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ICT ATED TICINO
03.03.21 - 07:590

Tornano gli Hackdays di RSI

Il 25 e il 26 marzo 2021 sono di scena gli Hackdays SSR in un formato totalmente digitale

Una maratona di sviluppo per costruire il consumo mediatico del futuro come ci racconta Maurizio Canetta, Direttore RSI

La televisione del presente e del prossimo futuro si plasma grazie al contributo delle tecnologie, ma anche al talento creativo e la passione delle persone dalle provenienze più varie. Questi sono alcuni degli ingredienti della prossima edizione degli Hackdays SSR, che si svolgeranno il 25 e il 26 marzo 2021 interamente online. E per iscriversi alla kermesse gratuita di sviluppo c’è tempo fino al 7 di marzo, compilando il formulario di iscrizione, così da entrare a far parte della community #srghackdays21! Si tratta di una due giorni dedicata allo sviluppo con l’obiettivo di contribuire a plasmare lo sviluppo tecnologico del consumo mediatico. Una “maratona” a cui sono chiamati a partecipare gratuitamente sviluppatori e sviluppatrici, operatori e operatrici dei media, designer, utenti, data scientist, esperti ed esperte UX, pedagoghi e pedagoghe e altre menti creative, appassionati di media e scenario.

Partendo da questa iniziativa giunta alla sua sesta edizione, abbiamo intervistato il Direttore di RSI Maurizio Canetta, che ci ha raccontato che: «Per due giorni i partecipanti si dedicheranno intensamente a risolvere problematiche legate al consumo mediatico di domani e a sviluppare prototipi. Alcuni di questi negli Hackdays degli anni scorsi sono diventati parte integrante della nostra offerta e proposta al pubblico, tramite applicazioni che aiutano a selezionare le serie tv e i programmi che ciascun spettatore e spettatrice predilige. Peraltro, è stata sviluppata da un nostro gruppo svizzero italiano, proprio in un Hackdays, un’applicazione per Apple TV e Android TV, che consente di vedere i nostri canali comodamente sullo schermo televisivo. Un’innovazione che ha avuto un risvolto anche sociale, in quanto con il venir meno del digitale terrestre ha permesso di poter fruire della visione dei nostri programmi anche a chi non era ancora collegato per via satellitare, per esempio in una seconda casa».

Direttore Canetta, come è evoluto il consumo e fruizione dei media dopo la pandemia? Ha in qualche modo il Covid-19 modificato il nostro modo di rapportarci con l’informazione?

«La pandemia ha rappresentato una forte discontinuità e rottura di schemi, perché ha pesantemente modificato la struttura dei programmi e il modo di farli. Per la prima volta da quando mi trovo ad occuparmi di informazione, osservo che questa crisi ci ha coinvolto tutti. In primo luogo, perché l’abbiamo dentro di noi, visto che il virus spesso tocca noi stessi, amici, parenti o conoscenti. E quindi, se giornalisti e operatori hanno sempre raccontato eventi anche drammatici, come l’11 Settembre o l’incendio del San Gottardo, questi erano fatti esterni, lontani da noi. Oggi, invece, abbiamo un coinvolgimento emotivo pesantissimo, perché ogni nostra famiglia è (stata) toccata dagli eventi. Come RSI, siamo stati e continuiamo ad essere un anello di congiunzione con la popolazione e le autorità e, chiaramente, abbiamo dovuto adattarci alle circostanze; per esempio, lavorando da casa e confezionando i nostri servizi da remoto. In alcuni periodi abbiamo dovuto rinunciare completamente ad avere ospiti in trasmissione tv o radio, ma abbiamo dimostrato che al tempo del Coronavirus un’intervista o una tavola rotonda può avvenire comunque condividendo uno schermo di un portatile o di un cellulare».

Volendo tracciare un bilancio di questi suoi 41 anni in RSI quali sono stati momenti che professionalmente ricorda perché impressi a fuoco nella sua mente?

«In 41 anni è difficile selezionare un ricordo unico. Probabilmente il già citato 11 settembre è una di quelle giornate che non riesco a dimenticare. Abbiamo organizzato una diretta fiume di oltre 9 ore, dal primo pomeriggio fino a notte inoltrata. Una vera e propria maratona, senza mai staccare, in un rullo continuo di notizie, dove ricordo di essere sempre stato in diretta. Pochissime le informazioni che arrivavano, tremendamente spettacolari le immagini delle Torri Gemelle e toccanti i video di chi era all’interno degli edifici. Venendo poi a quest’ultimo anno, mi ha dato molto dal punto di vista personale ed emotivo tornare in conduzione durante il lockdown più serrato con “Con voi. Racconti della resilienza”. Abbiamo sperimentano nuove modalità per andare in onda, con collegamenti via skype e linee telefoniche aperte, senza filtro e preselezione. Un format che ci ha permesso di ascoltare i racconti delle persone, che abbiamo deciso di mettere al centro. E poi, come ricordo più recente e decisamente molto più leggero, le mie ultime conduzioni di alcune puntate del “Gioco del Mondo”, un programma che mi ha permesso di raccontare vite e persone straordinarie».

Recentemente, la sua “rubrica” di selezione di notizie #permattinieri oltre a essere postata sui suoi canali social personali, è ora anche su Clubhouse. Come si vede e cosa pensa dei nuovi media e canali social, rispetto ai suoi esordi in RSI?

«Sono da sempre incuriosito da innovazione e tecnologia. Se penso che un tempo, quando ho iniziato questo mestiere usavamo pellicole che dovevamo sviluppare e poi fisicamente tagliare per strutturare i servizi, mentre oggi basta un cellulare per intervistare anche Obama, mi sembra che siamo davvero in un’altra èra per l’informazione. Tornando ai canali social, devo dire che li frequento a livello personale e mi piace molto poter selezionare e offrire a chi mi segue in poche pillole i fatti più importanti della giornata. Ora sto iniziando anche a utilizzare Clubhouse e la rubrica #permattinieri sta muovendo i suoi primi passi anche su questa piattaforma. Mi intriga che il formato sia solo voce, che ci sia interazione e che il tutto sia effimero. Sento la libertà di poter dare le notizie del mattino in poco meno di 20 minuti, offrire due chiacchiere (se richieste), passare in rassegna i titoli dei giornali svizzeri e non solo, raccontare un libro in 720 caratteri per nutrire l’anima. Insomma, come ho scritto nella presentazione, mi ritrovo nel garantire una “buona notizia” al giorno».

Per chi fosse interessato va compilato il formulario di iscrizione eperd entra a far parte della community #srghackdays21!

Ecco, in sintesi, date principali degli Hackdays2021:

Termine d'iscrizione: domenica 7 marzo 2021

Kick-off: mercoledì 17 marzo 2021, ore 12.00-14.00 circa; presentazione e scelta delle problematiche, formazione dei team, informazioni sulle piattaforme ecc.

Inizio degli Hackdays: giovedì 25 marzo 2021, ore 9.00

Conclusione e pubblicazione dei video di presentazione: venerdì 26 marzo 2021 entro le ore 17.00

Conclusione della votazione: lunedì 29 marzo 2021, ore 12.00

Premiazione: mercoledì 31 marzo 2021, ore 17.00-18.00 circa 

CHI È ated – ICT Ticino

ated - ICT Ticino è un’associazione indipendente, fondata e attiva nel Canton Ticino dal 1971, aperta a tutte le persone, aziende e organizzazioni interessate alle tecnologie e alla trasformazione digitale. Dal suo esordio, ated - ICT Ticino organizza manifestazioni e promuove innumerevoli conferenze, giornate di studio, visite e viaggi tematici, workshop e corsi. ated - ICT Ticino collabora con le principali istituzioni pubbliche e private, enti e aziende di riferimento, nonché altre associazioni vicine al settore tecnologico e all’innovazione. Grazie alla costante crescita qualitativa dell’attività svolta sul territorio, ated – ICT Ticino si propone come l’associazione di riferimento nell’ambito economico, politico ed istituzionale del cantone, in grado di favorire il dibattito tra aziende e professionisti e capace di coinvolgere le giovani generazioni, grazie ai percorsi promossi dal programma ated4kids e da tutte le sue altre iniziative.

Per ulteriori informazioni

ated – ICT Ticino

Email: media@ated.ch

T. +41(0)91 8575880

 

 

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