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SVIZZERA
19.04.21 - 10:190

Scoperta la particella Odderon

Il CERN e il Fermilab hanno annunciato la scoperta di una particella subatomica che era stata teorizzata 50 anni fa

Lo scorso 16 marzo il CERN e il Fermilab hanno annunciato la scoperta della particella subatomica chiamata “Odderon” (in italiano “Pomerone”), uno stato elusivo formato da tre (o un numero dispari di) gluoni previsto quasi mezzo secolo fa ma mai rivelato in modo definitivo prima d’ora.
La particella Odderon era stata teorizzata nel 1973 da due fisici delle particelle francesi. La scoperta aveva dato il via a una caccia internazionale. Tre anni fa, al Large Hadron Collider (LHC) del CERN in Svizzera, i fisici sperimentali della Collaborazione Totem avevano trovato prove dell’esistenza della particella subatomica, ma i dati non erano sufficienti per poter affermare di averla osservata in via definitiva. Oggi, gli scienziati della Collaborazione Totem, insieme alla collaborazione DØ al Tevatron del Fermilab negli Stati Uniti, grazie a un’ampia analisi di dati sperimentali, hanno potuto annunciare finalmente la scoperta dell’Odderon.
Gli stati che comprendono due, tre, o più gluoni sono oggetti peculiari fatti solo dei portatori della forza forte. Mentre la maggior parte delle collisioni ad alta energia fa sì che i protoni si spezzino nei loro quark o gluoni consistenti, circa il 25% sono collisioni elastiche in cui i protoni rimangono intatti ma emergono attraverso percorsi lievemente diversi. La particella Odderon, pertanto, è ciò che si forma brevemente quando i protoni entrano in collisioni ad alta energia e, in alcuni casi, non si rompono, ma rimbalzano l’un l’altro e si disperdono. I protoni, quindi, sono costituiti da quark e gluoni, che formano brevemente particelle di Odderon.
Dopo un duro lavoro durato diversi mesi da parte dei migliori fisici delle particelle del pianeta, l’Odderon è stato alla fine identificato. I ricercatori hanno confrontato i dati dell’acceleratore di particelle LHC al CERN e dell’acceleratore di particelle Tevatron al Fermilab e, attraverso un’ampia analisi dei dati delle collisioni elastiche protone-protone e protone-antiprotone, sono stati in grado di concentrarsi sulla nuova particella.
«Questa è una pietra miliare nella fisica delle particelle! È fantastico contribuire a una maggiore comprensione della materia, i mattoni fondamentali del nostro mondo», ha dichiarato in un comunicato Roman Pasechnik, ricercatore di fisica delle particelle presso l’Università di Lund, che ha collaborato alla ricerca. «Il nostro risultato sonda le caratteristiche più profonde della cromodinamica quantistica, in particolare che i gluoni interagiscono tra loro e che un numero dispari di gluoni può essere ‘incolore’, proteggendo così la forte interazione», ha affermato Simone Giani, fisico del CERN e portavoce di Totem.
La scoperta, dunque, è davvero incredibile perché aiuta a comprendere come riescano quark e gluoni a interagire al livello più piccolo e, sebbene debbano essere effettuati ulteriori esperimenti, riesce a colmare alcune delle lacune sull’idea moderna di cromodinamica quantistica. Lo studio è stato pubblicato su The European Physical Journal C.

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