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REGNO UNITO
25.08.21 - 08:000

Gli alieni? Assomigliano a macchine o intelligenze artificiali

Secondo un noto astronomo gli alieni che dovessero mai arrivare sulla Terra non potrebbero essere creature biologiche.

LONDRA - In un recente articolo pubblicato sul giornale britannico The Guardian, Seth Shostak, astronomo e direttore del Centro di ricerca SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), ha sostenuto che caso mai un giorno gli alieni entrassero in contatto con la Terra, questi molto probabilmente non potrebbero essere creature biologiche, bensì macchine o intelligenze artificiali.

Shostak ha dedicato la propria vita alla ricerca di forme di vita intelligenti nel cosmo e, nella sua lunga carriera, ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Carl Sagan Awards per la divulgazione scientifica. Nel suo articolo, il noto astronomo smonta diversi luoghi comuni sugli alieni e, alla luce delle informazioni scientifiche attualmente in nostro possesso, ha provato a formulare alcune ipotesi.

Innanzitutto, dato che una stella su tre nella nostra galassia potrebbe ospitare un pianeta delle dimensioni della Terra, è abbastanza probabile che su qualcuno di questi si siano sviluppate forme di vita intelligenti. «Penso che sia estremamente probabile che gli alieni siano presenti nella nostra galassia», ha dichiarato Shostak, che allo stesso tempo però ritiene altamente improbabile che queste forme di vita stiano perdendo tempo a sorvolare il nostro spazio aereo e, soprattutto, che assomiglino alle creature rappresentate negli ultimi 60 anni dalla fantascienza o dall’immaginario cinematografico.

Anzi, considerando la questione da un punto di vista prettamente scientifico, se qualche forma di vita aliena dovesse mai riuscire ad arrivare sul nostro pianeta, è molto difficile che questa sarà una creatura biologica. «Probabilmente sono andati oltre l’intelligenza biologica e, anzi, oltre la biologia stessa», ha affermato Shostak. La ragione è relativamente semplice: le grandi distanze da un sistema stellare all’altro possono richiedere decenni per essere attraversate.

Tuttavia, Shostak riconosce il fatto che il nostro sistema solare ha un’età relativamente giovane e che, invece, altri sistemi molto più antichi potrebbero ospitare civiltà inimmaginabilmente più avanzate di noi. Ma questo non consentirebbe comunque loro d'infrangere le leggi della fisica. Ad esempio, presupponendo che gli alieni abbiano a disposizione tecnologie da fantascienza che consentano loro di coprire la distanza tra la Terra e la stella più vicina a noi, Proxima Centauri (circa 38mila miliardi di chilometri) in appena 10 anni, dovrebbero comunque viaggiare a poco più di metà della velocità della luce e un simile viaggio richiederebbe 600 milioni di volte l’energia del razzo Saturn V.

Pertanto, secondo Shostak, un ipotetico alieno che dovesse mai raggiungere la Terra non potrebbe essere altro che un’intelligenza artificiale oppure una macchina particolarmente evoluta in grado di viaggiare per migliaia di anni e rappresentare, una volta a destinazione, il popolo che l’ha costruita. «I ricercatori che lavorano all’IA stimano che le macchine in grado di battere gli umani in un test del QI usciranno dal laboratorio entro la metà del secolo. Se possiamo farlo noi, alcuni alieni lo avranno già fatto», ha concluso Shostak.

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