per tante ottime ragioni: anche l’ecologia può trarre vantaggio da una buona operazione di marketing, e così le istituzioni pubbliche che si occupano di incentivare comportamenti a suo vantaggio.

Un altro esempio? Le informazioni sui trasporti si consultano quasi sempre online: orari, percorsi, date, abbiamo sempre necessità di avere tutto a portata di mano, sempre con versatilità e velocità. Una ditta di autotrasporti, sia essa pubblica o privata, potrebbe elaborare un filtro che permetta, puntando la fotocamera sulla propria tessera o sul proprio biglietto, di consultare mappe e tabelle orarie. Non servirebbe scaricare applicazioni, né recarsi su qualche scomodo sito da browser: sarebbe già tutto comodamente visionabile attraverso le stories di Instagram.

 

Le chiavi del successo di un filtro Instagram

Secondo gli esperti del portale online Buytron, affinché un filtro venga ampiamente utilizzato bisogna valutare alcuni accorgimenti nel corso della creazione del proprio filtro, per assicurarsi che sia ingaggiante e condivisibile:

  • Tener presente il proprio pubblico. E identificarlo, se non lo si è ancora fatto: stabilire il target di riferimento è un punto di partenza imprescindibile nella creazione di contenuti di qualsiasi genere, ancor di più se si tratta di contenuti che devono coinvolgere l’utente e attirare il suo interesse. Bisognerà quindi chiedersi chi sono gli utenti che useranno questo filtro, a che cosa serva, come si distingue da altri simili. Individuare i nostri destinatari, i nostri obiettivi e i nostri “perché” è il primo passo della creazione;
  • Tenere presente il proprio brand. A nulla serviranno i nostri sforzi se non ci impegniamo affinché il filtro sia riconoscibile, rimandando con chiarezza alla nostra attività. Può essere un rimando “tematico”, in cui gli elementi digitali che andiamo ad aggiungere siano strettamente correlati ai servizi o prodotti del nostro marchio, oppure può essere un rimando più diretto, attraverso l’inserimento del logo – purché con discrezione, evitando di scoraggiare l’utente a condividere un tentativo di marketing troppo palese – oppure, se vogliamo realizzarne più di uno, studiando degli elementi che li unifichino graficamente;
  • Dare importanza alla dinamicità. I nostri potenziali followers saranno più coinvolti da un filtro ben elaborato, che possa, ad esempio, tracciare i movimenti o cambiare configurazione attraverso la scelta di più opzioni.

Messi in conto questi dettagli, i limiti sono soltanto quelli della creatività di chi commissiona e configura questi filtri. La realtà aumentata dà grande spazio di azione a chi, per l’appunto, sa sfruttarne al meglio il potenziale promozionale.

Le tecnologie AR non sono più fantascienza, ma tutt’altro: tanti brand internazionali ne stanno già facendo buon uso.

 

Ottenere condivisioni nel modo giusto: alcuni esempi popolari

  • Kylie Cosmetics

Kylie Jenner, la più giovane miliardaria del mondo, titolare di un’azienda di cosmetica globalmente riconosciuta, non poteva certo mostrarsi impreparata davanti alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Il brand Kylie Cosmetics è stato uno dei primi, infatti, ad applicare l’AR ai filtri Instagram per promuovere una nuova collezione di rossetti: selezionandolo per le proprie stories, le utenti potevano testare sulle proprie labbra otto sfumature diverse, anche per verificare quale stesse loro meglio.
L’obiettivo era chiaro: promuovere la nuova collezione attraverso il canale digitale. Parallelamente, si è tenuto ben presente il tipo di target, interessato al prodotto e felice di scattarsi qualche selfie con un nuovo make up.

  • Consulenza d’immagine e Armocromia

Semplice ma efficace l’idea di Rossella Migliaccio, a capo dell’Italian Image Institute, che da sempre si occupa di curare l’immagine altrui e di armocromia. Quest’ultima è, in sostanza, uno studio su quali colori si addicano di più a una persona, sulla base della tonalità dei propri occhi, dei capelli e dell’incarnato.
Allo scopo di promuovere, in particolare, questo servizio, l’azienda ha realizzato un filtro che, rilevando l’immagine del viso dell’utente, mostrava quale palette di colori si adattassero di più alle scelte di trucco e abbigliamento. Anche in questo caso, un obiettivo preciso e un’esecuzione interessante e divertente.

  • Adidas

Il filtro diffuso da Adidas richiama le atmosfere retrò che tanto spopolano su Instagram, sovrapponendo all’immagine una patina che ricorda la risoluzione di un VHS, a cui eventualmente si può sostituire un filtro, sempre in stile vintage e nostalgico, che richiama il logo a righe del brand.
La grande azienda ha tenuto presenti i trend “estetici” più popolari nelle stories dei propri utenti, potenziali e attuali, creando un filtro che non imponesse con prepotenza prodotti o loghi, ma che comunque facesse appello alla propria storicità.

  • Disney

Nulla ci ricorda questa grande azienda, fabbrica di sogni da quasi un secolo, più delle iconiche orecchie di Topolino, suo primo e più celebre personaggio. Anche in questo caso, un filtro creato e messo in circolazione da un’azienda ha unito la semplicità a un forte simbolo del brand, senza sfociare nell’invadenza, per promuovere il proprio marchio con un’iniziativa ben condivisibile.
L’utente che sceglie questo filtro può “indossare” le orecchie di Topolino e Minnie, facendosi foto e video, scegliendo il design che più gradisce con un semplice tap sullo schermo, che permette di vedere diverse opzioni e diversi stili.

 

Il mondo del marketing sul web è in continuo e veloce cambiamento. Ogni trend che nasce può crescere a vista d’occhio in pochissime settimane, e sta a noi osservarlo, analizzarlo e cogliere le opportunità che presenta. Se anche tu sei titolare di un’azienda o un professionista che vuole creare un filtro di realtà aumentata su Instagram, contattaci per una consulenza gratuita. A dipendenza della tua attività, sapremo consigliarti al meglio su come ampliare la tua visibilità, a beneficio del tuo business, mediante questo e altri canali digitali.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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