Diamanti
Diamanti e Pietre Preziose
08.01.21 - 08:000
Aggiornamento : 09.01.21 - 09:47

Diamanti fancy: meraviglia dai toni arcobaleno

Cenni storici, origine e classificazione dei diamanti naturalmente colorati

Fino al XVI° secolo tutti i diamanti, inclusi quelli di color fantasia, provenivano dall’India. Successivamente questi diamanti vennero rinvenuti anche in Sud America e in Africa. Essi venivano venduti dai mercanti locali a commercianti olandesi per essere poi tagliati presso le nuove taglierie istituite a Parigi, Londra, Amsterdam.
I diamanti colorati sono estremamente rari: basti pensare che in natura solo un diamante su 10.000 possiede sfumature di colore sufficientemente decise da poter essere classificato come “fancy”.
A partire dagli anni Sessanta del ‘900, i diamanti di colore fantasia hanno attirato sempre più l’attenzione, diventando oggetti ricercati da parte dei gioiellieri più prestigiosi al mondo, regnanti e collezionisti. I diamanti fancy nei toni del blu e del rosso in particolare hanno raggiunto le quotazioni più alte in assoluto sul mercato delle aste internazionali. Tra i diamanti fancy più preziosi della storia possiamo annoverare il Blu Hope, il Moussaief Red, il Pink Star e il Verde di Dresda.
L’Africa è oggi il maggior produttore al mondo di diamanti colorati. Altre zone di estrazione rinomate sono il Brasile ed il Venezuela, l’Australia, la Russia ed il Canada.
I diamanti sono costituiti principalmente da carbonio, ma esistono altri elementi che, inclusi nella struttura interna, ne influenzano la gradazione di colore.
I diamanti che contengono atomi di azoto (N) costituiscono il 98% di tutti i diamanti naturali.
Esiste una percentuale molto esigua, dunque estremamente rara, di diamanti detti Type II. Questi diamanti sono quasi al 100% totalmente privi d’azoto e costituiscono il 2% di tutti i diamanti in circolazione. Tale gruppo si divide ulteriormente nei tipi IIa e IIb. I diamanti di tipo IIa sono i più puri, costituiti quasi interamente da carbonio, e si possono trovare in natura incolori, marroni oppure rosa.
Il diamante di tipo IIb è ancora più raro ed è di color blu. La struttura di questo tipo di diamante include atomi di boro (B), ed è proprio questo elemento a determinare il colore blu delle pietre appartenenti a questa tipologia.
La determinazione della tipologia d’appartenenza del diamante in questione viene effettuata avvalendosi della spettrometria IR (Infrarosso), a fotoluminescenza (PL) ed analisi di Fluorescenza.
Ulteriori analisi per verificare eventuali inclusioni nel diamante, utilizzando filtri polarizzatori e microscopio ad immersione, possono fornire informazioni riguardo a possibili trattamenti.
Tenendo presente che esiste una costante evoluzione nei trattamenti, nelle tecniche di lavorazione e nella produzione dei diamanti sintetici, è essenziale che i laboratori gemmologici si tengano costantemente aggiornati ed informati, così da star sempre al passo, dal punto di vista delle conoscenze scientifiche in materia.
Attraverso il Munsell Color System, i diamanti fancy vengono classificati individuandone la tinta, la tonalità e la saturazione, oltre che la distribuzione uniforme del colore.
Definire la tinta è cosa assai complicata. A volte il diamante può apparire uniforme, oppure può capitare che i diamanti presentino un secondo o anche un terzo colore che concorrono a formare il colore finale. Un esempio, in questo senso, è dato dai diamanti “Fantasia Giallo-Verdastri” (“Fancy Greenish-Yellow”) oppure “Fantasia Arancioni Marron-Verdastri” (“ Fancy Greenish-Brownish-Orange”).
I colori naturali “basilari” dei diamanti fancy sono: nero, bianco opalescente, grigio, marrone, giallo, arancione, verdognolo (color cedrata), verde, blu, viola e rosa. Esiste anche il “rosso”, ma è infinitamente più raro.
L’ “intensità” d’ un colore viene descritta come grado di tonalità e saturazione: Chiaro, Scuro, Intenso (Intense), Carico (Deep) o vivido (Vivid). Talvolta viene utilizzato, per descrivere il colore di un diamante, un singolo e generico attributo del colore, non accompagnato da prefisso.

Nel classificare i diamanti di color fantasia vengono utilizzate delle pietre di paragone, e la determinazione finale del colore avviene sempre previo consenso di diversi gemmologi esperti. La definizione del colore è, di fatto, una questione soggettiva: in qualità d’esperto professionista il gemmologo è come un medico che valuta i risultati dei propri esami, in grado dunque di determinare il colore in modo disciplinato e coerente.
Marie Curie fu la prima scienziata ad irradiare i diamanti. I diamanti irradiati in tinte di giallo, arancione, verde, blu e rosa sono privi di attività radioattive residue.
Nulla può comunque riprodurre l’unicità di gemme di rara bellezza, protagoniste di misteri, di storie romantiche, di paesi lontani e avvenimenti storici.

A cura di Dario Cominotti

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