Alexander Frei (Crimer), 28 anni.
SVIZZERA
30.05.18 - 06:000

Viaggio nel synth pop di Crimer

Pubblicato lo scorso 23 febbraio “Leave Me Baby” (Muve Recordings), il primo album di Crimer

 

ZURIGO - Dopo la realizzazione di una serie di singoli e di un primo ep - “Preach” (Muve Recordings, 28 aprile 2017) -, Alexander Frei (Crimer) - sangallese da qualche anno di base a Zurigo - ha confezionato un autentico gioiello, costruito al di sopra di strutture - puramente Eighties - new wave/synth pop oriented, che si è cucito addosso quanto una seconda pelle.

Nel disco - pubblicato in digitale, cd e doppio vinile - undici tracce (dodici nella bonus edition di iTunes) nuove di zecca e “Brotherlove”, il singolo che allo scoccare dello scorso anno ha portato Crimer a introdursi - di diritto - all’interno della scena indie rossocrociata.

Alexander, raccontami lo sviluppo del disco…

«Quando lavoro a nuove canzoni preferisco non guardare troppo avanti. Di conseguenza, non so ancora all’interno di quale “contenitore” ognuna di esse finirà. La selezione delle tracce, così come la scelta del formato, avviene solo in seconda battuta. Durante la fase compositiva o di registrazione non penso in termini di singolo, di ep o di album. Durante le sessioni di registrazione dell’ep, ad esempio, ho inciso anche buona parte dei brani contenuti in “Leave Me Baby”. Avrei potuto pubblicare un album già un anno fa, ma prima ho ritenuto opportuno tastare il terreno, tentando di costruire, nel contempo, una massiccia “fan base”... Centinaia di fan che, successivamente, in trepida attesa dell’album, mi hanno incoraggiato molto…».

Quindi, come è accaduto per l’ep, parte delle registrazioni sono state effettuate tra le mura del tuo appartamento, giusto?

«Sì, a casa ho inciso le tracce di synth e di batteria, mentre in sala, agli Alterna Recording Studios di Basilea, voce e chitarra. Questo è accaduto tra ottobre e novembre 2016… Alla fine, per confezionare l’album così com’è, l’anno scorso ho dovuto lavorare soltanto ad altre due canzoni. Canzoni che ho inciso attraverso la medesima modalità...».

Vuoi analizzare i testi su cui ha preso forma l’album?

«In termini generali, direi che l’insieme raccoglie riflessioni sulla vita, sull’esistenza, sulle relazioni, sull’amore…».

L’anno scorso parlando di coloro che hanno maggiormente influenzato la tua musica, hai citato Cure, Depeche Mode, TR/ST e Parcels… A distanza di diversi mesi, in questi termini oggi che vuoi dirmi?

«Ora aggiungerei MoreEats, pseudonimo dietro al quale si cela un songwriter di Triesenberg (Liechtenstein) che da qualche tempo vive a Zurigo…».

Alcune settimane fa, con il tuo gruppo, hai aperto lo show zurighese dei Franz Ferdinand… Vuoi fare un bilancio?

«Un’esperienza straordinaria!».

In Ticino, finora, hai tenuto un unico show a Locarno, in solitaria, nell’ambito di Moon and Stars 2017: nel corso dei prossimi mesi prevedi di tornare a esibirti da queste parti, con la band al completo?

«Una tappa c’è, ma per il momento non posso rivelarne i dettagli… Sarà comunque annunciata a breve...».

Info: crimer.ch

 

 

 

 

 

 

 

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