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MARTE
04.05.21 - 10:390

Prodotto per la prima volta l’ossigeno su Marte

Uno dei dispositivi sul rover Perseverance ha convertito l’anidride carbonica dell’atmosfera marziana in ossigeno

Uno dei problemi da risolvere se l’uomo vorrà andare effettivamente su Marte è quello di creare le giuste condizioni affinché gli astronauti possano avere a disposizione un’adeguata scorta di ossigeno per il tempo necessario al loro soggiorno. Finora, l’unica soluzione pensata è stata quella di trasportare l’ossigeno dalla Terra all’interno di grandi bombole, il che inciderebbe enormemente sul peso delle astronavi e quindi sui costi.
Oggi, però, la NASA ha compiuto un grande passo avanti verso una soluzione alternativa e, forse, definitiva. Per la prima volta nella storia, infatti, è stato prodotto ossigeno direttamente su Marte a partire dall’atmosfera del pianeta, che è composta al 95% di anidride carbonica e per il resto da azoto e argon. A farlo è stato uno degli strumenti a bordo di Perseverance, il rover a sei ruote giunto sul Pianeta Rosso il 18 febbraio scorso con il compito di cercare eventuali forme di vita.
Si tratta di MOXIE (Mars OXygen In-situ resource utilization Experiment), un innovativo dispositivo grande quanto un piccolo tostapane, cioè circa 24 x 24 x 31 centimetri, con una massa di 17 chilogrammi. L’apparecchio è in grado di funzionare grazie all’anidride carbonica presente nell’atmosfera marziana che, una volta assorbita, viene elaborata, scissa e trasformata in ossigeno.
Ciò è possibile attraverso il processo dell’elettrolisi, che rompe le molecole di CO2 e le scinde quindi in molecole di monossido di carbonio e molecole di ossigeno.
Nella sua prima attivazione, avvenuta il 20 aprile, MOXIE ha prodotto 5 grammi di ossigeno, una quantità modesta ma sufficiente a un essere umano per respirare 10 minuti. Il dispositivo è comunque in grado di generare fino a 10 grammi di ossigeno l’ora. C’è da dire che MOXIE non produrrà effettivamente il prezioso gas al termine della sua sperimentazione, ma testerà la tecnologia di cui è dotato. Nel corso del prossimo anno marziano (circa due anni terrestri), infatti, il congegno verrà provato in diverse condizioni per verificarne il funzionamento in vari momenti della giornata e dell’anno, dato che Marte ha diverse stagioni caratterizzate anche da un’escursione termica che può oscillare di parecchio nel corso di un giorno.
Ad ogni modo, l’esperimento compiuto con MOXIE rappresenta senza dubbio un evento storico, cioè la prima estrazione di una risorsa naturale dall’ambiente di un altro pianeta da parte dell’uomo. «MOXIE non è solo il primo dispositivo per produrre ossigeno su un altro mondo», ha dichiarato Trudy Kortes, direttrice delle dimostrazioni tecnologiche all’interno dello Space Technology Mission Directorate della NASA, ma è soprattutto la prima tecnologia del suo genere pensata per aiutare le missioni future a vivere su un altro pianeta. Quindi, dopo il primo volo su Marte effettuato dal piccolo elicottero Ingenuity, con questa missione la NASA segna un’altra impresa rivoluzionaria nel campo delle esplorazioni spaziali.

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