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MONDO
06.08.20 - 06:000

Quanto tempo rimane ancora alla civiltà prima che si giunga al collasso?

Secondo alcuni fisici teorici al 90% il crollo della civiltà umana avverrà entro pochi decenni

Se l’umanità continuerà verso questa direzione, la civiltà così come noi la conosciamo andrà incontro a un “irreversibile collasso” entro pochi decenni. È questa la conclusione a dir poco catastrofica, ma scientificamente fondata, a cui è giunto un recente studio pubblicato su Nature Scientific Reports da parte di un team di fisici teorici.

L’articolo, scritto da alcuni ricercatori dell’Alan Turing Institute di Londra e dell’Università di Tarapacá in Cile, presenta una sorta di “road map” del disastro in cui viene mostrato con chiarezza la forte probabilità del crollo della civiltà umana in poco tempo. Questo evento è stato messo in relazione al continuo consumo di risorse, al sovrappopolamento del pianeta e alla deforestazione.

La traiettoria indicata dallo studio, al quale hanno partecipato anche il dott. Gerardo Aquino, ricercatore associato presso l’Alan Turing Institute, e il professor Mauro Bologna del Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’università cilena, restringe di molto i tempi delle più pessimistiche previsioni fatte fino ad oggi. Secondo Aquino, infatti, impegnato a studiare i modelli di complessi sistemi politici, economici e culturali per prevedere i conflitti, la fine della civiltà umana arriverà molto prima di quanto si possa immaginare, addirittura entro i prossimi 20-40 anni.

Le cause sono da rintracciare nel sempre crescente impatto della deforestazione sui sistemi planetari che sono alla base dei processi vitali e, quindi, sono indispensabili per la sopravvivenza umana. Tale fenomeno influisce su molti altri importanti fattori concatenati tra loro, come lo stoccaggio del carbonio, la produzione di ossigeno, la conservazione del suolo, la regolazione del ciclo dell’acqua, il sostegno alla natura, ai sistemi alimentari umani e all’habitat dell’uomo e di tante altre specie. Il sovrappopolamento del pianeta, poi, peggiora ulteriormente le cose.

Senza una forte riduzione di questi elementi, in particolare del tasso di deforestazione (che ai ritmi attuali potrebbe causare la perdita totale delle foreste nel giro di 100-200 anni), «è altamente improbabile immaginare la sopravvivenza di molte specie, compresa la nostra, sulla Terra», spiega lo studio. Inoltre, viene anche precisato che «il progressivo degrado dell’ambiente dovuto alla deforestazione influirebbe pesantemente sulla società umana e di conseguenza il collasso umano inizierebbe molto prima».

In sostanza, ciò che lo studio vorrebbe mettere in evidenza con i suoi calcoli riguarda innanzitutto le tempistiche di un probabile collasso irreversibile della nostra civiltà. «Il nostro modello mostra che un crollo catastrofico nella popolazione umana, a causa del consumo di risorse, è lo scenario più probabile dell’evoluzione dinamica basata sui parametri attuali. Da un punto di vista statistico la probabilità che la nostra civiltà sopravviva di per sé è meno del 10%. Nello scenario più ottimistico», concludono i ricercatori.

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