Immobili
Veicoli
https://www.hdex.ch
LUGANO
18.03.21 - 15:550

L'andamento del listino Rapaport del 2020

Il 20 marzo 2020 è una data che rimarrà impressa a lungo nelle menti di tutti i commercianti di diamanti.

di Redazione

LUGANO - Come ogni venerdì, tutti aspettavamo la pubblicazione del listino Rapaport per comprendere le tendenze di mercato.

Immaginate lo sgomento nel vedere che i prezzi avevano subìto un taglio del 6-7%, i nostri magazzini erano valutati meno, con decisione unilaterale e non capivamo perché.

Martin Rapaport è stato sommerso da una valanga di proteste ed è stato costretto a indire un sondaggio:

la scelta era tra una sospensione fino a maggio 2020 o una normale continuazione delle pubblicazioni.

Il 72% degli operatori, compreso me, ha optato per la sospensione almeno fino a maggio, molti altri hanno deciso di boicottare la piattaforma Rapnet di Rapaport a favore di altre piattaforme esistenti o create ad hoc. 

Il contesto era quello di una pandemia galoppante e il sistema commerciale globale era congelato per limitare i contagi.

Molti colleghi si sono organizzati per continuare il lavoro a distanza senza mettere a rischio clienti, fornitori e collaboratori tuttavia, nel nostro lavoro, la visione e il contatto umano sono essenziali.

Ogni pietraio fa tesoro del proprio magazzino e un deprezzamento improvviso del 6-7 % è un colpo ferale. Il malcontento era endemico.

Travolto da tale reazione, il Sig. Rapaport è apparso in un webinar il 31 Marzo e ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a pubblicare quel listino, ribattezzato presto “WAR LIST”.

La risposta non esauriente ha stimolato queste domande:

Quanto è sceso realmente il listino? E soprattutto rispetto a che parametro?

Il Rapaport rappresenta il massimo prezzo richiesto a livello professionale all’ingrosso, rappresenta tutti i diamanti bianchi ed è diviso per categorie.

Negli ultimi decenni esso è diventato un riferimento per i clienti al dettaglio e una matrice per i grossisti che comprano con sconti più o meno elevati, a seconda della ricercatezza di ciascuna pietra.

Parlare quindi di prezzi, senza conoscere le variazioni relative agli sconti è perfettamente inutile.

Rapaport ha analizzato i dati e ha pubblicato una previsione, a suo dire, imparziale e trasparente.

Molti colleghi invece affermano che, a mercati sostanzialmente chiusi, i prezzi previsti erano solo teorici, se non catastrofisti.

Se consideriamo i prezzi in CHF o EURO, grazie alla svalutazione del dollaro, il calo è stato del 3% circa e valutiamo l’aumento del listino del 22.11.2019 di circa il 3% lo scenario cambia profondamente.

Per chi utilizza CHF o EUR da novembre 2019 a marzo 2020 alcune qualità di diamanti hanno perso lo 0.2% del valore mentre per altri il valore è salito dello 0.4%.

Nello stesso periodo le borse valori hanno perso il 30% mediamente.

I pietrai si sono sentiti “traditi” in un momento drammatico, tutti cercavamo soluzioni per il periodo di stop e i nuovi prezzi hanno portato incertezza con conseguente revisione di molti contratti continuativi.

Da molti anni Rapaport ha istituito una piattaforma di scambio efficiente e globale con intermediazioni per molti miliardi di dollari l’anno, questo è un servizio costoso per i commercianti, a vantaggio della ditta del Sig. Rapaport stesso.
 
Molti operatori hanno dunque ritirato gli stock dalla piattaforma e minacciato di non rinnovare il proprio abbonamento.

I gioiellieri e i clienti finali hanno gioito pensando invece di trarre un vantaggio dal nuovo listino e dalla nuova situazione instaurata.

Il mercato come sempre ha trovato il proprio equilibrio:

Chi ha continuato ad adottare il vecchio listino ha venduto con sconti maggiori mentre chi ha sposato il nuovo ha lavorato con sconti più risicati.

A Natale 2020 il Rapaport è salito oltre i valori pre-covid come uno strano regalo: motivo?

La situazione andava normalizzata e la merce offerta sul mercato cominciava a scarseggiare per le ridotte attività di estrazione e minor capacità di taglio imposte dai continui lockdown.

La domanda e l’offerta hanno fatto il loro corso.

La situazione oggi è in evoluzione, ma in questo periodo incerto gli sconti dal listino si sono ridotti drasticamente perché la merce certificata di alta qualità scarseggia e perché c’è alta domanda di beni rifugio. 

Un’altra realtà è che i regali preziosi sono da considerare con un prodotto non essenziale, in periodi di crisi economica molte persone tendono a risparmiare il più possibile per paura di altri periodi bui in futuro.

Secondo uno studio commissionato da una grande casa di gioielleria, molti clienti sperano di tornare a comprare più di prima alla fine della pandemia.

Dal mio punto di vista noto che i gioielli vengono sempre considerati un bene primario per eventi particolari come proposte di matrimonio e anniversari. Il Natale appena passato, previsto sottotono, ha dato invece grandi soddisfazioni.

Parlando con i clienti con maggior propensione alla spesa, noto che gli stessi si interrogano sui tassi negativi e su eventuali nuove imposte derivanti dagli aiuti che gli stati hanno dovuto giustamente erogare.

A questo attribuisco la crescente richiesta di pietre certificate di altissima qualità da conservare.

Potrebbe interessarti anche
Copyright ©2022 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile