GAMES
21.03.18 - 09:000
Aggiornamento : 10:16

Abbiamo provato la Netflix dei videogiochi di Playstation e non è poi malaccio

Playstation Now atterra in Svizzera con una ludotecona in streaming e tutta da giocare, ma varrà i nostri soldi e (soprattutto) il nostro tempo libero?

LUGANO - Streaming, una rivoluzione che divide: c’è chi lo ama e non ne può fare a meno e chi, invece, lo detesta. I motivi sono duplici e altrettanto validi: da una parte l’accessibilità istantanea a un mare di contenuti (e su qualsiasi device), dall’altra la qualità audiovisiva altalenante e il fatto che - alla fin fine - si paga ma non si ha in mano nulla.

Ora tocca ai games - Dopo serie tv, film e musica è tempo anche per i videogiochi di gettarsi a capofitto in quello che per molti media è indiscutibilmente il futuro. Negli anni i servizi che hanno provato a proporre uno streaming di qualità nel mondo dei videogame sono stati diversi con risultati non sempre all’altezza.

Un catalogo grande - Playstation Now, che è arrivato finalmente in Svizzera da una settimanella, è il tentativo di Sony di rendere la pratica uno status quo. Sul catalogo di giochi c'è una bella quantità di titoli (più di 500) provenienti soprattutto dalla ludoteca di Playstation 3 e con solo una manciata di titoli per Playstation 4. La lista è in costante aggiornamento e, in futuro, potrebbe comprendere anche glorie del passato pure per le prime due “Play”.

Proprio come Netflix - Ok, ma come funziona? Come con Netflix è necessario pagare un abbonamento (di franchi 17,90) per accedere alla ludoteca che può essere navigata per generi, suggestioni o altro. Poi è possibile creare la propria lista di giochi preferiti, e fruirne sia sulla console sia su computer Windows a patto di avere fra le mani un pad in stile dualshock 4.

Stagionati ma buoni - Sebbene è innegabile che i titoli disponibili siano praticamente tutti assai vecchiotti la qualità generale dell’offerta rimane parecchio alta. Si va da pietre miliari assolute come “Red Dead Redemption”, “The last of us”, “God of War”, “Bioshock”, “Oblivion” passando per una bella manciata di giochi da giocare in compagnia (fra sport, picchiaduro e arcade) fino a un’azzeccatissimo catalogo pensato per i più piccoli (vari capitoli della serie Lego, giochi basati sui film Disney, Sonic).

La "nicchia" ci ha convinto - Punto forte, almeno secondo noi, la selezione di produzioni più o meno di nicchia e/o indie zeppa di titoli che magari in passato avremmo voluto provare ma, soprattutto per motivi economici e logistici, non abbiamo potuto. Roba strana forte come “Catherine” di Atllus, “Asura’s Wrath” di Capcom, lo pseudo-tarantiniano “Wet” , lo sfortunato "Brink" o cose proprio super-nerd, come la serie giapponese “Disgaea”, i vari “Ninja Gaiden” e (quasi) tutta la serie “Atelier”.

Il test

Dopo tutti questi preamboli è tempo della prova del fuoco (o del joypad): come si comporta davvero Playstation Now? Non malaccio, ci verrebbe da dire. Abbiamo effettuato il nostro test a casa con una connessione di fascia media, scegliendo giochi molto diversi gli uni dagli altri. L'obiettivo era quello di sondarne i limiti e vedere dove andava meglio e dove peggio in un contesto più o meno standard.

Banda stretta = grafica meh - Ci sono bastati pochi minuti per capire il mantra alla base del tutto. Quale? Che più banda c'è, meglio è. In caso di connessioni meno potenti la perdita di qualità dal punto di vista delle visuali è chiaramente percettibile, soprattutto con i giochi per Playstation 4. Per “tirare” al massimo questo aspetto abbiamo provato il bellissimo “Until Dawn” notando subito la differenza con la versione "solida". Anche il remasterdi “God of War 3” ci ha fatto la stessa impressione.

In generale (quasi) sempre fluido - Si parla di pixel in vista, opacità diffusa e una generale perdita di dettaglio ma non di fluidità e/o di latenza, e questo è un bene. Per accertarcene abbiamo provato un paio di titoli un po’ più ritmati come “The Last of Us: Left Behind” (PS3) e il picchiaduro supereroistico “Injustice: Gods among us” che tutto sommato si sono comportati bene (soprattutto il secondo). Forse il fatto che si tratta di titoli un po’ attempati ha aiutato? 

Il bidimensionale tiene bene - E il 2d? Già perché non solo di poligoni vive l'uomo, per un test fatto bene abbiamo voluto dare un’occhiata anche a quello. E che c’è di meglio di “King of fighters XIII” (pure per PS3) una delle eccellenze bidimensionali della scorsa generazione? Anche quello ha tenuto botta anche se ci è sembrato un filo penalizzato da una generale mancanza di brillantezza nell’immagine. 

In definitiva, almeno a casa nostra, era “quasi” come giocare con dei titoli fisici o digitali ma non proprio la stessa cosa. Siamo convinti che, con connessioni un filo più muscolose, le cose possano migliorare parecchio.

La conclusione.

Siamo quasi "lì" - In conclusione, ne vale la pena? Ci viene da dire “gnì”, nel senso che la carne al fuoco è davvero tanta (e pure buona) ma la sensazione che la tecnologia non sia ancora veramente arrivata “lì”, permane. Resta però un’ottima (ed economica) scelta per chi vuole una console per i figli (senza dover comprare una vagonata di giochi) o concedersi l’ebbrezza di riprovare una gloria del passato, magari pagando solo un mesetto d’abbonamento.

Provatelo, ma ricordate di disdire - Il nostro consiglio è semplice: fatevi un giro di prova (la trial di 7 giorni gratuita) e tirate un po’ le vostre conclusioni. Soprattutto vedete un po’ come si comporta a casa vostra e con la vostra connessione internet. Se non vi piace, ricordatevi però di disdire il rinnovo automatico dalle impostazioni del vostro account

Commenti
 
KilBill65 1 anno fa su tio
Interessante in parte, il prezzo un po' eccessivo aspetterei con un ev. ribasso e titoli di rilievo. Mancano i classici Ace combat, i Metal Gear solid vari, e anche i Call of Duty ecc. Speriamo in una era nuova di un servizio a pagamento con titoli sempre in evoluzione....
Giulia Conti 1 anno fa su fb
Martina Perrone
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