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20.09.19 - 08:000

Le lenti a contatto ad alta tecnologia che fanno lo zoom con due battiti di ciglia

Arriva dai ricercatori dell’Università di San Diego il sistema che mima i movimenti oculari permettendo alle lenti biometriche di rispondere agli impulsi modificando la lunghezza focale

 

In futuro basterà un movimento dell'occhio per comandare le lenti a contatto e un doppio battito di ciglia per ingrandire automaticamente quello che si sta guardando. È questa la particolarità delle lenti a contatto sviluppate da un team di ricercatori dell’Università di San Diego, che hanno messo a punto un sistema in grado di misurare i segnali elettrooculografici generati dall'occhio in base a movimenti specifici, creando una lente biomimetica che risponde a questo impulso.
La biomimetica consiste nell’osservare un fenomeno biologico e riprodurlo in versione tecnologica ed è alla base dell’invenzione di moltissimi prodotti di uso comune. Anche l’elettrooculografia è una tecnica consolidata, largamente impiegata per la diagnosi di distacco retinico, maculopatie e altro. Consiste nella registrazione dei movimenti oculari durante il sonno, attraverso la misurazione della differenza di potenziale fra cornea e retina. Si esegue con elettrodi e il risultato è un elettrooculogramma.
Jinrong Li e il suo team hanno misurato i segnali elettrooculografici generati quando gli occhi effettuano movimenti specifici, come guardare in alto, in basso, a sinistra, a destra, sbattere le palpebre una e due volte. Usando queste informazioni i ricercatori hanno creato una lente a contatto biomimetica che risponde agli impulsi elettrici. Lo studio che spiega il funzionamento di questa lente innovativa è stato diffuso dalla rivista Advanced functional materials.
Si tratta, in sostanza, di una lente morbida, i cui movimenti e deformazioni sono ottenuti mediante l’attivazione di diverse aree di pellicola di elastomero dielettrico, materiale ampiamente impiegato nella robotica, imitando i meccanismi di funzionamento degli occhi degli umani e della maggior parte dei mammiferi. Il risultato raggiunto è stato quello di modificare la lunghezza focale in base ai segnali prodotti dall’occhio, in poche parole si può zoomare ciò che si sta guardando semplicemente sbattendo le palpebre.
Nello studio gli scienziati hanno spiegato che le lenti, allo stato attuale, rispondono ai segnali elettrici prodotti da movimenti specifici e che il progetto sta proseguendo, con l’obiettivo futuro di applicare questa tecnologia per la creazione di “protesi visive, occhiali regolabili e robotica”. Il lavoro da fare, dunque, è ancora molto, anche perché i ricercatori hanno finora usato elettrodi disponibili in commercio, che sono poco flessibili ed estensibili, e che dovranno quindi essere rimpiazzati da elettrodi sicuramente più adatti a questo tipo di utilizzo.

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