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ARABIA SAUDITA
10.01.20 - 21:320
Aggiornamento : 11.01.20 - 08:31

L’Arabia Saudita sta progettando di costruire la città del futuro

Sarà estesa quasi quanto il Belgio e si chiamerà Neom, la smart city più grande al mondo con taxi volanti, camerieri robot, pioggia nei periodi di siccità e persino una luna artificiale

Nel 2017 il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman annunciò di voler costruire al confine tra Arabia Saudita, Egitto e Giordania, una nuova futuristica città. Il nome scelto dovrebbe essere Neom, cioè una fusione del prefisso “neo”, che in greco antico significa “nuovo”, e la parola araba “mustaqbal”, che significa “futuro”. Nelle intenzioni del sultano arabo, Neom dovrebbe diventare la più grande smart city al mondo, con i suoi circa 26.500 km2 di estensione, cioè quasi quanto il Belgio, e con un costo totale per la sua costruzione di 500 miliardi di dollari (circa 450 miliardi di euro).
In quell’occasione non furono svelati molti particolari, ma pochi mesi fa il Wall Street Journal, in base ad alcuni documenti confidenziali datati settembre 2018, ha rivelato maggiori dettagli su come sarà effettivamente questa città. Ad accrescere l’attrazione verso tali informazioni sta il fatto che alcune delle società di consulenza che stanno partecipando al progetto come McKinsey & Co, Boston Consulting Group, Oliver Wyman e lo studio legale Latham & Watkins, non hanno rilasciato alcun commento a proposito.
Secondo quanto riportano le circa 2.300 pagine visionate dal noto quotidiano internazionale, Neom dovrebbe disporre di taxi volanti, un sistema per portare la pioggia anche nei periodi più aridi, camerieri robot nelle abitazioni, spiagge con sabbia che si illumina di notte, un parco a tema con dinosauri robot e, tra le altre cose, una luna artificiale. Inoltre, nonostante la città dovrebbe sorgere nel bel mezzo del deserto, secondo le intenzioni di Salman essa dovrebbe essere circondata da campi coltivati. Dovrebbe infatti essere dotata di un sistema di cloud seeding, cioè una tecnica che consente di ottenere precipitazioni artificiali tutto l’anno, e il clima dovrebbe essere più fresco rispetto ad altre città arabe.
I documenti mostrano come Neom punti a diventare uno dei poli di attrazione più importanti al mondo per le imprese, mirando ad ospitare appunto le sedi di grandi aziende occidentali come Amazon e Tesla. Per incentivarle, sarà offerto loro l’utilizzo gratuito dell’energia elettrica. Il Wall Street Journal scrive anche che, secondo quanto rivelato da alcune sue fonti, l’Arabia Saudita avrebbe posto come condizione per le imprese che vogliono aprire sedi a Neom quella di investire nella costruzione della città.
Il progetto di Neom prevede l’utilizzo corposo delle più avanzate tecnologie in ogni settore, dalla mobilità alla salute, cosa che dovrebbe contribuire a creare “il miglior ambiente per vivere sul pianeta”, secondo quanto riferito da alcuni responsabili del progetto al Wall Street Journal. I piani del principe Salman sono infatti di fare di Neom la città con il più alto PIL pro capite al mondo e il più alto numero di ristoranti con stelle Michelin per abitante. Molta attenzione sarà riservata al miglioramento delle condizioni di vita dei futuri residenti, i quali non avranno “nessuna malattia dovuta al lavoro o allo stress”. Un impegno particolare sarà rivolto anche alla sicurezza, con telecamere, droni e un sistema di riconoscimento facciale in grado di monitorare tutti gli abitanti nei luoghi pubblici.
L’intenzione è quindi quella di costruire una città completamente da zero, che funzioni come una sorta di enclave all’interno dell’Arabia Saudita, e dove lo stile di vita sia più simile a quello occidentale, in modo da attirare gli investimenti delle grandi multinazionali straniere. Neom avrebbe anche un sistema giudiziario ad hoc, che lo studio legale Latham & Watkins ha definito “indipendente”, che dovrebbe consentire alla città di avere regolamenti diversi dal resto del paese. I tribunali di Neom dovrebbero attenersi sempre alla legge islamica ma i giudici farebbero riferimento direttamente al re. «La legge di Neom sarà basata sulle migliori pratiche in materia di diritto economico e commerciale, nonché sui pareri di potenziali investitori e residenti», si legge in una dichiarazione rilasciata al Wall Street Journal.
Il pionieristico progetto, tuttavia, presenta alcuni problemi di realizzazione, primo fra tutti quelli derivanti dagli enormi costi e dalle limitazioni tecnologiche. Ad esempio, vi sono ancora forti dubbi sulla realizzazione della grande luna artificiale che ogni notte dovrebbe apparire nel cielo (si è pensato all’utilizzo di alcuni droni). Inoltre, il progetto prevede la costruzione di un ponte attraverso il Mar Rosso che colleghi l’Arabia Saudita all’Egitto, per la cui realizzazione si è passati da un preventivo iniziale di circa 4 miliardi di dollari a un costo che dovrebbe forse aggirarsi intorno ai 125 miliardi di dollari, a causa di una deviazione del percorso inizialmente stabilito per problemi sismici.
Un ulteriore problema è quello derivante da alcune divergenze tra la direzione del progetto e il principe Salman. Nel 2017 la direzione fu affidata a Klaus Kleinfeld, ex CEO di Arconic, di proprietà di Alcoa, la grande società statunitense produttrice di alluminio, che però lo scorso anno ha abbandonato il progetto. Secondo il Wall Street Journal, tra i motivi dell’allontanamento ci sarebbero i piani irrealistici del principe saudita, il quale avrebbe ad esempio espresso parere negativo sulla realizzazione di un piano urbanistico per la costruzione delle strade di Neom, in quanto convinto che siano inutili. «Non voglio strade o marciapiedi. Avremo macchine volanti nel 2030!», avrebbe affermato Salman in una riunione.
Da ultimo, ma non meno importante, c’è la questione riguardante gli attuali abitanti della zona dove sorgerà la futura Neom. In quei territori, infatti, oggi risiedono circa 20mila persone che il governo saudita ha intenzione di trasferire forzatamente in altre città. Tali cittadini verrebbero ricompensati e dovrebbero ricevere alcuni benefici tra cui un programma di borse di studio per «acquisire le competenze necessarie per far parte della visione di Neom», riferisce la società Boston Consulting Group. Ma rimangono forti dubbi sulla legittimità di tale operazione dato che, nonostante le recenti riforme riguardanti alcune forme di divertimento prima proibite, o l’abolizione del divieto per le donne di guidare, l’Arabia Saudita resta pur sempre un regime autoritario in cui persistono forti perplessità sul rispetto dei diritti umani.

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