Keystone
STATI UNITI
30.07.20 - 08:000

Il teletrasporto quantistico potrebbe essere presto realtà

Un team di scienziati sta costruendo un teletrasporto quantistico basato su due buchi neri

Potrebbe sembrare fantascienza ma un team di fisici dell’Università del Maryland sta progettando di costruire un teletrasporto quantico, ovvero una sorta di “wormhole” in grado di teletrasportare le informazioni tra due buchi neri quantici intrecciati. Non si tratterà di una vera e propria macchina ma piuttosto di qualcosa di più simile a un portale.
Il teletrasporto quantico si basa sui protocolli della teoria dell’informazione quantistica. Sfruttando il fenomeno dell’entanglement come risorsa, esso costituisce un pilastro delle odierne tecnologie quantistiche che consentono lo sviluppo nel campo della comunicazione quantistica, dai computer quantistici alle reti quantistiche.
Gli scienziati ora hanno intenzione di realizzare il teletrasporto quantistico sulla base degli ultimi studi avvenuti sui buchi neri. Secondo la fisica nulla sfugge all’orizzonte degli eventi di un buco nero. Tuttavia, una teoria di alcuni anni fa ha ipotizzato che due buchi neri totalmente intrecciati potrebbero essere in grado di trasmettere informazioni tra loro, invece di distruggerle, una volta superato l’orizzonte degli eventi. Un fenomeno molto simile appunto al teletrasporto quantico che viene già utilizzato per la costruzione dei più moderni computer quantistici.
Creare queste connessioni e la loro intera dinamica in laboratorio è un compito altamente difficile poiché richiede una notevole potenza di calcolo e sembra qualcosa che va al di là delle moderne capacità scientifiche. Ma Christopher Monroe e Brian Swingle, due ricercatori dell’Università del Maryland, hanno intenzione di creare dei circuiti quantici per imitare il più possibile gli effetti dei buchi neri. La cosa più sconcertante è che, secondo i modelli precedenti, il circuito si comporterebbe esattamente come potrebbe essere un piccolo buco nero. Ciò significa in pratica che il sistema risultante sarebbe letteralmente indistinguibile da due veri buchi neri ad incastro.
Se le supposizioni dei fisici fossero esatte, questi circuiti ospiterebbero diverse informazioni che il primo buco nero rimescolerebbe, mettendo fine alla loro vita, ma permettendo all’altro buco nero di ricevere l’informazione e decodificarla. Da questo punto di vista le previsioni sono favorevoli e ci sono buone probabilità di riuscita.
Tutto ciò rappresenta sicuramente un miglioramento rispetto alle tecnologie di teletrasporto quantistico esistenti, in cui le informazioni trasmesse emergono ancora crittografate, rendendo il processo più lungo e più soggetto a errori mentre il computer tenta di decodificare il messaggio.
Al momento, l’idea è comunque un modo insolito per migliorare l’attuale tecnologia di calcolo quantistico. Come ha infatti affermato Norman Yao, ricercatore dell’Università della California di Berkeley, ricreando e intrecciando in laboratorio le bizzarre proprietà dei buchi neri, i ricercatori «possono consentire il teletrasporto delle informazioni sulla scala dei tempi più veloce possibile».

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