CANTONE
23.06.18 - 07:000

5 consigli per non diventare dipendenti da smartphone e social

Senso della misura, conoscenza di ciò che gli schermi fanno al corpo e alla psiche: ecco un piccolo vademecum per imparare a regolarci e usare al meglio gli utilissimi strumenti hi-tech

 

È facile lasciarsi attirare e coinvolgere dagli schermi di un pc, di un tablet o di uno smartphone, fino a trascorrere online molto più tempo di quanto ci servirebbe, o di quanto sia salutare fare: la “vita digitale”, come ogni parte della nostra esistenza, ha le sue regole, e deve trovare il giusto spazio nel complesso delle nostre giornate: non dobbiamo ritrovarci schiacciati da una realtà sempre connessa e “sveglia” anche fuori dal lavoro, magari pure quando per noi è tempo di riposare!

Come trovare il giusto equilibrio per essere produttivi e allo stesso tempo non stressati? Oggi, si parla sempre più della necessità di ritagliarsi dei periodi Digital Detox, ossia di “disintossicarsi” dagli stimoli che ci arrivano dalle notifiche, dai messaggi, dalle immagine, abbandonando completamente l'utilizzo di qualsiasi strumento digitale. Una settimana ogni anno, al minimo, si dice, in cui staccarsi da telefonino, computer e social, avvisando ovviamente i nostri cari, affinché non ci diano per dispersi, e lasciando aperto un canale per le emergenze.

Prima di arrivare a fare scelte drastiche come quella appena descritta, però, vogliamo darvi 5 consigli di “prevenzione”: indicazioni utili per non arrivare a soffrire di un “esaurimento digitale, che aiutino ciascuno di noi a fare un buon uso di questi strumenti innovativi e utilissimi.

1) Stabilire un inizio, una fine e un tempo massimo di utilizzo giornaliero. Secondo alcuni studi, controlliamo il nostro smartphone oltre 2600 volte al giorno, e iniziamo a farlo già 5 minuti dopo il risveglio! Non eliminiamo il digitale dalla nostra routine, ma ogni cosa deve stare al suo posto.

2) Controlliamo la nostra e-mail personale al massimo 2 volte al giorno. Qui la patata è “bollente”: la tentazione è forte, quando sentiamo o vediamo una notifica, e capiamo che si tratta di un messaggio di posta elettronica. A meno che non si attendano e-mail importanti, però, suggeriamo di disattivare la sincronizzazione automatica della casella di posta con il cellulare, e di controllarla solo 2 volte al giorno, facendolo anche in modo approfondito e prendendosi più tempo del normale, se necessario. Tanto lo sappiamo: la maggior parte delle e-mail che riceviamo sono messaggi di spam o newsletter pubblicitarie, non sempre graditi.

3) In generale: non lasciamoci distrarre. Una notifica dal gruppo WhatsApp degli ex compagni di Liceo, in orario d'ufficio, può distogliere la nostra attenzione dal lavoro. Durante le attività in cui necessitiamo di essere concentrati, produttivi o attenti agli altri, lasciamo il cellulare chiuso in un cassetto, o teniamolo silenzioso lontano dallo sguardo e ritroviamolo, con tutte le notifiche del caso, solo nei momenti più tranquilli o solitari.

4) Evitiamo la stanchezza fisica da social. Alcune ricerche rivelano che il nostro cervello è costantemente propenso a far fronte agli impulsi esterni e ai cambiamenti: è un retaggio del nostro più antico istinto di sopravvivenza, quando dovevamo difenderci praticamente ogni giorno da minacce per la nostra incolumità. Allo stesso modo, oggi non riusciamo a ignorare facilmente gli stimoli bacheche social che si aggiornano di secondo in secondo, e richiamano la nostra attenzione. Quando ne facciamo indigestione, ciò che ne risulta può essere quindi catalogato dagli esperti come vera e propria stanchezza fisica.

5) Eliminiamo il senso di frustrazione. Conoscete la FOMO? È un fenomeno noto come Fear Of Missing Out, ovvero “paura di perdersi qualcosa”, e gli studiosi l’hanno applicata al nostro modo di muoverci nel mondo digitale. Cercare di seguire tutto, di essere sempre aggiornati, ma timore di non riuscirci e non esserlo abbastanza. I sintomi della FOMO, però, sono tutt’altro che digitali: quando usiamo troppo gli schermi e interagiamo con essi, aumentano la sudorazione e il battito cardiaco, diminuisce la salivazione e le pupille si dilatano. È tutto ciò che accade quando ci sentiamo in pericolo e sui social questo senso di minaccia si manifesta soprattutto davanti a notizie ed eventi ansiogeni e commenti negativi, che accrescono il nostro stato di allerta, la necessità di saperne di più e la paura di non saperne abbastanza per reagire.

Psicologia, fisiologia, socializzazione: il mondo digitale, lo avrete capito, influenza le nostre percezioni... e non solo. Se volete saperne di più, e capire come attirare le attenzioni del vostro pubblico target, rivolgetevi a dei professionisti che possano guidarvi.

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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