LUGANO
02.06.18 - 15:120

5 cose da non fare mai su Instagram

A ogni social network le sue regole: cosa non bisogna fare su Instagram e come evitare di “farlo arrabbiare”. Ecco i nostri suggerimenti!

 

Instagram è più severo di quello che si crede e non attenersi ai suoi dettami può portare a cause non felici per il vostro profilo, che sia aziendale o privato. Ecco 5 pratiche scorrette su Instagram che vi assicuriamo non passano inosservate ai suoi occhi e che possono portarvi al cartellino giallo di ammonizione o, se perseverate, a quello rosso:

Non insistete con gli hashtag. Con l’obiettivo di far trovare la propria foto al maggior numero di persone possibili e aumentare la propria visibilità, la tentazione di mettere il simbolo # davanti a ogni parola è grande. Ma Instagram non guarda questa pratica di buon occhio e se eccedete, il numero massimo di hashtag per post è infatti 30, il rischio di essere bannati (una penalizzazione che non mostrerà il post ai vostri contatti) con la vostra fotografia è dietro l’angolo. Sceglieteli con cura, da hashtag generici a sempre più specifici, e se non arrivate a 30 poco importa: ciò che premia non è il numero, ma l’accuratezza nella selezione.

Vi diamo qualche suggerimento in più: è decisamente sconsigliato l’utilizzo dell’hashtag #instagram, che ha lo spiacevole effetto di annullare tutti gli altri hashtag che sono nella vostra foto. Da eliminare anche gli hashtag legati alla sicurezza personale (#passport, #licence), quelli a luci rosse e gli hashtag troppo generici come #photography, #like e #iphone.

Anche gli hashtag nel primo commento sono scoraggiati. Instagram ve ne ha forniti 30 e voler fare i furbi per aggiungerne altri 30 nel primo commento disponibile nella foto attirerà le attenzioni del social network in modo nient'affatto positivo!

Non rubate le foto. Il repost, ossia la pubblicazione di una foto di un altro utente sul proprio profilo, è una pratica adottata da molti e che può anche lusingare il creatore dell’immagine. Si può fare ed è una bella azione che vi rende attivi sulla piattaforma, ma prima è necessario chiedere il permesso al legittimo proprietario attraverso messaggistica privata, attendere la sua risposta positiva e pubblicarla con una menzione all’artefice nel testo.

Non esagerare con il Follow/Unfollow. Si tratta di una pratica molto diffusa, ossia quella di seguire personaggi noti e attendere una loro risposta positiva entrando anche noi a far parte della loro lista “seguiti”. Se questo non accade nel giro di pochi minuti, l’utente smette di
seguire il profilo scelto. In poche parole, farsi notare tra i seguaci per ricevere qualcosa in cambio. Instagram ha dichiarato guerra a questa pratica e adesso la lista di chi seguiamo non viene più mostrata in ordine cronologico, ma in ordine di rilevanza.

Non comprare i follower. Acquistare follower ti darà una sensazione di potenza sul canale per qualche secondo, ma poi avrai davanti numeri di interazione bassissimi e, al massimo, qualche commento fasullo. Comprare i follower è una pratica vietata sia da Instagram sia dal fratello maggiore Facebook, e non serve a nulla, perché questi sventurati, magari account fake che arrivano da apposite “fabbriche di follower” o persone residenti in paesi che nulla c'entrano con voi o con la vostra azienda, arrivano sul vostro profilo, ma poi lo lasceranno dopo pochi minuti.

Vi suggeriamo l’utilizzo del tool gratuito SocialBlade per verificare le statistiche Instagram di altri profili e controllare situazioni anomale di incremento improvviso di follower o di un utilizzo smodato del follow/unfollow. Un tool utile nella scelta di un giusto ed efficace influencer per il vostro brand!

Non barare! Ci sono numeri da seguire! Per limitare le azioni di spammer e bot (azioni illecite automatizzate), e rendere più autentica l’esperienza degli utenti sul social, Instagram ti consiglia delle regole numeriche da percorrere: massimo 250 commenti al giorno (mai lo
stesso!), numero di like commisurato al numero di utenti che segui, per i profili nuovi massimo 350 azioni di follow (e se ancora volete unfollow) al giorno per la prima settimana. Superare i limiti di Instagram significa rischiare di subire il cosiddetto ShadowBan, ossia la sospensione dell’account o dell’azione incriminata. Lo ShadowBan limita l’azione degli hashtag così che le tue immagini non verranno più visualizzate in quella sezione. Ci sono siti appositi che ti rivelano se il tuo account è stato bannato.

Insomma, è un gioco, sì ma da professionisti. E per sfruttare appieno le sue possibilità bisogna affidarsi a chi, come noi, lo fa con passione e mestiere.

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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