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NORVEGIA
01.01.21 - 08:000

Trasformare i deserti in fertili campi

Una startup norvegese è riuscita a coltivare nel deserto di Dubai grazie a un mix innovativo di acqua e argilla

Una startup norvegese chiamata Desert Control ha provato a trasformare la zona arida che circonda Dubai, negli Emirati Arabi, in un grande orto produttivo, con risultati a dir poco stupefacenti. La startup, infatti, ha studiato e messo a punto un sistema innovativo in grado di rendere i deserti fertili e quindi coltivabili.
Durante la scorsa primavera, un team di esperti della Desert Control si è recata a Dubai per piantare i primi semi di angurie e zucchine in un’area molto arida. Dopo cinque mesi al posto della sabbia sono comparse le prime foglie rigogliose. Il merito è di un particolare composto di acqua e argilla, denominato “liquid nanoclay”, sviluppato dalla stessa startup. Si tratta, in sostanza, di una nano-argilla liquida che viene spruzzata sul terreno sabbioso e che, penetrando in profondità, contribuisce a renderlo più fertile.
«Abbiamo inventato un nuovo modo di mescolare queste due sostanze, creando un mix che una volta spruzzato sul suolo avvolge perfettamente ogni granello di sabbia e gli permette di trattenere acqua e sostanze nutritive», si legge sul sito dell’azienda norvegese. Da una parte, le proprietà fertilizzanti dell’argilla arricchiscono il terreno altrimenti molto povero di nutrienti, dall’altra la sua consistenza liquida consente di adoperare l’innovativa miscela con qualsiasi metodo di irrigazione.
La Desert Control aveva iniziato già nel 2018 ad effettuare i primi test, dapprima in laboratorio e poi anche sul campo, avvalendosi della collaborazione del Centro internazionale per l’Agricoltura Biosalina di Dubai (Icba). Per gli Emirati Arabi, infatti, trovare un metodo efficace e conveniente per sfruttare il terreno è ritenuta una priorità, dato che attualmente il Paese non è in grado di provvedere alla domanda di prodotti agroalimentari necessari alla sussistenza della popolazione ed è quindi costretto ad importare circa il 90% del cibo.
A causa del lockdown i test nei laboratori si sono interrotti, ma non quelli sul campo, dove sono iniziate a spuntare le prime timide foglie. Dagli esperimenti effettuati è emerso che l’utilizzo della nano-argilla liquida porterebbe un vantaggio sia dal punto di vista idrico, riducendo il consumo di acqua di oltre il 50%, sia in termini di tempo, considerato il fatto che secondo la compagnia norvegese occorrono solo poche ore per trasformare un terreno arido in coltivabile.
La Desert Control ha ora intenzione di continuare gli studi per testare l’efficacia del nuovo prodotto con diversi metodi di irrigazione e di terreno. Al momento è stato stimato che il prezzo del trattamento si aggira tra i due e i cinque dollari al metro quadro, ma solo nell’ultimo anno sono stati raccolti cinque milioni di dollari che verranno utilizzati per sviluppare delle unità mobili in grado di aumentare la produzione di nano-argilla liquida così da abbattere notevolmente i costi.
Se i risultati dovessero confermare i primi dati positivi, questa nuova formula potrebbe essere un’ottima notizia per molte aree del pianeta in cui coltivare è praticamente impossibile. Grazie a questa innovativa tecnica, infatti, per molti Paesi poveri si potrebbero aprire nuove e importanti prospettive di sviluppo.

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