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14.01.22 - 08:000

Starlab, una nuova stazione spaziale privata in orbita entro il 2027

Presentato il progetto di una stazione spaziale concepita per essere una destinazione turistica e un centro di ricerca.

Le tre società americane Nanoracks, Voyager Space e Lockheed Martin hanno presentato ufficialmente Starlab, il progetto per una nuova stazione spaziale commerciale da portare in orbita entro il 2027. L’avamposto è concepito per essere una destinazione turistica e un centro di ricerca e produzione che aiuterà a promuovere la crescita di un’economia fuori dalla Terra.

Starlab sarà costituita da due moduli, cioè un nodo di attracco con un modulo gonfiabile collegato da un lato, e un modulo di servizio, che fornirà energia e propulsione, attaccato all’altro lato. Lo spazio pressurizzato totale sarà di 340 metri cubici, circa un terzo della Stazione Spaziale Internazionale, mentre saranno disponibili 22 metri cubi per i vari payload, come per l’ISS, misure che sono decisamente grandi per una stazione con due soli moduli e che testimoniano di quanto sarà esteso il modulo espandibile. Questo sarà costruito da Lockheed Martin e rappresenterà l’ambiente primario della stazione. Inoltre, sarà presente un ulteriore elemento in acciaio, utile per il docking di cargo, e capsule con gli astronauti.

La stazione sarà dotata anche di un elemento propulsivo e di un braccio robotico, necessario per gestire i cargo di rifornimento in arrivo dalla Terra e per gli esperimenti da eseguire all’esterno dell’avamposto. Questo potrà ospitare fino a quattro astronauti alla volta e genererà 60kW di potenza elettrica. Nanoracks ha inoltre annunciato che sarà possibile trasportare Starlab in orbita in un solo lancio e ciò abbasserà di molto i costi di sviluppo, potendo evitare diversi lanci e le operazioni di assemblaggio in orbita. Tutto ciò sarà possibile grazie all’utilizzo del modulo espandibile.

Starlab disporrà di un sistema di laboratori all’avanguardia per ospitare ricerche scientifiche ed esperimenti, sia per la NASA che per aziende private. Il modulo principale sarà diviso in quattro scompartimenti scientifici: uno dedicato alla ricerca in biologia, uno come laboratorio e serra spaziale per piante vegetali, un laboratorio per scienze fisiche e ricerche sui materiali e un’area di lavoro più aperta e variabile. I laboratori a bordo della Starlab, come quelli gestiti da Nanoracks sull’ISS, sono raggruppati sotto il George Washington Carver (GWC) Science Park.

Sarà proprio Nanoracks a guidare la gestione e l’organizzazione della nuova stazione spaziale. La società, infatti, vanta già più di un decennio di esperienza in ricerca spaziale e nella gestione di esperimenti commerciali a bordo dell’ISS, come ne dimostra l’installazione di una camera di equilibrio a bordo chiamata Bishop. Voyager Space, che è anche l’azionista di maggioranza di Nanoracks, guiderà la strategia commerciale e gli investimenti di capitale del progetto Starlab. Lockheed Martin, invece, ricoprirà il ruolo di produttore e integratore tecnico, forte della sua esperienza nella gestione di moduli pressurizzati.

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