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11.05.22 - 08:000

Il Regno Unito mira all’energia solare spaziale

La Gran Bretagna potrebbe costruire una centrale solare orbitale in grado di fornire energia verde e illimitata.

LONDRA - Il governo del Regno Unito starebbe valutando la proposta avanzata da un gruppo d'ingegneri e investitori per la costruzione di una centrale solare spaziale dal costo stimato di circa 16 miliardi di sterline (19,2 miliardi di Euro). A spiegare il progetto su The Conversation è stata Jovana Radulovic, direttrice della Scuola di Ingegneria Meccanica e del Design presso l’Università di Portsmouth.

Il principio di funzionamento di un impianto solare orbitale è di per sé abbastanza semplice. Il sistema sarebbe costituito da un enorme satellite o navicella con tanti pannelli solari. Una volta acquisita la luce del Sole, questi pannelli genererebbero l’elettricità che sarebbe poi trasmessa sulla Terra in modalità wireless sotto forma di onde radio. Particolari antenne sul nostro Pianeta, denominate rectenne, acquisirebbero queste onde radio che verrebbero trasformate di nuovo in elettricità da immettere direttamente nella rete elettrica.

Come ha spiegato la Radulovic, i recenti progressi in ambito tecnologico, soprattutto in quello del comparto solare, rendono sempre meno fantascientifica un’idea del genere. Il vantaggio principale di una centrale solare spaziale sta nel fatto che l’energia viene raccolta 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno. Al di fuori dell’atmosfera terrestre, infatti, si possono raccogliere circa 1.367 W/m2 e le celle solari non sono influenzate dagli eventi atmosferici che abbattono la capacità di generare corrente elettrica. Sulla superficie terrestre, invece, tenendo conto dell’alternarsi del giorno e della notte, della presenza delle nuvole e di altri elementi, tale valore scende a 50-100 W/m2.

Dal punto di vista degli svantaggi, tuttavia, questi non sono solo di natura tecnologica ma riguardano soprattutto i costi. Per costruire una stazione solare spaziale, infatti, serviranno centinaia di lanci che avranno l’obiettivo di trasportare il materiale in orbita. Ma con il perfezionamento dei razzi riutilizzabili e l’uso della robotica spaziale, che permetterebbe di montare i pannelli solari direttamente nello spazio, l’idea potrebbe essere fattibile. Anche l'utilizzo delle moderne e leggerissime celle solari potrebbe abbattere i costi. Bisogna ricordare che di recente sono stati fatti molti passi in avanti anche nel campo della trasmissione senza fili dell’energia a lunga distanza. Un’altra difficoltà risiederebbe nel fatto che le celle solari esposte ai raggi e ai detriti spaziali potrebbero deteriorarsi molto più frequentemente che sulla Terra.

Per quanto riguarda in concreto il progetto da 16 miliardi di sterline che è in corso di valutazione nel Regno Unito, secondo il rapporto Frazer-Nash Consultancy, una centrale solare orbitale per essere considerata efficiente deve avere un diametro di ben 1,7 chilometri e un peso di 2.000 tonnellate, che è circa quattro volte quello della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Inoltre, il sistema di antenne presente sulla Terra dovrebbe essere molto grande e occuperebbe uno spazio di diversi chilometri quadrati. Questa prima stazione potrebbe comunque fornire fino a 2 GW di potenza al Regno Unito, paese che oggi ha una capacità di produzione di energia elettrica pari a circa 76 GW.

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