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STATI UNITI
28.01.19 - 14:470

In 60 anni la musica è diventata più triste e rabbiosa

Secondo una ricerca questo cambiamento non riflette necessariamente ciò che i musicisti e i cantautori hanno voluto esprimere, ma è più legato alle preferenze di chi ascolta

 

NEW YORK - Dalle dolci liriche dei Platters e di Domenico Modugno (che arrivò al numero 1 della classifica americana nel 1958) ai testi duri, crudi e arrabbiati di Childish Gambino, Travis Scott, Drake. Negli ultimi 60 anni la musica che ascoltiamo è cambiata, non solo a livello di suoni: i testi delle canzoni più ascoltate nel tempo sono diventati più rabbiosi e tristi e meno gioiosi.

Questo cambiamento non riflette necessariamente ciò che i musicisti e i cantautori hanno voluto esprimere, ma è più legato alle preferenze di chi ascolta. Lo rileva una ricerca della Lawrence Technological University, in Michigan, pubblicata sul Journal of Popular Music Studies. Per lo studio sono stati analizzati i testi di oltre 6000 canzoni, dagli anni '50 al 2016, inserite ogni anno nella Hot 100 di Billboard, la rivista musicale più autorevole negli Stati Uniti.


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In passato le canzoni erano classificate principalmente in base alle vendite discografiche, alle trasmissioni radiofoniche e ai jukebox, ma negli anni più recenti ci si basa su altri indicatori di popolarità, come streaming e social media.

I toni espressi in ogni canzone sono stati analizzati applicando un'analisi quantitativa automatica dei sentimenti, che associa ogni parola o frase nella canzone con un insieme di toni espressi. La combinazione dei toni espressi da tutte le parole e le frasi dei testi determina il sentimento di quella canzone.

Gli studiosi hanno fatto una media dei sentimenti di ogni canzone in classifica, per misurare se l'espressione di una singola emozione fosse aumentata, diminuita o rimasta costante. L'analisi ha mostrato che l'espressione della rabbia nei testi è aumentata gradualmente nel tempo.


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I brani pubblicati durante la metà degli anni '50 sono risultati i meno "arrabbiati" e questo sentimento espresso nei testi è aumentato gradualmente fino al picco nel 2015, con qualche eccezione che ha riguardato il 1982-1984. Verso la metà degli anni '90, le canzoni si sono poi stabilmente fatte più "rabbiose". Anche l'espressione di tristezza, disgusto e paura è aumentata nel tempo, sebbene l'aumento sia stato più moderato.

Infine, la gioia, che dominava nei testi della musica di fine anni '50, è diminuita nel tempo ed è diventata molto più mitigata negli ultimi anni. Unica eccezione è la metà degli anni '70, quando è aumentata bruscamente.


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«Il cambiamento dei sentimenti nei testi non riflette necessariamente ciò che i musicisti e i cantautori volevano esprimere - evidenzia uno dei ricercatori, Lior Shamir - ma è più legato a ciò che i consumatori di musica volevano ascoltare ogni anno».

Naturalmente le eccezioni che confermano la regola non mancano: come "Happy" di Pharrell Williams, del 2013. Sentirla è un invito a iniziare a ballare.

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