Le incredibili immagini della nascita di un pianeta
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16.10.20 - 08:000

Le incredibili immagini della nascita di un pianeta

Grazie allo strumento Sphere gli astronomi hanno fotografato per la prima volta nella storia la nascita di un pianeta

Per la prima volta nella storia sono state catturate le immagini della nascita di un esopianeta. Si tratta di un vortice di luce, gas e polveri, intorno a una regione centrale più scura, che ruota attorno alla stella AB Aurigae, a circa 520 anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Auriga.
Il pianeta nascente si trova a una distanza dalla sua stella madre paragonabile a quella che separa Nettuno dal Sole. Le incredibili immagini sono state scattate dallo strumento Sphere montato sul Very Large Telescope (VLT), in Cile, gestito dall’Osservatorio Europeo Meridionale (ESO). I dettagli della scoperta sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics da un team di ricercatori dell’Osservatorio di Parigi e dell’Università PSL di Parigi.
I pianeti si formano dentro “dischi protoplanetari” che circondano giovani stelle e gli astronomi pensano che il tutto avvenga attraverso l’accumulo di milioni di piccoli granelli di gas e polvere refrigerati, uniti dalla forza di gravità. Questi piccoli e grossolani ammassi diventano sempre più grandi incorporando gas e polvere lungo la loro orbita e, alla fine, diventano pianeti.
Da tempo gli astronomi hanno notato un gran movimento attorno alla costellazione AB Aurigae, decidendo di tenerla sotto osservazione perché ha appena qualche milione di anni e per tale motivo è circondata da una densa nuvola di gas e polveri. «Dobbiamo osservare sistemi molto giovani per catturare il momento in cui davvero si formano i pianeti», ha spiegato il coordinatore del team Anthony Boccaletti.
Nel 2018 i ricercatori hanno pubblicato le immagini di AB Aurigae scattate dallo strumento Alma, che permise di visualizzare per la prima volta i due grandi bracci che avvolgono con la loro spirale la stella. Oggi, grazie a un altro strumento chiamato Sphere, che utilizza una tecnica high-contrast imaging, che prende lentamente tracce di giovani stelle nel corso di diverse ore di osservazione continua, si è riusciti ad osservare una zona anomala.
Si tratta di un accumulo di materia che ha tutta l’aria di essere una concentrazione che si sta ingrandendo, sotto la spinta della sua stessa gravità, e che porterebbe appunto a pensare alla formazione di un nuovo pianeta. Come scrivono gli scienziati, il puntino luminoso dove si concentra la materia è una di quelle zone dove le “acque” si sono agitate e hanno dato vita a due piccoli bracci a spirale. «È previsto da alcuni modelli teorici di formazione planetaria, uno che si avvolge verso l’interno e l’altro che si espande verso fuori e che si incontrano nella zona del pianeta. E permettono a gas e polveri di aggregarsi nel pianeta che si sta formando e di farlo crescere», ha dichiarato Anne Dutrey, del Laboratorio di Astrofisica di Bordeaux.
Nei prossimi anni, proprio per studiare con maggiore dettaglio questi processi di formazione, gli scienziati attendono l’entrata in funzione dell’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO, con un diametro di 39 metri, che vedrà la luce nel 2025.

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