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25.09.20 - 06:000

Una “fionda orbitale” per osservare gli oggetti interstellari

Scienziati del MIT stanno sviluppando insieme alla NASA un’idea innovativa per studiare gli oggetti interstellari

Gli oggetti interstellari che attraversano la nostra galassia sono davvero molti, ma altrettanto difficili da studiare perché, di solito, arrivano e se ne vanno molto rapidamente. Ora, un team di scienziati del MIT ritiene di aver trovato un’idea innovativa per ottenere uno sguardo ravvicinato su questi oggetti spaziali. I ricercatori, infatti, stanno sviluppando in collaborazione con la NASA una specie di “fionda orbitale dinamica” per cercare di intercettare queste rocce interstellari.

Gli oggetti interstellari hanno iniziato solo di recente ad attirare l’attenzione dei ricercatori scientifici. In particolare, l’asteroide interstellare chiamato Oumuamua, avvistato per la prima volta nel 2017, e la cometa Comet 2L / Borisov scoperta lo scorso anno dall’astronomo dilettante Gennadiy Borisov, hanno lasciato piuttosto perplessi gli astronomi a causa delle loro forme e traiettorie estremamente insolite. Questi oggetti sono difficili da studiare anche per la loro velocità. La cometa Borisov, ad esempio, viaggiava a 32,2 km/s rispetto al Sole.

Sarebbe bello poter inviare un veicolo spaziale per intercettare e studiare da vicino questi visitatori stellari, ma come ha spiegato Richard Linares, assistente professore nel Dipartimento di Aeronautica e Astronautica (AeroAstro) del MIT, «dovremmo arrivarci molto velocemente e le attuali tecnologie di propulsione sono un fattore limitante». Per tale ragione Linares ha pensato di sviluppare una fionda orbitale costituita da minuscoli satelliti da inviare all’inseguimento degli oggetti interstellari oltre il Sistema Solare. Nel progetto è coinvolta anche la NASA, attraverso il programma NIAC (NASA Innovative Advanced Concepts).

L’idea prende spunto dalle vele solari, che hanno una propulsione basata sulla pressione del vento solare o sulla pressione dei fotoni emessi dal Sole. Utilizzando un materiale sottile, leggero e riflettente per catturarli, proprio come la vela di una barca cattura il vento, i veicoli spaziali possono essere spinti attraverso lo spazio. Anche le vele solari, tuttavia, hanno i loro limiti, sono cioè efficaci se adoperate su veicoli molto leggeri. Linares, quindi, ha pensato a una flotta di satelliti statici ai bordi del nostro Sistema Solare, che avrebbero un rapporto massa-vela-area molto basso.

Questi veicoli, che Linares ha chiamato “statiti”, essendo fermi avrebbero velocità iniziale pari a zero e manterrebbero le proprie posizioni fino a quando non verrebbero rilevati oggetti interstellari in arrivo. Come ha infatti dichiarato il professore del MIT, «una volta rilasciato, l’energia immagazzinata nella vela solare sfrutterebbe l’attrazione gravitazionale del Sole per lanciare lo statite in una traiettoria di caduta libera verso l’ISO, permettendogli di raggiungerlo».

Nel caso le cose andassero bene, il veicolo spaziale potrebbe inviare un nano-satellite per orbitare attorno all’oggetto interstellare e raccogliere con i suoi sensori informazioni su di esso.

Il NIAC ha già approvato la Fase Uno e ora il team di ricerca ha nove mesi per elaborare il progetto e capire se è fattibile. In caso di risultati positivi, il NIAC potrà approvare un’ulteriore Fase Due e quindi implementare lo studio dell’eventuale Fase Tre. Ciò darebbe agli scienziati più tempo per sviluppare al meglio il loro piano per studiare i misteriosi oggetti interstellari.

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