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CINA
08.06.21 - 08:000

Un robot spazzino spaziale

La Cina ha lanciato in orbita un prototipo di robot capace di raccogliere i detriti spaziali con una rete gigante

La cosiddetta “space junk”, ovvero la spazzatura spaziale, costituisce un’enorme preoccupazione per gli scienziati e le agenzie del settore perché può rappresentare un pericolo sia per i satelliti attualmente attivi che per i veicoli delle future missioni.
Lo scorso settembre, ad esempio, la Stazione Spaziale Internazionale è stata costretta ad una manovra d’emergenza proprio per evitare una collisione che si sarebbe potuta rivelare rovinosa, mentre alcuni giorni fa è stata colpita da un frammento per fortuna relativamente piccolo e l’impatto, quindi, non ha provocato gravi danni.
Per contrastare tale problema negli ultimi anni sono nate decine di aziende in tutto il mondo, tra cui la giapponese Astroscale e la 3D Systems degli Stati Uniti, con l’obbiettivo di offrire servizi di pulizia dei detriti spaziali. Tra le soluzioni possibili erano già stati valutati in passato raggi laser, arpioni e sonde dotate di braccia meccaniche.
Ora, invece, una startup cinese di estrazione spaziale, la Origin Space con sede a Shenzhen, ha lanciato in orbita terrestre bassa il prototipo di un robot in grado di raccogliere i detriti e altri rifiuti spaziali lasciati dai precedenti veicoli per mezzo di una rete gigante.
Il robot si chiama NEO-01 e fa parte di un totale di nove satelliti inviati nello spazio tramite il razzo Long March-6, partito ad aprile dal Centro di Lancio satellitare di Taiyuan, nella provincia dello Shanxi, nel nord della Cina. Il robot, dal peso di 30 chilogrammi, è dotato anche di un telescopio che servirà per l’osservazione di piccoli corpi celesti nello spazio profondo.
Il principio di funzionamento della sonda spazzina è apparentemente semplice. In effetti, a differenza della tecnologia della giapponese Astroscale, che circa un mese prima aveva lanciato in orbita il suo veicolo spaziale ELSA-d che adopera dei magneti per raccogliere la spazzatura spaziale, NEO-01 utilizzerà una rete capace prima di intercettare i detriti e poi distruggerli bruciandoli con il suo sistema di propulsione elettrica.
Nelle intenzioni dei suoi creatori, inoltre, NEO-01 dovrebbe aprire la strada a tecnologie future in grado di estrarre gli elementi presenti sugli asteroidi. Come ha infatti riferito all’agenzia di stampa statale Xinhua il fondatore della Origin Space, Su Meng, con questa missione saranno condotti esperimenti per testare le capacità del veicolo spaziale sia nella rimozione dei detriti spaziali che nell’estrazione di asteroidi.
Il dispositivo, quindi, servirà come prototipo per innovativi robot spaziali che potranno utilizzare le ricche risorse minerarie degli asteroidi per supportare lo sviluppo dell’industria spaziale del futuro.
Lo scopo della Origin Space sul lungo termine, infatti, è quello di lanciare in orbita decine di “minatori” spaziali, ovvero veicoli tecnologici in grado di realizzare la prima estrazione commerciale di risorse minerarie direttamente sugli asteroidi entro il 2045.

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